il fondo sovrano

Costa Smeralda, dal Qatar 120 milioni sul turismo di lusso

In Gallura piano di investimenti al 2023 sul patrimonio dagli hotel alla Marina di Porto Cervo. Uscita da Air Italy la famiglia Al Thani punta ora sulla sanità d’eccellenza

di Davide Madeddu

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 La marina di Porto Cervo è uno dei porti più importanti del Meditarraneo fa parte del patrimonio della Smeralda Holding

In Gallura piano di investimenti al 2023 sul patrimonio dagli hotel alla Marina di Porto Cervo. Uscita da Air Italy la famiglia Al Thani punta ora sulla sanità d’eccellenza


4' di lettura

Turismo del lusso e sanità. Archiviata l’esperienza Air Italy l’universo imprenditoriale qatariota della famiglia Al Thani gioca in Gallura, nel nord est della Sardegna, le altre due carte degli investimenti. Quella delle vacanze super lusso e quella della sanità di alto livello. Settori che saranno inevitabilmente condizionati dagli effetti dell’emergenza coronavirus. Settori differenti che si sviluppano tra Olbia e la Costa Smeralda e si muovono con strutture diverse ma riconducibili alla “famiglia”. Al momento gli investimenti al 2023 sono stimati in «120 milioni di euro», somme per riqualificare «tutte le strutture a partire dagli hotel, assicurando allo stesso tempo occupazione e risorse per l’economia gallurese» è il gruppo Smeralda Holding. La società italiana controllata dal fondo sovrano Qatar Investment Authority e proprietaria dal 2012 di un patrimonio immobiliare composto da quattro hotel (Cala Di Volpe, Romazzino, Pitrizza e Cervo), la Marina di Porto Cervo (uno dei più importanti porti nel Mediterraneo), un cantiere navale, il Pevero Golf Club, a cui si aggiungono altri asset minori come shop, uffici, appartamenti, bar, ristoranti e 2.300 ettari di terreni sulla costa.

«Negli ultimi 3 anni Smeralda Holding ha investito 35 milioni di euro e ha attualmente in essere un importante piano strategico di lungo termine, che confermiamo in ogni suo dettaglio – chiarisce Mario Ferraro, Ceo di Smeralda Holding – registriamo numeri in forte e costante crescita, con ricavi che nel 2019 hanno raggiunto i 106 milioni di euro, in continuo aumento negli ultimi anni». Un bilancio, a sentire il manager, positivo: «Le solide performance economiche del nostro Gruppo sono inoltre confermate dalla crescita dell’utile operativo che al 31 dicembre scorso era pari a oltre 31 milioni di euro». Economie che hanno un impatto notevole nell'intera Gallura. «Gli investimenti previsti – prosegue Ferraro – consentiranno di generare importanti ricadute sull’economia del territorio e la creazione di nuovi posti di lavoro». Che tradotto in numeri diventa una ricaduta da oltre 50 milioni di euro. «Ogni anno Smeralda Holding contribuisce in maniera rilevante alla crescita dell’economia gallurese, con oltre 23 milioni di euro di salari e stipendi (26 considerando anche il Consorzio Costa Smeralda) e con più di 26 milioni di euro in acquisti da fornitori». Non solo, «in tutte le nostre attività imprenditoriali e di sviluppo teniamo sempre conto delle esigenze del territorio lavorando in piena sintonia con le autorità locali, sempre con un profondo rispetto per le comunità in cui operiamo». E poi ci sono gli investimenti per il futuro. Il piano da «120 milioni sino al 2023» confermato «integralmente». Dal manager di Smeralda Holding, benché si tratti di aziende differenti e «indipendenti l’una dall’altra» un messaggio di solidarietà «a tutti i lavoratori coinvolti nella vicenda Air Italy, nella speranza che possa essere identificata quanto prima una soluzione industriale per la tutela e salvaguardia dei posti di lavoro».

Vale, complessivamente (tra interventi compiuti a partire dal 2014 a quelli che dovranno ancora essere eseguiti) circa 1 miliardo e 200 milioni di euro la scommessa qatariota sulla sanità. Ossia il Mater Olbia, complesso sanitario nato dalle ceneri del progetto ideato da Don Verzè (ma tramontato nel 2012) e acquisito due anni dopo dall’attuale compagine. A gestire l’operazione è la Qatar Foundation endowment che con il 75% controlla il Mater Olbia (il 25% è in capo alla Fondazione policlinico gemelli) e con il 100 per cento Sardinia health care and research che è proprietaria dei terreni e dei building. La “fase uno” del progetto è stata completata e, come chiarisce Lucio Rispo, manager del gruppo, «l’ospedale è in funzione con quasi tutte le sue attività». All’appello manca ancora la radioterapia «di futura generazione», che sarà operativa «entro il primo semestre del 2020» a cui si aggiungerà poi la idrokinesiterapia, spazio destinato alla riabilitazione. Dalla scorsa estate è stata completata la fase di accreditamento con la Regione Sardegna e la convenzione che ha un valore di 25 milioni per il 2019, 60,6 milioni per il 2020 e altrettanti per il 2021. L’ospedale può contare su 250 posti letto (200 destinati ad accogliere i pazienti in regime di convenzione e gli altri destinati a pagamento) occupa 222 persone.«Con tutti i reparti a regime – spiega Rispo – diventeranno più di 500».

Per il futuro poi un ulteriore piano di interventi e investimenti indirizzati non «solo su altre strutture» ma anche sulla ricerca scientifica. «Stiamo portando avanti un’assoluta novità nell’ambito della medicina dello sport - aggiunge il manager –. Faremo un centro dedicato e annunceremo un accordo operativo immediato con alcuni club di assoluta rilevanza sia in ambito nazionale sia straniero». In programma anche l’attività di studio e approfondimento di alcuni tipi di malattie. Dall’anemia mediterranea al diabete, continuando con le malattie rare. «Questa attività è già in corso e con il preside della facoltà di medicina dell’università cattolica stiamo portando avanti un progetto da 20 milioni di euro sulle cure oncologiche».

Recentemente anche l’acquisto dello Zap-X, robot radiochirurgo che colpisce le cellule tumorali del cervello e può essere utilizzato per altre patologie della testa e del collo grazie all’impiego di una tecnologia che si basa su un raggio bisturi estremamente preciso frutto di un progetto nato nella Silicon Valley. La struttura ospedaliera di Olbia (che farà da apripista in Europa) l’ha comprato negli Stati Uniti. Poi ci sono gli altri progetti. Dal campus alla ricettività. «Abbiamo presentato il piano al Comune ed è previsto inoltre anche l’intervento di investitori di rilievo internazionale – prosegue ancora – . Quanto al turismo sanitario abbiamo nominato un advisor con cui stiamo lavorando e il piano è in esecuzione».

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