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Costi in bolletta tagliati con riscaldamento ridotto e pannelli sui tetti

di Ilaria Vesentini

 Si punta su luci a led per aumentare i risparmi

2' di lettura

Sicuramente la sostituzione con luci a led per illuminare i portici del centro e una sessantina di monumenti e luoghi-simbolo della città, come le dieci porte lungo gli storici viali, sono l’operazione a più alto impatto mediatico che Bologna sta portando avanti in nome del risparmio energetico. «Ma per noi sono importanti non solo e non tanto le misure di contenimento della spesa quanto le scelte strutturali che guardano a un orizzonte di medio-lungo termine: l’obiettivo al 2030 è azzerare le emissioni climalteranti e questo si traduce per noi in cambiamenti importanti, in particolare su comunità energetiche e fotovoltaico», premette Matteo Lepore, sindaco della città metropolitana dell’Emilia.

Al Comune. Il primo cittadino di Bologna Matteo Lepore

Qui le luminarie natalizie non si spegneranno neppure in questo anno di bollette impazzite, anche perché le casse di Palazzo d’Accursio hanno messo al sicuro 3 milioni l’anno di risparmio sull’illuminazione pubblica grazie al progetto che sarà completato entro la prossima estate per sostituire 3.500 punti luce a led e installare 680 nuovi corpi illuminanti. Operazione da 14 milioni di investimento pubblico (cofinanziato con 4 milioni da fondi React EU) vantaggiosa non solo per le tasche dei bolognesi per l’aria che respirano, perché vale 387 tonnellate di CO2 in meno immesse nell’atmosfera. Attraverso le luci a led telecontrollate il Comune ha già abbattuto del 40% le bollette e ulteriori risparmi potranno arrivare regolando la gradazione dell’illuminazione pubblica. «Solo abbassando l’intensità di un 30-40%, il massimo consigliabile per evitare disservizi, possiamo risparmiare 1,5 milioni di euro l’anno» precisa Lepore. Che parlando di risparmio energetico ricorda i benefici effetti impressi dalla riduzione dell’orario di funzionamento dei riscaldamenti (sotto le 13 ore) e dell’abbassamento di un grado delle temperature (19° gradi), «in appena 20 giorni abbiamo già risparmiato complessivamente 2,5 milioni di euro».

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La svolta avverrà con la copertura a fotovoltaico di tetti e infrastrutture del capoluogo emiliano, dove già c’è un record green: i 100mila metri quadrati di pannelli solari sul Caab, il mercato ortofrutticolo, rappresentano il più grande impianto solare su tetto in Europa. «Ora stiamo progettando 50 MW di fotovoltaico tra autostrada e case popolari grazie all’accordo per il Passante - spiega il primo cittadino - e lavorando per convertire a rinnovabili il fabbisogno degli edifici pubblici, che per il 40% è ancora a gas (cinque anni fa era al 60%): vogliamo portarlo sotto la doppia cifra». Non senza ostacoli, perché la Sovrintendenza sta mettendo veti ai pannelli fotovoltaici in centro, anche su tetti che nulla hanno di storico, come l’autostazione e perché le dimensioni di Bologna restano quelle di una piccola città, con alti consumi, a maggior ragione ora che si stanno accendendo i nuovi supercalcolatori al tecnopolo. Per coprire gli attuali consumi energetici della città, circa 7 milioni di Mwh, servirebbero 41 kmq di pannelli fotovoltaici, quasi un terzo dei 141 kmq su cui si stende Bologna.

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