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Costi di gestione salati e personale introvabile, l’allarme del turismo

La Venezia Orientale spinge verso nuovi modelli di consumo come percorsi in bici lungo fiumi e lagune, offerta gastronomica e borghi

di Filomena Greco

Borghi. Il centro storico di Portogruaro

3' di lettura

La stagione estiva in corso “promette” di superare i livelli pre-Covid e il litorale veneto si prepara ai 25 milioni di presenze che storicamente caratterizzano l’estate a NordEst. Con qualche incognita in più, però, a cominciare dai rincari di costi operativi ed utenze. Giuliana Basso, albergatrice e presidente del Consorzio di Promozione Turistica Bibione Live fotografa la questione: «Le prenotazioni stanno arrivando, c’è molta voglia di fare vacanze e i clienti sono disponibili a trovare soluzioni flessibili pur di concedersi una pausa. Quello che ci preoccupa molto però è l’impatto dei rincari sui nostri costi di gestione e le difficoltà a trovare personale».

Due anni di pandemia e stagioni a singhiozzo stanno cambiando il modello di accoglienza turistica in particolare della Venezia Orientale, alla luce di nuovi modelli di “consumo” sostenibili e delle spinte che arrivano dal Pnrr. Due in particolare i driver al centro anche di un business meet organizzato dalla System – Gruppo Sole 24 Ore – a Portogruaro: la spinta verso la destagionalizzazione, per raggiungere nuovi target di viaggiatori, e una maggiore coesione con i Comuni dell’entroterra, borghi ricchi di storia, arte ed enogastronomia da integrare sempre più nell’offerta turistica. «Il rapporto tra costa e entroterra è il fulcro del cambiamento ed è tutto da costruire – sottolinea Antonio Ferrarelli presidente della Fondazione Think Tank Nord Est e Distretto Turistico Venezia Orientalev – con l’obiettivo di rendere più sostenibile il modello turistico di questo territorio. Il problema in generale è anche quello del modello economico delle imprese che fanno fatica a trovare stagionali e che devono allungare la stagione per risolvere una serie di nodi strutturali, a cominciare da quello del lavoro». Il primo passo sarà quello di mettere in campo una campagna di comunicazione integrata capace di promuovere le località costiere insieme ai borghi dell’entroterra, facendo leva su nuovi modelli come il turismo slow, quello legato all’enogastronomia, al cicloturismo e al turismo religioso.

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Alcune buone pratiche sono già in campo. È il caso della promozione dei percorsi in bici lungo le aste dei fiumi e delle lagune nelle Venezie Orientali, come ricorda Gianluca Falcomer, Presidente Conferenza dei Sindaci della Venezia Orientale. «In quest’ottica – aggiunge – rientra ad esempio la progettazione integrata delle ciclovie che abbiamo portato avanti non come singole amministrazioni ma come territorio. Abbiamo partecipato al bando e abbiamo usato i fondi per la Coesione sociale per completare piste ciclabili nel Veneto Orientale per un totale di oltre 40 chilometri di strutture che permettono ad esempio partendo da Caorle di raggiungere entroterra e e altre località della Venezie orientali.

«Stiamo già promuovendo il territorio in chiave integrata – racconta Giuliana Basso – con tour verso le nostre città d’arte e i nostri borghi, attrattivi anche per la proposta enogastronomica. Questo ci permette di raggiungere target di viaggiatori diversi da chi viene sul litorale per fare una vacanza di mare e di allungare la stagione». Si inizia dai servizi, ad esempio il bus diretto tra da bibione a Portogruaro in mezz’ora, senza fermate intermedie. Resta sul tavolo il tema più generale dei comuni costieri spesso destinati a moltiplicare residenti e servizi durante la stagione estiva. Roberta Nesto, prima cittadina di Cavallino-Treporti e presidente della Conferenza dei Sindaci del Litorale Veneto, lancia un appello: «È necessario usare le risorse del Pnrr per sostenere i comuni come il mio che vanno incontro ad un “effetto fisarmonica” in estate, servirebbe investire in progetti strategici che mettano in sicurezza questi territori». A Cavallino, 13.500 residenti, nei mesi estivi si passa a 120mila persone e si fa l’intera stagione con 15 vigili urbani. «Nella nostra situazione ci sono almeno 28 comuni in Italia, si pensi a Riccione e ai comuni della costa romagnola. Vanno aiutati a gestire in sicurezza i mesi di punta. Abbiamo problemi simili e avremmo bisogno di attenzione particolare».

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