INTERVISTA

«Costretti a rivedere i tempi per l’ampliamento dello scalo di Pisa»

Marco Carrai. Per il presidente della società di gestione aeroportuale serve una sentenza definitiva sull’opera

di Silvia Pieraccini


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Marco Carrai (Imagoeconomica)

2' di lettura

Toscana Aeroporti sta preparando il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Toscana che ha “bocciato” la compatibilità ambientale della nuova pista fiorentina. Ma, con tutta probabilità, non chiederà la sospensiva della decisione, preferendo avere una sentenza definitiva sul progetto, come annuncia Marco Carrai, presidente della società di gestione aeroportuale.

Che tempi prevedete per la sentenza del Consiglio di Stato, e dunque per il “sì” o “no” finale alla nuova pista?

I tempi non dipendono da Toscana Aeroporti, ma l’auspicio è che si possa avere un giudizio di merito da parte del Consiglio di Stato entro la fine dell’anno in corso o all’inizio del 2020.

Cosa succederà nel frattempo? Comincerete i lavori propedeutici alla nuova pista?

Non possiamo attivare opere, però la macchina non si ferma e in questi mesi predisporremo la documentazione, che avremmo comunque dovuto presentare e che servirà dopo la sentenza - speriamo positiva - del Consiglio di Stato, per avviare i lavori.

Di che documenti si tratta?

Di quelli per rispondere alle prescrizioni date in sede di conferenza dei servizi, come ad esempio la compatibilità ambientale del programma di cantierizzazione.

State valutando anche l’ipotesi di avviare un nuovo iter con un nuovo progetto?

Non intendiamo riavviare l’iter perché siamo convinti di avere ragione. Il Tar non ha contestato il progetto di Toscana Aeroporti e Enac, ma la modalità con cui il ministero dell’Ambiente e la commissione Via lo hanno approvato.

Quindi siete fiduciosi sull’esito finale del ricorso al Consiglio di Stato?

Sì, perché la sentenza del Tar non è contro Toscana Aeroporti, ma contro gli enti competenti che avrebbero dato l’ok su una documentazione insufficiente. In realtà sono stati proprio gli enti tecnici competenti a ritenere adeguati alla valutazione di impatto ambientale i dettagli progettuali forniti da Enac e Toscana Aeroporti, che hanno fatto tutto quanto è stato richiesto nel corso dei procedimenti amministrativi.

Lo stop al progetto quanti soldi fa perdere a Toscana Aeroporti?

Il ritardo nell’avvio dei lavori provoca una perdita rilevante soprattutto per Firenze e per la Toscana. Si stima che nella regione ci sia una domanda inevasa di voli pari al 50%. La perdita sarà in termini di minor indotto economico, minori collegamenti, maggiori disagi per gli abitanti dei quartieri oggi interessati all’inquinamento acustico e ulteriori disservizi per i passeggeri costretti a subire più di mille cancellazioni e dirottamenti all’anno per cause climatiche che verrebbero eliminate con la nuova pista. Chi ci perde, se non si realizza l’opera, è il lavoro, l’economia, la Toscana e l’Italia intera.

Toscana Aeroporti ha in programma interventi anche allo scalo di Pisa: che fine faranno i 37 milioni di investimenti annunciati per ampliare il terminal, la pista secondaria e le aree di stazionamento?

Continuerà la progettazione esecutiva ma saranno rivisti i tempi di realizzazione, in linea col piano economico e finanziario del gruppo. Il sistema aeroportuale toscano è fondato su due gambe, e la redditività di Firenze permette a Toscana Aeroporti di investire su Pisa senza avere contributi pubblici. Il progetto pisano è confermato ma oggi bisogna inevitabilmente rivedere i tempi.

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