previdenza

Cottarelli: «Niente spazi sulle pensioni»

di Gianni Trovati

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(ANSA)


2' di lettura

Se tutto va come previsto, l’anno prossimo il nostro Paese dovrebbe superare l’effetto «palla di neve»: nome gentile di un fenomeno grave, che gonfia il debito quando i tassi di interesse sui titoli pubblici corrono più veloci della crescita del Pil.

La previsione arriva dall’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, che torna a occuparsi da vicino del bilancio italiano come direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica, presentato ieri a Milano. Un osservatorio, sottolineano i proponenti (a presiederlo è il rettore della Cattolica, Franco Anelli), che non si propone come salotto di esperti, ma punta a un pubblico più ampio. A parlare di politica, insomma: non nel senso dei partiti e delle alleanze, ma in quello dei numeri e del loro rapporto complicato con gli annunci e i racconti dei leader.

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E la linea è chiara già dal debutto di ieri. «La manovra va nella direzione giusta – ragiona Cottarelli presentando i primi numeri prodotti dall’Osservatorio – ma io sarei stato più coraggioso in termini di surplus primario», cioè del risparmio che i conti pubblici riescono a raggranellare prima di pagare gli interessi sul debito.

Ma sono le stesse analisi dell’Osservatorio a mostrare l’altro lato del problema. Nei documenti di finanza pubblica del passato non è mancato il coraggio delle previsioni, ma quello dei risultati: l’avanzo primario di quest’anno, per esempio, avrebbe dovuto sfiorare i sei punti di Pil secondo il Def del 2013, ma già a settembre di quell’anno la previsione è scesa intorno al 5% nella Nota di aggiornamento, ed è stata poi limata di anno in anno fino all’1,7% effettivo calcolato ora. La risalita di questa voce è oggi messa in calendario per i prossimi anni, fino a superare il 3% di Pil nel 2020. Il ministro dell’Economia Padoan, dal canto suo, ha più volte rivendicato la «prudenza» delle stime governative degli ultimi anni, in implicita opposizione a quelle troppo ottimiste che le hanno precedute. Ma la partita rimane aperta, tra spinte pre-elettorali e soprattutto programmi post-voto che vanno in direzione opposta.

In quest’ottica, nonostante qualche deficit di coraggio legge di bilancio fa qualche passo in avanti secondo Cottarelli, a patto che non sia stravolta in Parlamento. «Non vedo spazio per cambiare il meccanismo di indicizzazione dell’età pensionabile alle aspettative di vita», taglia corto l’ex direttore del Fondo monetario internazionale entrando diretto sul tema più caldo nell’agenda di politica economica di questi giorni. Il problema, ancora una volta, sono gli effetti sul debito pubblico, ma non solo: intervenire sulle pensioni vuol dire «utilizzare per tenere un numero più alto di pensionati le risorse che potrebbero andare all’insegnamento e ai giovani: si può fare, ma fondamentalmente un numero più piccolo di giovani dovrà sostenere, con le tasse, un numero più elevato di pensionati». L’Osservatorio sui conti pubblici della Cattolica, insomma, promette di far discutere.

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