«Senza fiducia voto a fine estate»

Cottarelli stringe sui ministri, pronto a salire al Colle. Di Maio verso Roma

di Andrea Gagliardi


Cottarelli: “O fiducia e Finanziaria 2019, o voto dopo agosto”

4' di lettura

Un Governo snello, con pochi ministri che sarà presentato al Quirinale domani. Il che potrebbe permettere giuramento e richiesta di fiducia alle Camere entro la settimana. Questo è il timing del governo Cottarelli (che potrebbe tenere l’interim all’Economia altrimenti restano forti le chance di Salvatore Rossi, direttore Generale di Banca d'Italia )che chiuderebbe finalmente questa crisi da record. Con la prospettiva del ritorno alle urne dopo l’estate, dato per scontato il voto di sfiducia del Parlamento. Quello di Cottarelli sarà un governo neutrale rispetto al dibattito politico, non si candiderà alle elezioni così come faranno i suoi ministri.

Di Maio: il 2 giugno grande manifestazione a Roma
Intanto, dopo il fallimento del tentativo 5S-Lega per formare un nuovo governo, con il «veto» di Mattarella sul nome di Paolo Savona all’Economia, i leader dei due partiti sono tornati all’attacco. Chiamando alla mobilitazione i cittadini. La Lega ha annunciato che sarà presente in mille piazze il 2 e il 3 giugno. I Cinque Stelle, invece, puntano tutto su una manifestazione nazionale, a Roma il 2 giugno. E il leader M5s Luigi Di Maio ha confermato l’intenzione di andare avanti sull’ipotesi “impeachment” al capo dello Stato. «Poi ha aggiunto: «Finché non si va al voto il Parlamento, lavoriamo per far partire le commissioni parlamentari e iniziare a realizzare il contratto di governo dal Parlamento».

Pd: 1 giugno a Roma e Milano a difesa istituzioni
Iniziative alle quali il Pd ha reagito con una mobilitazione «a difesa della Costituzione, del Presidente della Repubblica e delle Istituzioni» promuovendo in particolare venerdì 1 giugno alle 17 due grandi manifestazioni a Roma e a Milano. Presìdi sono previsti già domani in varie piazze italiane.

Salvini: legge elettorale priorità Parlamento
Mentre Salvini, più tiepido per ora sull’ipotesi impeachment, ha indicato nella modifica della legge elettorale la priorità: «Il Parlamento ha dovere di fare leggi a partire da quella elettorale. Chi prende un voto in più ha la maggioranza per governare». E il leader di Forza Italia, di fronte alle minacce di Salvini («Se Berlusconi vota il governo Cottarelli addio alleanza») ha assicurato: «Per quanto riguarda la fiducia al governo tecnico la nostra posizione non può che esser negativa».

Sul sito scenarieconomici.it, Savona è tornato sulla questione del «veto» di Mattarella sul suo nome per il ministero dell’Economia. E ha attaccato: «Ho subito un grave torto dalla massima istituzione del Paese sulla base di un paradossale processo alle intenzioni di voler uscire dall'euro». Mentre il leader M5s ha rivelato anche di «aver fatto arrivare nomi alternativi a Savona, come Bagnai o Siri, nomi della Lega peraltro, ma non andavamo bene perché nel loro passato avevano espresso posizioni critiche sull'Ue e mi è stato detto che per questo le agenzie di rating o la Germania non le gradisce». Una circostanzaquesta dei nomi proposti di Bagnai o Siri, rilanciata da Alessandro Di Battista a “Otto e mezzo” ma smentita dall’ufficio stampa del Quirinale.

Tornano in pista i nomi del governo di «tregua»
Quanto al governo, tornano in campo soprattutto le figure che erano già state “evocate” quando Mattarella aveva ipotizzato il 7 maggio un «governo di tregua». A partire da Elisabetta Belloni, la prima donna a ricoprire il delicato ruolo di segretario generale della Farnesina, data in pole per gli Esteri. Ma si torna a parlare ancora di Giampiero Massolo, ambasciatore di lungo corso con grandi conoscenze internazionali: non per gli esteri, ma per l’Interno. Un
dicastero per il quale è quotato anche l'ex commissario di Roma Francesco Paolo Tronca.

Per il mimistero della Giustizia si fa il nome di Paola Severino, prima donna Guardasigilli nel governo Monti dal 2011 al 2013. È lei che ha firmato la legge sull'ineleggibilità alle cariche parlamentari per chi ha subito una condanna superiore a 2 anni. Tra i giuristi in lizza anche di Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale. Anche il profilo di Lucrezia Reichlin era stato scandagliato dagli uomini del Colle. Docente di Economia alla London Business School, direttrice generale alla Ricerca alla Bce, ha ancora tutte le carte in regola per un ruolo di prestigio.

Pajno e Giovannini tra i «papabili»
Potrebbero tornare in pista anche Anna Maria Tarantola, una vita in Bankitalia ed ex presidente della Rai, ed Enzo Moavero Milanese, grande esperto dei meccanismi dell’Unione europea ed ex ministro del governo Letta. Milanesi era stato indicato come ministro per gli Affari Europei anche dal governo giallo-verde. Inoltre Cottarelli potrebbe chiedere la collaborazione dell’ex presidente dell'Istat Enrico Giovannini, ma anche di Alessandro Pajno, palermitano, 69 anni, presidente del Consiglio di Stato. C'è anche chi fa il nome dell'attuale presidente dell'Inps, Tito Boeri.

Ipotesi Cantone alle Infrastrutture
Si parla anche di Raffaele Cantone, magistrato, alfiere della lotta alla corruzione dopo la nomina alla presidenza dell’Anac. Ha più volte resistito al pressing per una discesa in campo in politica. Stavolta, davanti a una richieste del presidente della Repubblica potrebbe ripensarci. È dato in pole per il ministero delle Infrastrutture.

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