turismo

Courmayeur lancia la via virtuosa del lavoro 4.0 agile ai piedi del Monte Bianco

Nasce il Manifesto dello smart working etico, un nuovo modello turistico per bilanciare attività lavorativa e uno stile di vita antistress grazie all’opportunità di fare sport all’aria aperta

di Enrico Netti

3' di lettura

Portatile, banda larga e una scenografia maestosa ai piedi del Monte Bianco. Ecco l’innovativo modello di smart working lanciato da Courmayeur che fa leva sui tesori locali. Un connubio tra la normale attività lavorativa e professionale e vette, pranzo in quota e riunione su una delle tante piattaforme per videoconferenza. Da questo modello nasce il «Manifesto dello smart working etico» che tra i suoi primi firmatari annovera il sindaco Roberto Rota, i rappresentanti degli operatori turistici, i maestri di sci della Scuola di sci Monte Bianco e della Scuola di sci Courmayeur, le Guide Alpine di Courmayeur, i commercianti, gli albergatori, Skyway Monte Bianco, l’intera comunità locale. «Vogliamo contribuire all’affermazione di un modello turistico differente, più in linea con i nostri valori - spiega il sindaco Roberto Rota -. Non si tratta solo di tamponare il calo di turisti dovuto alla pandemia, quanto di agire in una prospettiva a lungo termine. Per questo, come comunità, abbiamo preso posizione: lo smart working è la via maestra da percorrere per migliorare lo stile di vita, ritrovare equilibrio e armonia in una dimensione come la montagna».

Alle firme degli abitanti si sono aggiunte quelle di diverse personalità legate a Courmayeur, come l'economista ed ex ministro Elsa Fornero, Gianluca Perrelli, Ceo di Buzzoole, imprenditore digitale e smart worker da Courmayeur, Lodovico Passerin d’Entrèves, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Courmayeur e Francesco Colorni, imprenditore e “papà” dell’Umarell da scrivania di Superstuff, realizzati con la stampante 3D. Un omaggio pop e digitale l’anziano che osserva i cantieri. Con Superstuff è nata una vera e propria partnership, che prevede la creazione di Umarell brandizzati Courmayeur. Una via percorsa non solo per rilanciare lo smart working 4.0 in chiave evoluta, rispettosa di un territorio tanto protetto quanto accessibile, collegato direttamente dall'autostrada per mettere al centro della propria vita lavorativa e professionale la montagna secondo nuovi stili di vita. La località valdostana ha costruito una offerta diversificata per i smart worker. Se serve il massimo della privacy si può prenotare lo chalet alpino esterno dell'hotel Auberge de la Maison oppure acquistare il biglietto smart working di Skyway Monte Bianco: si sale sulle cabine panoramiche, si lavora nella work station al Pavillon, a 2.200 metri, con coffee station e vista. La pausa pranzo sul Monte Bianco è compresa: si raggiunge in qualche minuto Punta Helbronner (3.466 m) e si gustano gli ingredienti del territorio al Bistrot Panoramic. Qui la terrazza circolare regala un colpo d'occhio sui 4.000: il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Cervino, il Gran Paradiso e il Grand Combin. Chi cerca la quiete della montagna abbinata al massimo del comfort può puntare verso il Grand Hotel Courmayeur Mont Blanc, tra i borghi di Larzey e il Villair, e prenotare una delle due sale, perfette per videoconferenze e telelavoro. Lo storico Royal&Golf Hotel, in pieno centro, punta invece alle anime più gourmet, con un room service particolarmente curato, abbinato alle attrezzate smart working room con bagno privato. Le Massif Courmayeur invece ha ideato “workotium”, una proposta perfetta racchiusa in una stanza con connessione internet, scrivania e stampante, serenità e privacy, insieme a tutti i servizi di un grande albergo e alla vera ospitalità italiana. Insomma una formula a metà tra attività professionale e break ristoratori.

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Uno stile di vita e lavoro ricco di anti stress, con possibilità di attività sportive. «Da più di 15 anni, quasi tutti i fine settimana, vengo qui a Courmayeur. Per me e per la mia famiglia è infatti un posto molto speciale non soltanto perché ci si sente parte di una comunità, ma anche per la bellezza mozzafiato del paesaggio circostante nel quale immergersi per lavorare o per fare sport all'aria aperta - testimonia Gianluca Perrelli, Ceo di Buzzoole -.
Qui è possibile avere una balance life equilibrata, coniugando la vita privata e familiare con le esigenze lavorative grazie alla tecnologia e alle connessioni della rete in un contesto non soltanto esclusivo ma anche e soprattutto inclusivo. Infatti, i paradigmi del modello Courmayeur possono essere gli stessi che si applicano ai quartieri delle grandi città, che tendono sempre più alla riconversione e alla logica di poter avere molti servizi sotto casa, nel giro di 15 minuti a piedi».

Per firmare il Manifesto dello smart working etico: shorturl.at/npIY5

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