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Covalis non si ferma a Enel: serve un’Assogestioni bis

Il fondo si prepara a lanciare un'associazione di rappresentanza di fondi e di gestori per le assemblee delle società quotate alternativa

di Laura Serafini

(REUTERS)

3' di lettura

L'hedge fund Covalis non si ferma al caso Enel e si prepara a lanciare un'associazione di rappresentanza di fondi e di gestori per le assemblee delle società quotate alternativa al sistema di Assogestioni. In una lettera inviata a fondi e investitori il fondatore, Zach Mecelis, lo stesso che ha proposto una terza lista alternativa per il rinnovo del vertice del gruppo elettrico, ha lanciato una call per il 23 maggio nel corso della quale intende aprire un dibattito «sull’opportunità di lanciare una nuova associazione guidata dagli investitori che promuova i valori degli azionisti e solide pratiche di governance – si legge in una nota -. Molti dei nostri colleghi investitori vorrebbero vedere la creazione di una piattaforma indipendente e orientata agli investitori per esprimere le loro preoccupazioni, prospettive e aspirazioni. I prossimi passi dell’iniziativa proposta da Covalis saranno discussi e concordati con altri investitori durante la call».

La critica: da Assogestioni nessuna presa di posizione su governance e Esg

La missiva prende le mosse da un duro attacco al sistema di rappresentanza raccolto attorno ad Assogestioni. Il fondo Covalis afferma di aver parlato con molti investitori per la vicenda Enel e di aver riscontrato che essi «sono sinceramente delusi dall’assenza di qualsiasi dichiarazione pubblica da parte di Assogestioni sulla governance, sui principi ESG di base e sull’importanza di avere un presidente indipendente. Riteniamo che i gestori degli investimenti con forti valori di governance abbiano il dovere di allineare le proprie decisioni di voto ai propri valori e di garantire l’elezione di una maggioranza di amministratori indipendenti con un presidente indipendente». A tal proposito il responsabile del fondo Covalis ha ricordato agli investitori «l’importanza di avere un presidente indipendente che rappresenti tutti gli investitori istituzionali di Enel».

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Il candidato presidente del ministero dell'Economia, Paolo Scaroni, si è dichiarato non indipendente. Su questo punto partono le contestazioni verso Assogestioni: «I gruppi industriali attualmente operanti in Italia, tra cui Assogestioni – si afferma - non hanno commentato la necessità di disporre di presidenti indipendenti per sovrintendere ai consigli di amministrazione e non hanno espresso alcuna preoccupazione per la mancanza di dibattito sui processi e le pratiche di governance italiana. Covalis dissente fondamentalmente dalla scelta di Assogestioni di non proporre in Enel un presidente indipendente che rappresenterebbe tutti gli azionisti e facesse da contrappeso al management. E questo quando invece alcuni grandi e importanti azionisti hanno espresso pubblicamente la loro preferenza per un presidente indipendente di Enel. La complessità del sistema italiano del voto di lista potrebbe comportare l’elezione di un presidente non indipendente della più grande società italiana quotata in Borsa se gli azionisti non votassero per la lista di Covalis».

Il tema dell'indipendenza del presidente

Nella sostanza, è il ragionamento di Covalis, se Assogestioni avesse proposto un candidato presidente indipendente oggi forse ci sarebbe meno necessità di una terza lista alternativa. La situazione che invece si è venuta a creare è tale che, paradossalmente, il voto per Assogestioni sarebbe un voto gettato al vento perché non consentirebbe di eleggere un presidente indipendente. E questo perché nel sistema di voto del gruppo Enel il voto per il Chairman (presidente) è disgiunto da quello della lista per il board: dunque l'unico candidato presidente indipendente, cioè Marco Mazzucchelli, potrà essere eletto solo se la lista Covalis otterrà almeno il numero minimo di voti necessari a farlo entrare nel nuovo board.

La nuova iniziativa sarà lanciata il 23 maggio

Se per la vicenda Enel ormai i giochi sono sostanzialmente fatti (il voto elettronico per i fondi che votano per delega poteva essere modificato solo fino all'8 maggio) l'iniziativa per dare a investitori italiani ed esteri una rappresentanza diversa nelle assemblee delle società quotate va avanti.«Vogliamo ribadire la nostra fiducia nel sistema normativo e nelle istituzioni governative italiane – afferma la nota del fondo – Covalis ritiene che il sano dibattito generato dalle liste concorrenti di Enel sia stato positivo per la comunità degli investitori italiani e incoraggiamo gli investitori istituzionali a fare in modo che la loro voce sia ascoltata nel dibattito in corso sulla governance». Di questo si parlerà, appunto, nella call convocata per il 23 maggio.

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