Fine dello stato di emergenza

Covid, dal 1° aprile inizia l’addio a green pass e mascherine

Il certificato verde non sarà più necessario dal parrucchiere, negli uffici pubblici, in banche, poste, negozi, alberghi e mezzi pubblici. Sul lavoro. Obbligo di vaccino per i sanitari fino al 31 dicembre e per i docenti fino al 15 giugno. Gli over 50 no vax potranno lavorare con il tampone

di Valentina Melis

Green pass, come cambiano le regole dal 1° aprile

4' di lettura

L’Italia è tutta bianca, Sardegna compresa. Dal 28 marzo è finita l’era dei colori delle Regioni, legata all’emergenza Covid. Da venerdì 1° aprile il green pass non sarà più necessario per andare dal parrucchiere, in banca, negli uffici pubblici. Stop al certificato verde anche sui mezzi, nei ristoranti all’aperto, nei musei, in centri termali e culturali.

Resta invece il green pass base per accedere ai luoghi di lavoro. Tutto questo fino al 30 aprile: dal 1° maggio l’addio al Qr code che attesta il vaccino, la guarigione o il tampone negativo anti-Covid sarà definitivo per tutti, anche sui luoghi di lavoro.

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È il risultato della fine dello stato di emergenza, che scatta il 31 marzo, e delle misure adottate dal Governo con il decreto legge 24/2022, in vigore dal 25 marzo.

IL CALENDARIO DI USCITA DALLE RESTRIZIONI PER LA PANDEMIA
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Lo stop al green pass

L’uscita di scena del green pass sarà graduale. Fino al 30 aprile resta ancora obbligatorio quello rafforzato (ottenuto cioè con il ciclo vaccinale completo o con la guarigione) per una serie di attività al chiuso, dalle piscine ai convegni, dalle feste alle discoteche.

Basterà invece il green pass base (ottenuto anche con un tampone negativo nelle ultime 72 ore se molecolare o 48 ore se antigenico) per accedere a mense, ristoranti al chiuso, concorsi pubblici, eventi sportivi all’aperto, aerei, navi, traghetti e treni.

Servirà ancora fino al 31 dicembre il green pass “super-rafforzato” - ottenuto con dose di richiamo obbligatoria o con tampone in aggiunta al green pass rafforzato - per l’accesso dei visitatori nelle Rsa e nei reparti di degenza degli ospedali.

Obblighi vaccinali ridotti

Il decreto 24/2022 segna anche una graduale uscita dagli obblighi vaccinali previsti per alcune categorie di lavoratori e per i cittadini ultracinquantenni.

L’obbligo del vaccino anti-Covid resta fino al 31 dicembre 2022 per il personale sanitario e delle Rsa, e fino al 15 giugno per il personale docente ed educativo delle scuole, come requisito essenziale per lavorare. C’è però una novità: gli insegnanti no vax non saranno sospesi dal servizio, ma dovranno essere adibiti ad attività di supporto alla scuola.

Il personale scolastico e universitario, del comparto difesa e sicurezza, della polizia penitenziaria, deve comunque completare il ciclo vaccinale con la dose booster entro il 15 giugno 2022.

Per chi ha più di 50 anni, resta l’obbligo del vaccino fino al 15 giugno, ma con un allentamento. I lavoratori in questa fascia di età del settore pubblico e del privato possono presentarsi al lavoro, dal 25 marzo (data di entrata in vigore del Dl 24/2022), con il green pass base, cioè anche solo facendo un tampone ogni 48 ore. Si torna indietro, quindi, rispetto alla stretta stabilita a gennaio con il Dl 1/2022, che aveva introdotto l’obbligo del vaccino per gli over 50 e quindi del green pass rafforzato per lavorare.

Resta comunque in vigore la sospensione dal lavoro senza retribuzione per tutti i lavoratori senza il green pass, che nelle aziende private potranno essere sostituiti fino al 30 aprile. Chi accede alla propria sede di lavoro senza la certificazione verde, rischia sempre la sanzione da 600 a 1.500 euro, sempre fino al 30 aprile (oltre a eventuali sanzioni disciplinari decise dal datore di lavoro).

Quarantene e mascherine

Dal 1° aprile andrà in quarantena solo chi è contagiato dal Covid. I contatti stretti di un positivo, che fino a oggi potevano applicare l’autosorveglianza solo se protetti dal booster o guariti/ vaccinati da meno di 120 giorni, ora applicheranno tutti l’autosorveglianza per 10 giorni, con la necessità di indossare la mascherina Ffp2 al chiuso e di fare il tampone dopo 5 giorni (o prima se compaiono i sintomi).

La mascherina resta obbligatoria al chiuso fino al 30 aprile, escluse le abitazioni private, quando non sia possibile mantenere il distanziamento. Al lavoro basterà la mascherina chirurgica. Mentre la Ffp2 resta obbligatoria sui mezzi di trasporto, funivie chiuse, cinema, teatri e competizioni sportive.

Smart working

Lo smart working potrà essere applicato fino al 30 giugno senza stipulare gli accordi individuali con i lavoratori. «Il rinvio può essere utile - spiega il giuslavorista Attilio Pavone, head of Italy di Norton Rose Fulbright - ma è comunque opportuno che le aziende regolino i punti base dello smart working negli accordi, nell’interesse del lavoratore e dell’azienda. La legge 81/2017 sul lavoro agile - continua- è un ottimo strumento e va sfruttata».

Over 50

No vax, 2 milioni segnalati per la multa

Gli over 50 che non si sono allineati all’obbligo del vaccino, per il periodo dal 1° febbraio al 15 giugno 2022 restano soggetti alla sanzione da 100 euro, che arriverà dall’agenzia delle Entrate, in base alle segnalazioni del ministero della Salute. Dalle informazioni raccolte dal Sole 24 Ore del Lunedì, sarebbero circa due milioni i cittadini ultracinquantenni segnalati finora dal ministero della Salute all’agenzia delle Entrate perché non in regola con l’obbligo vaccinale. Molte di queste persone potrebbero essersi vaccinate nel frattempo o avere delle giustificazioni per non aver fatto il vaccino (secondo il report del Governo aggiornato al 18 marzo i non vaccinati ultracinquentenni sono 1,2 milioni). Le eventuali giustificazioni potranno essere fatte valere dai cittadini alla Asl quando arriverà a casa la comunicazione sulla sanzione. L’agenzia delle Entrate- Riscossione fa sapere che è partita la «produzione delle comunicazioni di avvio del procedimento sanzionatorio», e che le lettere cominceranno a partire da aprile.

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