emergenza coronavirus

Requisizioni. A Milano pronte anche strutture per bambini

Si tratta dei figli dei ricoverati. Lo ha annunciato il sindaco Sala in un video. Disponibili altri 300 posti per la quarantena

di Annarita D'Ambrosio

3' di lettura

Il Decreto legge Covid ter approvato il 16 marzo 2020 autorizza le requisizioni di beni mobili ed immobili, stanziando per questo 150 milioni di euro. L’obiettivo è chiaro: limitare l’estensione del contagio da coronavirus e dare soprattutto un necessario supporto all’attività sanitaria straordinaria che si sta svolgendo in questi giorni.

A Milano già disponibile l’Hotel Michelangelo
L’annuncio è arrivato dal sindaco Sala. La struttura di 300 stanze si trova in Stazione centrale e servirà per ospitare le persone in quarantena. « Nei prossimi giorni a Milano ci saranno altre strutture - ha precisato il primo cittadino - che, grazie al Comune, saranno messe a disposizione di chi deve stare in isolamento per il coronavirus».

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Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, lo ha annunciato nel video che ogni giorno posta sui social per fare il punto della situazione dell'emergenza in città.

Prossime strutture individuate, anche per bambini
« L'ostello della gioventù al QT8, 200 camere - ha detto Sala- è la prossima struttura disponibile con lo stesso obiettivo, poi in via Carbonia con Emergency stiamo attrezzando un nuovo spazio con circa 50 camere. Infine una piccola e meravigliosa iniziativa con la cooperativa La Cordata con cui accoglieremo bambini e bambine i cui genitori sono in questo
momento ricoverati».

Requisizioni in uso o in proprietà
L’articolo 6 del Dl prevede misure eccezionali, requisizioni in uso o in proprietà fino al termine dello stato di emergenza.

Le requisizioni di beni mobili
Per i beni mobili, sarà il Capo del Dipartimento della protezione civile a disporre, con proprio decreto, la requisizione, da ogni soggetto pubblico o privato, di presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché di altri beni mobili di qualsiasi genere, occorrenti per fronteggiare l’ emergenza sanitaria.

La durata
Da un punto di vista temporale, la requisizione in uso può protrarsi fino al 31 luglio 2020, ovvero fino al termine dello stato di emergenza, in ogni caso non potrà durare oltre sei mesi dal momento in cui il bene viene sottratto. È possibile però che si trasformi in una requisizione in proprietà se la cosa, a scadenza, risulti alterata. I beni mobili che con l’uso vengono consumati o alterati saranno requisibili sempre solo in proprietà.

L’indennità per i beni mobili e le modalità di calcolo
Per i beni requisiti, l’amministrazione corrisponde al proprietario una somma di denaro a titolo di indennità. La somma è liquidata, considerando i valori correnti di mercato che i beni requisiti avevano alla data del 31 dicembre 2019 e senza tenere conto delle variazioni dei prezzi conseguenti a successive alterazioni della domanda o dell’offerta. In caso di requisizione in proprietà, l’indennità è pari al 100 per cento del valore; in caso di requisizione in uso, l’indennità è pari, per ogni mese o frazione di mese di effettiva durata della requisizione, a un sessantesimo del valore calcolato per la requisizione in proprietà.

La somma andrà corrisposta entro la scadenza del termine d’uso ed in caso di trasformazione da requisizione in uso a requisizione in proprietà è corrisposta al proprietario entro 15 giorni dalla scadenza del termine indicato per l’uso.

Per approfondire

Hotel requisibili per la quarantena. Mutui sospesi per chi non lavora

La requisizione in uso dei beni immobili
Per i beni immobili invece è il Prefetto, su proposta del Dipartimento della protezione civile e sentito il Dipartimento di prevenzione territorialmente competente, che dispone, con proprio decreto, la requisizione in uso di strutture alberghiere, ovvero di altri immobili aventi analoghe caratteristiche, per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare, quando queste misure non possono essere attuate presso il domicilio della persona.

L’indennità per i beni immobili e le modalità di calcolo
Anche in questo caso ovviamente spetta al proprietario l’indennità di requisizione che è liquidata nello stesso decreto del Prefetto, il quale ai fini della stima si avvale dell’Agenzia delle entrate, per stabilire il valore corrente di mercato dell’immobile requisito o di quello di immobili di caratteristiche analoghe, in misura corrispondente, per ogni mese o frazione di mese di effettiva durata della requisizione, allo 0,42% di questo valore.

La durata
Anche la requisizione degli immobili, che è solo in uso, può protrarsi fino al 31 luglio 2020, ovvero fino al termine dello stato di emergenza. Ed entro questo termine dovrà essere corrisposta l’indennità al proprietario.

È importante sottolineare che l’esecutorietà delle requisizioni non può essere sospesa, anche in caso di contestazione, come previsto dall’articolo 458 del Dlgs 66/ 2010.

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