RAPPORTO

Covid-19: ASviS, subito investimenti per sostenere il sistema produttivo, l’occupazione, l’istruzione e arginare povertà e disuguaglianze

L’indagine valuta l’effetto della crisi sulle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile e propone azioni per stimolare la ripresa in linea con l’Agenda 2030 e il Green deal

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L’indagine valuta l’effetto della crisi sulle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile e propone azioni per stimolare la ripresa in linea con l’Agenda 2030 e il Green deal


3' di lettura

Cogliere lo smottamento scaturito dalla pandemia del coronavirus per cambiare rotta e volgere il timone nella direzione di un modello di sviluppo più sostenibile, puntando all’attuazione dell’Agenda 2030. Una soluzione che consentirebbe di rafforzare il sistema socioeconomico e rendere il Paese meno vulnerabile a shock futuri.

È il messaggio rilanciato nel nuovo rapporto dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) (“Politiche per fronteggiare la crisi da Covid-19 e realizzare l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”). L’indagine, realizzata grazie al contributo degli oltre 600 esperti che operano nei gruppi di lavoro dell’ASviS, valuta l’effetto della crisi sulle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile e propone azioni per stimolare la ripresa in linea con l’Agenda 2030 e il Green deal. Il rapporto è stato pubblicato all’indomani dell’avvio della cosiddetta “Fase 2”, orientata alla graduale riapertura delle attività economiche e sociali fermate durante il lockdown.

Lo scenario post Covid-19
Il rapporto mette in evidenza che lo shock da Covid-19 ha un grave impatto sul capitale economico (drastica riduzione della capacità produttiva, accelerata dalla caduta degli investimenti, e quindi dell’accumulazione di capitale; caduta della ricchezza attuale e prospettica), sul capitale umano (la disoccupazione e la sottoccupazione riducono le conoscenze degli individui; il lockdown ha un impatto negativo sulle attività formative nei confronti dei giovani, degli adulti e dei lavoratori) e sul capitale sociale (riduzione delle interazioni; difficoltà operative per il Terzo Settore). Gli effetti sul capitale naturale, positivi nella fase di blocco delle attività socioeconomiche, possono diventare negativi nella fase di ripartenza qualora non si adottino misure per lo smaltimento corretto di dispositivi di protezione individuali (mascherine, guanti eccetera), per ridurre l’uso di plastica monouso nella ristorazione e nelle mense aziendali, per evitare il ricorso generalizzato ai mezzi di trasporto privati e per evitare l’abbandono dei programmi di transizione ecologica e di decarbonizzazione.

Come “rimbalzare in avanti”
Il documento indica alcune azioni che aiuterebbero il Paese a “rimbalzare avanti” verso uno sviluppo più sostenibile. Sviluppo sostenibile, in tutte le sue dimensioni (economiche, sociali, ambientali e istituzionali), in linea con l’impostazione dell’Unione europea. La roadmap per la ricostruzione presentata dalla Commissione europea in occasione del Consiglio europeo del 23 aprile si intitola: “Per un’Europa resiliente, sostenibile e giusta”. Tra queste azioni da promuovere, la semplificazione delle procedure amministrative per consentire un’attivazione rapida degli investimenti pubblici, anche in vista di un utilizzo tempestivo dei futuri fondi europei; il ripensamento del ruolo dello Stato, a integrazione e supporto dell’azione del settore privato, per la salvaguardia dei beni comuni e la promozione di comportamenti economici orientati al benessere di tutti. Ciò comporta l’accelerazione della transizione all’economia circolare, una maggiore protezione della salute e dei diritti dei lavoratori, l’estensione alle medie imprese dell’obbligo di rendicontazione dell’impatto sociale e ambientale della loro attività, l’introduzione di finanziamenti con garanzia pubblica per lo sviluppo sostenibile. Ma il pacchetto delle azioni da mettere in campo comprende anche l’accelerazione della transizione digitale come driver per lo sviluppo sostenibile, da affiancare a misure per la conciliazione tra vita e lavoro (con particolare attenzione alla condizione femminile, che in questa situazione rischia di essere sacrificata) attraverso il welfare aziendale e lo smart working, con effetti positivi sulla mobilità e vantaggi per il clima e la qualità dell’aria. È opportuno considerare centrale il capitale naturale e promuovere un piano di azione per le politiche abitative, la rigenerazione urbana e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Occorre salvaguardare e rafforzare l’infrastruttura culturale, in ogni territorio e a livello nazionale, favorendo una relazione integrata fra mondi della cultura, dell'educazione e del turismo. Va colta la sfida della didattica a distanza per migliorare l’accesso alla conoscenza, la qualità dell’apprendimento, ridurre le disuguaglianze e offrire anche agli adulti occasioni di formazione continua lungo l’intero arco della vita. Infine, è necessario utilizzare rapidamente, e in un’ottica sistemica, i fondi di coesione europei e nazionali della programmazione 2014-2020 ancora non impegnati dallo Stato e dalle Regioni per progetti nel Mezzogiorno.

Per approfondire:
Legge di Bilancio e sviluppo sostenibile: povertà in calo, ma l'Italia arretra su scuola e lavoro
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