green e virus

Covid-19, come cambierà il verde urbano

Un questionario online dell’Enea per analizzare gli effetti della quarantena sul rapporto tra persone e patrimonio ambientale. Scopo finale? Pianificare e progettare aree e infrastrutture verdi

di Davide Madeddu

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(IMAGOECONOMICA)

Un questionario online dell’Enea per analizzare gli effetti della quarantena sul rapporto tra persone e patrimonio ambientale. Scopo finale? Pianificare e progettare aree e infrastrutture verdi


2' di lettura

Un questionario online per capire com’è cambiato il rapporto con la natura dopo la pandemia da Covid-19. E quindi se la distanza forzata dal verde urbano ha modificato la percezione del patrimonio ambientale. Il tutto per fornire strumenti utili tali da creare nuovi ambienti verdi e avviare processi «ottimizzando i costi e i consumi di acqua e di altre risorse naturali, nel rispetto della biodiversità».

Si intitola «Natura interiore: percezioni e sensazioni del verde urbano in quarantena» ed è l’iniziativa promossa dall’agenzia Enea e dal Forum Plinianum onlus con l’obiettivo di «raccogliere e analizzare riflessioni, percezioni e sensazioni punti di vista, ragionamenti sul verde delle nostre città a seguito dell’improvvise recenti misure di contenimento e gestione epidemiologica del Covid-19». Ossia la serrata generale con conseguente quarantena.

Le domande Enea

Il questionario, online sul sito anthosart.florintesa.it, è anonimo (per rispondere si prevede un impegno di circa 15 minuti). «I risultati – chiariscono dall’agenzia Enea – verranno utilizzati nell’ambito delle attività di ricerca pluriennali condotte dall’Enea sulla flora e vegetazione italiana e sul verde urbano».

Il questionario è articolato in due blocchi. Uno è il Basic survey “Il tuo verde in città” mentre l’altro è l’Advanced survey “Verdi desideri & Amori botanici”, «sezione dedicata alla percezione che abbiamo delle piante, cosa rappresentano per noi, quali relazioni instauriamo e cosa ci spinge al loro acquisto». Chi partecipa può scegliere di compilarne solo uno oppure entrambe i blocchi. La partecipazione è aperta sino al 31 luglio.

«I risultati saranno utilizzati nell’ambito delle attività di ricerca pluriennali condotte da Enea sulla flora e vegetazione italiana e sul verde urbano – argomentano dall’Agenzia – con l’obiettivo di elaborare processi e strumenti utili a pianificare e progettare aree e infrastrutture verdi».

Conseguenze da lockdown

«La chiusura degli spazi di verde pubblico e le limitazioni alle uscite ad un raggio di 200 metri da casa – evidenzia Patrizia Menegoni del Laboratorio biodiversità e servizi ecosistemici di Enea – ci hanno costretto a vivere una condizione nuova d’isolamento e di limite alla libertà di movimento». Non solo restrizioni ma anche opportunità, soprattutto per migliorare anche il rapporto con la natura e l’ambiente. «Nell’emergenza – argomenta la ricercatrice di Enea – abbiamo potuto osservare una natura dinamica, vitale, che ha riconquistato spazi urbani, abbiamo avuto tempo per pensare, per riscoprire ciò che ci circonda e riflettere sul rapporto tra uomo e natura».

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