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Covid-19, due giganti del pharma fanno squadra per sviluppare il vaccino

Sanofi e Gsk hanno dichiarato che inizieranno i test sull'uomo nella seconda metà del 2020 per presentare l'approvazione normativa entro la seconda metà del 2021

di Francesca Cerati

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Sanofi e Gsk hanno dichiarato che inizieranno i test sull'uomo nella seconda metà del 2020 per presentare l'approvazione normativa entro la seconda metà del 2021


2' di lettura

Due giganti dell’industria farmaceutica, Sanofi e Gsk, uniscono le forze per sviluppare un vaccino contro la Covid-19, la cui sperimentazione clinica potrebbe cominciare nella seconda metà dell'anno; in caso di successo il vaccino potrebbe essere disponibile nella seconda metà del 2021. Lo rendono noto le due aziende, che oggi hanno firmato una lettera di intenti per avviare la collaborazione.

L'obiettivo è utilizzare le tecnologie di entrambe le aziende per mettere a punto un vaccino adiuvato, la cui azione viene cioè potenziata da una sostanza adiuvante.

La collaborazione, i cui termini definitivi dovrebbero essere finalizzati nelle prossime settimane, prevede che Sanofi contribuisca al vaccino con l'antigene alla proteina S, o Spike, che il coronavirus Sars-CoV-2 utilizza per aggredire le cellule, ottenuto con la tecnologia del Dna ricombinante.

Si è basato cioè sulla corrispondenza genetica tra le proteine presenti sulla superficie del virus e la sequenza genetica che codifica l'antigene, combinata nel Dna del baculovirus, il virus utilizzato come base del prodotto influenzale ricombinante dell'azienda autorizzato negli Stati Uniti.

Gsk metterà invece a disposizione la sua tecnologia adiuvante. L'uso di un adiuvante, si legge nella nota congiunta delle sue aziende, “può essere di particolare importanza in una situazione di pandemia poiché può ridurre la quantità di proteine del vaccino necessarie per dose, consentendo di produrre più dosi di vaccino e proteggendo di conseguenza un maggior numero di persone”.

Per l'amministratore delegato della Sanofi, Paul Hudson, “mentre il mondo affronta questa crisi sanitaria globale senza precedenti, è chiaro che nessuna azienda può farcela da sola”. La collaborazione, ha rilevato l'amministratore delegato della Gsk, Emma Walmsley, “combinando le nostre competenze, tecnologie e capacità scientifiche, riteniamo di poter aiutare ad accelerare lo sforzo globale per sviluppare un vaccino per proteggere più persone nel più breve tempo possibile dal Covid-19”.

Lo sviluppo del candidato vaccino, rileva Sanofi, è supportato attraverso finanziamenti e una collaborazione con la Biomedical Advanced Research and Development Authority (Barda), negli Stati Uniti.

Le aziende hanno affermato di essere impegnate a rendere l’eventuale vaccino a prezzi accessibili al pubblico e disponibile attraverso meccanismi che offrano l'accesso alle persone in tutti i paesi.

Mobilitare risorse di entrambe le società e accelerare lo sviluppo del candidato vaccino sono i compiti della task force appena istituita dalle due aziende e copresieduta da David Loew, Global Head of Vaccines della Sanofi e Roger Connor, presidente di Vaccines, Gsk.

Sanofi e GSK sono tra le molte compagnie che sono in corsa per sviluppare un vaccino contro Covid-19. Secondo il Milken Institute, ci sono almeno 79 vaccini nelle varie fasi dei primi test. Finora solo tre di questi sono stati testati sull'uomo: uno dalla biotech Moderna, uno dalla biotech Inovio e uno dalla cinese Cansino Biologics. Anche Pfizer e BioNTech hanno in programma di iniziare questo mese uno studio sul proprio vaccino, simile a quello di Moderna.

Molti dei vaccini in via di sviluppo utilizzano tecnologie che, a differenza di Sanofi, non sono mai state utilizzate in un vaccino approvato.

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