prove crescenti

Covid-19, in Islanda le infezioni nascoste sono la metà

Tra coloro che sono stati infettati dal coronavirus, più di uno su due è asintomatico. Questo il dato che emerge dall'analisi preliminare del paese che, in proporzione, ha analizzato il numero maggiore di abitanti: l'Islanda

di Agnese Codignola

Coronavirus, nel mondo oltre 2,6 miliardi di persone chiuse in casa

Tra coloro che sono stati infettati dal coronavirus, più di uno su due è asintomatico. Questo il dato che emerge dall'analisi preliminare del paese che, in proporzione, ha analizzato il numero maggiore di abitanti: l'Islanda


3' di lettura

Tra coloro che sono stati infettati dal Covid-19, più di uno su due è asintomatico. Questo il dato, atteso in tutto il mondo, che emerge dall'analisi preliminare del paese che, in proporzione, ha analizzato il numero maggiore di abitanti: l'Islanda.

Tutto ha avuto inizio a fine febbraio, quando gli islandesi, che amano moltissimo sciare sulle Alpi, sono andati a fare la settimana bianca, soprattutto in Italia e in Austria. I primi tre casi sono arrivati in aereo, la prima diagnosi è stata fatta il 28 febbraio, e nella prima settimana di marzo i contagiati erano già 60.

Pochi giorni dopo, il 13 marzo, è partita l'analisi a tappeto di tutti gli abitanti, che ha portato a effettuare già oltre 9.700 tamponi. Rapportato al milione di abitanti, ciò significherebbe quasi 27.000 islandesi analizzati, contro i 6.300 della Corea del Sud, i 2.500 dell'Italia, gli 800 della Gran Bretagna, sempre per milione di abitanti (secondo i dati di qualche giorno fa).

Per questo il risultato ottenuto è ritenuto affidabile, pur essendo l'isola in una situazione per molti aspetti ovviamente assai specifica. Innanzitutto sulla trasmissione: sui quasi 500 casi di positività individuati, il 34% è risultato essere costituito da persone che erano state all'estero, principalmente appunto sulle Alpi, il 32,7% da soggetti infettatisi senza uscire dal paese, mentre per il restante 33,2% non è stato possibile individuare la finte di contagio. E poi sulla sintomatologia: più della metà dei positivi non ha alcun sintomo, e in generale l'infezione, nell'isola, non sembra aggressiva come altrove, probabilmente anche perché curata per tempo.

Tutto ciò, infatti, sembra essere f rutto della tempestiva reazione del paese, che ha da subito messo in atto una serie di misure restrittive ma, soprattutto, si è avvalso di una struttura ormai consolidata, che opera nel paese dal 1996: quella di DeCode Genetics, la società di genetica che ha raccolto i campioni di due terzi dei 364.000 i cittadini islandesi con lo scopo di condurre un gigantesco studio di popolazione sulla salute.

La DeCode, in accordo con il Ministero della salute, ha subito messo a disposizione il suo sistema di raccolta di campioni, assegnando a queste analisi alcune caratteristiche molto specifiche come il fatto che, a differenza di quelle effettuate per i test genetici, non saranno conservate, ma solo utilizzate per fornire il responso sulla positività. Inoltre saranno effettuate indagini sui geni del coronavirus, per verificare in che misura sia uguale a quello presente in altri paesi, ed eventualmente muti nel tempo.

L'accordo ha permesso di estendere le indagini dai soli casi accertati tramite l'accesso ai medici e al pronto soccorso a tutta la popolazione, a cominciare dai soggetti a rischio perché anziani o malati o immunodepressi, per poi proseguire con tutti gli altri abitanti dell'isola, ed è in pieno svolgimento, con turni nei laboratori sulle 24 ore, sette giorni su sette. Sono così state messe in quarantena anche le persone asintomatiche (al momento oltre 5.500), mentre si decideva per il tracciamento dei contatti degli infetti, per il divieto di assembramento di più di 20 persone e per la chiusura delle scuole con l'esclusione di quelle elementari e materne, per le quali sono state emanate specifiche direttive volte a minimizzare il rischio di contagio.

Infine, anche in Islanda (che ha circa 364.000 abitanti) si discute di geolocalizzazione dei cittadini, mentre sono stati chiusi i confini con la sospensione di tutti i voli non strettamente necessari.
Grazie a queste misure, il tasso di contagiati è per ora basso, inferiore all'1% della popolazione, e solo una dozzina dei malati ha più di 70 anni. I ricoveri sono una dozzina, e per ora c'è stato un solo decesso.
Secondo il comunicato del Governo , nei prossimi giorni dovrebbero essere resi noti i dati di un'ulteriore fascia di popolazione inclusa nelle analisi, e così sarà fino a quando non saranno analizzati tutti gli islandesi.

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