emergenza coronavirus

Covid-19, l’azienda che produce mascherine e vende a prezzo di costo

La Bc Boncar di Busto Arsizio, specializzata in packaging per beni di lusso, ha iniziato la produzione di mascherine per ospedali e amministrazioni. Non sono presidi medici, ma sono una prima protezione

di Elena Delfino

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La Bc Boncar di Busto Arsizio, specializzata in packaging per beni di lusso, ha iniziato la produzione di mascherine per ospedali e amministrazioni. Non sono presidi medici, ma sono una prima protezione


2' di lettura

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«Non potevamo stare a guardare mentre ci sono persone che speculano sulla mancanza di mascherine in questo momento di emergenza sanitaria. E così abbiamo deciso di fare la nostra parte». Paolo Bonsignore e Anna Laura Carella, marito e moglie, sono fondatori e titolari della BC Boncar di Busto Arsizio, in provincia di Varese. Dal 1998 l’azienda produce packaging luxury per note case di moda nazionali e internazionali, tra queste, solo per fare qualche nome, Ugo Boss, Louboutin, H&M, il fatturato dell’ultimo anno è stato di 2milioni e mezzo di euro.

Tra i prodotti che BC Boncar progetta e realizza ci sono anche i sacchetti di tessuto che avvolgono gioielli, occhiali, oggetti di arredo. Ed è guardando a quel tessuto che, qualche giorno fa, a Bonsignore è venuta una idea. «Ho pensato che quel materiale, che di solito protegge articoli di lusso, poteva trasformarsi in uno strumento di protezione non meno prezioso. Anzi». I due imprenditori decidono di utilizzare know how e materiali per produrre mascherine .«Sono senza certificazione e non hanno i requisiti per essere classificati come dispositivi medici – precisano gli imprenditori – ma erano comunque utili per proteggere innanzitutto clienti e fornitori che arrivavano in sede sprovvisti».

A questo primo passo, segue una telefonata. «Chiamo l'ospedale di Busto Arsizio, per chiedere se avevano bisogno di materiale. Altroché. All’amministrazione servivano un migliaio mascherine, subito. Non per il personale medico, perché, ribadisco, i nostri non sono presidi chirurgici, ma proprio per gli impiegati amministrativi». Non finisce qui. «Una conoscente mi segnala che c’è necessità in una casa di cura di Nembro, produciamo a strettissimo giro altre 5mila articoli». Velocemente nasce una rete di imprese a sostegno di questa iniziativa. «Ho contattato una azienda di Matera – racconta ancora Bonsignore – che produce un tessuto che potrebbe essere adatto per implementare l’efficacia della protezione, ho appena ricevuto i campionari e li sto valutando, intanto loro potrebbero avere trovato un materiale con una capacità di protezione ancora maggiore. In tutto, tra produttori di fustelle, elastici, aziende di confezione siamo circa una decina di realtà coinvolte. Nessuno ci guadagna, chiediamo solo la copertura dei costi di produzione. E intanto andiamo avanti nella ricerca per migliorare i materiali e velocizzare i processi».

Alla BC Boncar, dove lavorano dodici persone compresi i titolari, sono concentrati sul controllo qualità delle mascherine, le disinfettano ed effettuano il finissaggio. «Ho avuto la solidarietà di tutti i collaboratori, che continuano comunque a portare avanti anche le attività tradizionali della nostra impresa. Il loro coinvolgimento spontaneo e quello delle aziende che si stanno prodigando ci dà una carica inimmaginabile. In pochissimo tempo siamo riusciti a produrre circa 2.500 mascherine al giorno, il mio unico timore è non riuscire ad aiutare tutti quelli che ne hanno bisogno».

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