IGIENE & CORONAVIRUS

Covid-19: l’eccesso di igiene negli ambienti fa danni e scende in campo l’AI

Studi scientifici hanno messo in dubbio l’efficacia dei tradizionali impianti di ventilazione nel contrasto al Coronavirus. Ma le ultime soluzioni includono anche il plasma freddo e l’intelligenza artificiale

di Paola Guidi

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(Adobe Stock)

Studi scientifici hanno messo in dubbio l’efficacia dei tradizionali impianti di ventilazione nel contrasto al Coronavirus. Ma le ultime soluzioni includono anche il plasma freddo e l’intelligenza artificiale


6' di lettura

Con la seconda ondata del coronavirus, un nuovo allarme si è aggiunto a quello dei crescenti contagi, e riguarda gli apparecchi per il trattamento dell’aria indoor che, sulla base di ripetuti test scientifici,anziché disinquinare l’aria, possono inquinarla. E che sul Covid-19 non hanno nessun effetto, anzi. Un allarme più che giustificato poiché, secondo GFK, gli acquisti di questi apparecchi, comprese le lampade UV, e tutti di importazione, di prezzi e qualità molto bassi, sono aumentati di ben l’88 per cento.

Il trattamento d’aria «inefficace» contro il virus?

Nel giro di pochi mesi molte certezze anche sui tradizionali impianti Voc (ventilazione meccanica controllata) sono state messe in discussione dalle modalità di diffusione del Covid-19. Molto di recente l’Oregon Health&Science University Hospital ha addirittura scoperto tracce di coronavirus in materiali e filtri di grandi impianti in edifici anche di recente costruzione, causati da una inadeguata manutenzione. Quanto agli apparecchi sotto accusa si tratta delle lampade UV, degli umidificatori, dei deumidificatori, degli ionizzatori e di filtri generici.

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Tuttavia, rincuora la notizia data dieci giorni fa dalla multinazionale Panasonic che da 20 anni dispone di tecnologie uniche ed estremamente efficaci contro i virus: i laboratori internazionali Texcell hanno da poco concluso I test certificandone «un effetto inibitorio del 91,4% sul Sars-CoV-2». Un reale e già applicato effetto, disponibile in apparecchi in vendita. Ed ecco che cosa i progettisti, I costruttori e gli utenti finali dovrebbero conoscere sulle ultime acquisizioni scientifiche anti-Covid e che, in anteprima per Real Estate, abbiamo raccolto, cercando di tradurre tecnologie complesse in informazioni comprensibili.

Attenzione agli apparecchi per l’aria

L’impiego di apparecchi per la “pulizia” e il trattamento dell’aria è un segno apparentemente positivo di un comportamente virtuoso. La gran parte di questi apparecchi, invece, non soltanto non disinquina l’aria di casa ma – come avevamo anticipato in apertura – addirittura la inquina (fonti: Oregon Health&Science University Hospital, Stiftung Warentest, Test Achat, Que Choisir, ANSEE, Agence Nationale de Securité Sanitaire). Perché si tratta di apparecchi (in gran parte fabbricati in Cina) privi di qualsiasi certificazione e di standard molto bassi quanto a prestazioni, risultati, effetti clinici, uso ed eventuali limiti.
Di più: i primi allarmi lanciati dagli autorevoliTest Achat, Que Choisir e Stiftung Warentest risalgono addirittura al 2013. Nuovo: il Covid-19 detesta l'umidità- Sembra che i virus nell'aria secca sopravvivano sei volte di più di quelli negli edifici con un’umidità relativa di circa il 40 per cento.

Una quantità sufficiente di umidità non solo consente al sistema immunitario di funzionare al meglio, ma fa anche cadere le piccolissime particelle virali sul pavimento così si distruggono più rapidamente. Va ricordato che, secondo le recenti ricerche dei 239 studiosi del Clinical Infectious Diseases» di Oxford le microgoccioline di aerosol con il Covid-19 sono risultate molto più pericolose di quelle di maggior dimensione, poichè tendono a restare più a lungo sospese – e respirate – in particolare se l’aria è secca. Con l'umidità invece vengono abbattute più rapidamente. Gli umidificatori consigliati dagli esperti sono quelli a ultrasuoni.

Come scegliere bene

Per chi soffre di allergie ai pollini, solo alcuni purificatori con filtri (della Philips,della Soehnle e della Rowenta) riescono a eliminarne il 95% (fonti: Stiftung Warentest e Que Choisir, 2020).Per quanto riguarda uno degli inquinanti più pericolosi, la formaldeide, che viene continuativamente emessa da mobili, stoffe, collanti, e materiali presenti negli ambienti, il filtro al carbone di cui sono dotati non ne trattiene il 99% come viene affermato nei depliant, ma al massimo il 45% (quello della Soehnle per esempio). E in generale l’inquinamento chimico è difficilmente eliminabile dai filtri, soprattutto quelli destinati alla casa.
L’aerazione può, di conseguenza, integrare l’azione dei filtri diluendo gli inquinanti, compreso il Covid-19. Come già abbiamo sottolineato, è consigliabile installare un recuperatore di calore: ricambia l’aria di un ambiente senza sprecare il caldo, facendo entrare aria trattata e filtrata e a temperatura confortevole poiché estrae il calore dall’aria diretta verso l’esterno. Come consiglia la Vortice, specialista italiana del trattamento dell’aria, si tratta di interventi con agevolazioni fiscali.

Le certificazioni!

Qualsiasi sistema o apparecchio che tratta l’aria (purificatori, umidificatori, ionizzatori, deumidificatori) la altera in diversi modi. Per questo un trattamento corretto richiede sempre la presenza (non frequente) di precise certificazioni e poi di materiali, sistemi e garanzie particolarmente affidabili, di grande qualità, oltre che di una componentistica, di una sensoristica e di controlli sofisticati e professionali. Evitate l'acquisto quando vi sono queste condizioni: un prezzo molto basso (sotto i 100 euro), una marca sconosciuta o la mancanza di una adeguata documentazione sul produttore, sulla localizzazione della fabbrica – importantissimo – sulla pulizia/manutenzione e sulla garanzia dei ricambi delle parti a contatto con gli inquinanti.

È fondamentale per la nostra salute, acquistare esclusivamente apparecchi di alta qualità e, soprattutto, certificati. Che però costano a partire da 400 euro (a salire!), un costo che poche famiglie possono e potranno permettersi. Inoltre, come hanno sottolineato a più riprese medici e tecnici della sanificazione e della sterilizzazione, non esiste nessuna tecnologia definitiva e “assoluta” e cioè nessun sistema è in grado oggi di eliminare da solo, per sempre e totalmente i virus, e, men che meno, il Coronavirus. È infatti solo possibile nel migliore dei casi (filtri Hepa H14, ossidazione fotocatalitica o Pco e plasma freddo) impedirgli di duplicarsi contagiandoci.
Da evitare inoltre le lampade a UV C, in particolare quelle vendute online delle quali viene consigliato un uso “libero”: sono molto pericolose da ogni punto di vista, inefficaci e fonti di ozono. Quando dobbiamo acquistare un purificatore dobbiamo accertarci che abbia questa speciale batteria di filtri sanitari. Samsung ha presentato Cube che adotta una batteria sofisticata filtri Hepa multistrati molto efficienti poichè trattengono la quasi totalità di polveri sottili; l'aria viene diffusa da 50mila microfori in modo da non creare fastidiose correnti.

Climatizzatori antivirus

Da anni raccomandiamo di scegliere climatizzatori dotati di trattamento purificatore dell'aria con ionizzazione a plasma freddo (Mitsubishi, Panasonic, Sharp, Samsung, LG, Viessmann). Che sono, tra l’altro, dotati anche di filtri Hepa. Un climatizzatore di questo tipo risolve due problemi: raffresca efficacemente e durante tutto l'anno “tratta” l'aria neutralizzando batteri e virus. Oltre al fatto che, rispetto al semplice purificatore, può usufruire dell’incentivo Ecobonus 110%.
Ma la novità più importante è la tecnologia supercollaudata da 20 anni, la Nanoe di Panasonic, la cui efficacia anti-Covid è stata di recente certificata al livello di oltre il 91%, e viene applicata nei climatizzatori Panasonic della serie Etherea. Si fonda sulla produzione di radicali ossidrilici che inibiscono la crescita di sostanze come virus e batteri. Il grande vantaggio, oltre la sua collaudata applicazione, anche la possibilità di avere un climatizzatore che abbina una costante azione anti coronavirus al comfort in ogni stagione, avendo anche il funzionamento con pompa di calore nei periodi freddi.

Il plasma freddo

Si conferma la validità della ionizzazione a plasma freddo che la italiana Baraldi aveva presentato per prima sul mercato nel 2019, ben prima dell'arrivo della pandemia, con un compatto apparecchio portatile e potente: AirO' (interamente made in Italy).Sanifica e purifica l’aria sino a 20 mq con due vantaggi rispetto ad altri apparecchi. Non richiede nessuna manutenzione (di solito invece occorre pulire gli emettitori di ioni) e nessuna sostituzione di filtri. Anche la Jonix, una startup tra HiRef e Archa, e facente parte del Gruppo Galletti, un big del trattamento professionale dell'aria di altissimo livello, ha presentato nel 2020 un apparecchio, JonixAir che, si basa sulla tecnologia al plasma freddo, che secondo l’équipe di Andrea Crisanti dell’Università di Padova, riuscirebbe ad abbattere il coronavirus negli ambienti chiusi fino al 99,9% in soli 30 minuti.

Il processo del plasma freddo è un fenomeno fisico generato a temperatura ambiente che utilizza l’aria trasformandola in un gas ionizzato (plasma freddo) costituito da varie particelle caricate elettricamente: elettroni, ioni, atomi e molecole che scontrandosi tra loro producono specie ossidanti in grado di disaggregare i composti organici volatili, come batteri e virus.

Le novità dall’Intelligenza artificiale

Interamente progettato e fabbricato in Italia, è ora finalmente disponibile un apparecchio speciale, pluricertificato, che si basa sulla applicazione dell’Intelligenza Artificiale e sull’esperienza internazionale di un n.1 nei servizi telematici e avanzati di analisi dei dati alle assicurazioni, Octo Telematics.Si tratta di una tecnologia basata su una reazione chimica che imita la fotosintesi clorofilliana. Il processo chimico che sta alla sua base è un’ossidazione, che si avvia grazie all’azione combinata della luce e dell’umidità presente nell’aria, e viene accelerata dalla presenza del catalizzatore. Il processo fotocatalitico genera la distruzione di agenti inquinanti, di agenti sporcanti e di batteri, virus e altri patogeni. Il funzionamento di questo apparecchio non è mai pericoloso per le persone, come invece accade per le lampade a UV-C.
WIVA Group ha realizzato Wivactive, una tecnologia sviluppata dal TechLab in collaborazione con il Laboratorio di Ricerca Ce.Ri.Col., un’eccellenza italiana e internazionale nel campo delle nanotecnologie. Il progetto di ricerca è destinato a creare composti e filtri fotocatalitici che possano essere attivati dalla luce visibile e quindi senza utilizzare la radiazione UV. I radicali liberi generati dal sistema fotocatalitico attivato con luce visibile a spettro calibrato hanno un accertato, e certificato, un effetto disgregatore sul coronavirus, secondo quanto afferma Wiva Group.Signature di LG, che oltre a essere provvisto di filtri Hepa multistrati a 6 livelli dispone di uno ionizzatore al plasma; un sensore rileva le microparticelle estremamente piccole e cambia colore a indicare la qualità dell'aria. L’apparecchio è controllabile anche in remoto grazie alla tecnologia ThinQ; sullo smartphone è possibile anche ricevere le informazioni sulla qualità dell'aria così da mantenere la ottimale qualità dell'aria abbassandone la carica batterica e virale anche se siamo fuori.

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