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Covid-19, ricominciano le prime produzioni industriali

Ariston Thermo Group (Fabriano), Ast (Terni) e Michelin (Cuneo) decidono di riavviare parzialmente i processi produttivi

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(ANSA)

Ariston Thermo Group (Fabriano), Ast (Terni) e Michelin (Cuneo) decidono di riavviare parzialmente i processi produttivi


2' di lettura

La Ariston Thermo Group di Fabriano (Ancona), le acciaiere Ast di Terni, lo stabilimento Michelin di Cuneo ricominciano sia pure con cautela a rimettere in moto le macchine della produzione.

La Ariston T.M. specializzata in caldaie e climatizzatori, torna operativa dal 6 aprile, nei tre principali stabilimenti di Genga, Cerreto D’Esi e Arcevia. Solo una parte dei 650 addetti, almeno in questa prima settimana di ripresa, sarà in azione negli stabilimenti del gruppo presieduto da Paolo Merlon,in quanto, come spiega l’azienda, si ricomincerà con un «assetto minimo». La decisione è stata presa in accordo con le rappresentanze sindacali, agendo «nel pieno rispetto delle prescrizioni per la tutela della salute dei lavoratori».

E dopo tre settimane di blocco è ripresa la produzione di pneumatici anche alla Michelin di Cuneo, uno dei principali stabilimenti produttivi in Europa della multinazionale francese. L’azienda aveva chiesto 4 settimane di cassa integrazione (dal 16 marzo all'11 aprile) ma ha scelto una ripartenza graduale «dedicata alla produzione di pneumatici per servizi e attività essenziali». Vale a dire ambulanze, veicoli della sanità, mezzi militari, forze dell’ordine, furgoni per il trasporto di alimentari. In fabbrica risultano preesenti meno della metà degli oltre 2.200 dipendenti, divisi sui tre turni.

Pure all’Ast, Acciai speciali di Terni, entro mercoledì 8 tutti i reparti dell’Ast torneranno nelle condizioni di produzione standard, anche se programmati all’incirca per il 50% della capacità, in modo tale, spiega l’azienda: «Da alimentare, anche indirettamente, le filiere dei prodotti essenziali e rispondere alle richieste provenienti da clienti di settori strategici globali, testimoniate da domande e dalle mail provenienti da tutto il mondo». L’azienda ha sottolineato anche che «i lavoratori sono stati forniti di tutti i dispositivi di protezione individuale specifici e di ogni altra misura utile a prevenire il contagio» da coronavirus.

Inoltre «le modalità di utilizzo delle mascherine sono state oggetto di una iniziativa di formazione specifica avvenuta il 16 marzo scorso che ha coinvolto tutto il personale».

Allo scopo di «garantire il massimo di trasparenza e condivisione» è stato costituito un comitato per l’applicazione e la verifica delle regole di contrasto al coronavirus, composto da tecnici e manager di Ast e dai rappresentanti dei lavoratori.

«Il primo obiettivo di Acciai Speciali Terni - conclude la nota - resta la tutela della salute dei nostri lavoratori e non esiteremo a fermare di nuovo la produzione se venissero meno le norme di sicurezza».


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