Medicina

Covid-19, sono 200 i test all’attenzione dell’Oms

I risultati relativi a quest'attività screening saranno disponibili nelle prossime settimane. Al momento quindi c’è solo un tipo di test a disposizione per diagnosticare l'infezione da nuovo coronavirus

di Francesca Cerati

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(Epa)

I risultati relativi a quest'attività screening saranno disponibili nelle prossime settimane. Al momento quindi c’è solo un tipo di test a disposizione per diagnosticare l'infezione da nuovo coronavirus


2' di lettura

Sono circa 200 i test rapidi per riconoscere il coronavirus Sars-CoV-2. Basati su differenti approcci, sono attualmente all’attenzione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e i risultati sulla loro attività di screening saranno disponibili nelle prossime settimane. Tra i test che a breve saranno disponibili, e che riduce il tempo del risultato (un’ora anzichè 6-7) , c'è anche quello sviluppato dall'italiana Diasorin, per cui è arrivata l'autorizzazione all'uso da parte dell'Fda.

Al momento quindi c’è solo un tipo di test a disposizione per diagnosticare l'infezione da nuovo coronavirus, quello che cerca il virus nelle secrezioni respiratorie, in attesa che arrivino quelli “rapidi” o “fai da te” su cui si sta facendo ricerca in tutto il mondo e quelli sugli anticorpi “invocati” dal premier britannico Boris Johnson.

La precisazione arriva da diversi esperti, a partire dal Comitato tecnico scientifico (Cts) per arrivare al virologo Roberto Burioni, secondo cui l'analisi sugli anticorpi sarà utile più avanti nel corso dell'epidemia.

“Al momento l'unico test che serve nella lotta al coronavirus è quello che si fa cercando il genoma virale nei secreti respiratori, mentre quello che cerca gli anticorpi potrà essere utile più avanti per capire, ad esempio, se una persona guarita può reinfettarsi o se invece rimane immune come per il morbillo - dice Burioni -. Ora abbiamo a disposizione solo questo tipo di test, che dà la risposta in qualche ora e può essere fatto da laboratori specializzati, non ce ne sono altri di dimostrata efficacia.

In futuro, ma si sta già lavorando a questo, ci sarà il test che invece di cercare il virus cerca gli anticorpi. Un test molto importante per rispondere anche a uno dei quesiti che ruotano intorno al nuovo coronavirus, ovvero se chi lo ha contratto ha sviluppato una protezione - producendo anticorpi - a lungo termine oppure no.

La stessa precisazione è venuta dal Cts, sollecitato dagli annunci di diverse regioni che hanno annunciato di aver acquistato kit diversi. “A oggi - hanno precisato gli esperti in un comunicato - l'approccio diagnostico standard rimane quello basato sulla ricerca dell'Rna nel tampone rino-faringeo”.
Nel suggerire cautela nell'impiego di test non validati, il Cts è disponibile a fornire opinioni e suggerimenti alle Regioni che lo dovessero richiedere.

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