VERSO IL DPCM

Il Governo alle Regioni: stop a sport con gli amici, gite scolastiche e feste private

All’incontro con il premier Giuseppe Conte sono presenti i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza e collegati in videoconferenza i rappresentanti di Regioni, Comuni e Province

di Nicola Barone

Coronavirus: stop a movida, gite e sport di contatto. Matrimoni a numero chiuso

All’incontro con il premier Giuseppe Conte sono presenti i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza e collegati in videoconferenza i rappresentanti di Regioni, Comuni e Province


6' di lettura

Stop alle gite scolastiche e alle feste private, con una «forte raccomandazione» a limitare anche quelle in casa con più di sei persone. E ancora, stretta sulla movida e sui ricevimenti dopo le cerimonie e blocco alle partite di calcetto e basket tra amici. Governo ed enti locali si vedono in vista dell’adozione delle nuove misure anti contagio che confluiranno a breve in un Dpcm.

Dal Comitato tecnico scientifico sono arrivate le prime indicazioni sulle norme individuate per scongiurare una impennata non controllata dei casi ed è stato lo stesso premier, assieme ai ministri degli Affari Regionali Francesco Boccia e della Salute Roberto Speranza ad illustrare i nuovi interventi alle Regioni dopo aver ribadito, a Taranto, le ratio seguita dal governo: interventi mirati ora per evitare in futuro misure più drastiche.

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Feste e cerimonie

Uno dei punti più controversi riguarda le feste private. Nella bozza presentata alla Regioni il governo vieta quelle nei locali aperti al pubblico ma rivolge anche una forte raccomandazione per quelle nelle case private: se non si è conviventi non dovrebbero parteciparvi più di sei persone. E' stato lo stesso Conte a spiegare che nell'esecutivo la riflessione “è ancora in atto” poiché alcuni ministri - Speranza su tutti - vorrebbero vietare anche quelle in casa forti del fatto che il 77% dei contagi avvengono in ambito familiare. Un nodo che potrebbe essere sciolto nelle prossime ore dopo la riunione tra il premier e i capi delegazione della maggioranza. La bozza conferma invece le indiscrezioni che erano uscite in questi giorni per quanto riguarda matrimoni, comunioni, cresime e funerali: restano in vigore le regole dei protocolli già approvati per chiese e comuni ma viene messo un limite massimo di 30 persone per gli eventuali ricevimenti successivi.

Addio al calcetto

Confermato anche lo stop agli sport amatoriali di contatto. Significa niente più partire tra amici che non siano regolamentate. Il Dpcm salva infatti gli sport a livello dilettantistico: potranno cioè continuare a svolgere le attività tutte quelle società che abbiano adottato protocolli per limitare i contagi.

Niente gite

Una novità emersa nelle ultime ore riguarda invece la scuola: saranno vietate, finché la situazione non migliorerà, gite scolastiche, attività didattiche fuori sede e gemellaggi.

Vita notturna

Arriva anche la stretta annunciata sui luoghi di divertimento, per evitare assembramenti di giovani. Alle 21 scatterà dunque il 'divieto di sosta' davanti a quei locali che non offrono posti a sedere mentre ristoranti, pub e locali che offrono servizio al tavolo dovranno chiudere a mezzanotte. Su questo punto alcuni governatori hanno puntato i piedi e lo stesso presidente dell'Anci Antonio Decaro ha chiesto di “lasciare i locali aperti” anche oltre la mezzanotte, “perché se uno sta seduto mantiene il distanziamento”. In ogni caso aumenteranno i controlli con la circolare del Viminale che ha ribadito l'invito a sanzionare quei bar, pub e ristoranti che offrono le proprie sale per “attività danzanti”.

In mille nei palazzetti

Il Dpcm interviene poi sulle regole per gli eventi sportivi. Non cambia nulla per gli stadi - dunque alle partite potranno continuare ad assistere non più di mille persone, anche per i campi di serie A - mentre la capienza dei palazzetti viene portata al 15%, anche se non si potrà andare oltre i mille spettatori. Salta dunque il limite delle 200 persone al chiuso

Cinema e teatri

Limite che invece resta per cinema, teatri e sale da concerto, come restano i mille spettatori all'aperto. In un primo momento si era parlato di un taglio per questi settori, ma è stato il ministro della Cultura Dario Franceschini dopo i numerosi appelli del mondo dello spettacolo, a fugare i dubbi. “Non esiste il rischio. Saranno confermati questi limiti con la conferma della possibilità delle regioni di derogare. E le deroghe concesse con ordinanze regionali verranno fatte salve proprio con il Dpcm”.

Smart working

Il governo dovrebbe anche intervenire sullo smart working, per potenziarlo e portarlo nella P.a. dall'attuale 50% al 60-70%, con un invito ad un rafforzamento anche nelle aziende private. Incentivo, quest'ultimo chiesto anche dall'Anci per decongestionare i trasporti.

Dad e trasporto locale

E proprio il trasporto pubblico locale è alla base della richiesta arrivata da alcuni governatori, a partire da Luca Zaia. Se ci sarà un intervento per ridurre la capienza di bus e metropolitane deve essere attivata la didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori. E' probabile che la questione non finisca nel Dpcm ma il nodo dei trasporti “esiste” ammette un ministro, mentre i tecnici ribadiscono la loro richiesta, si torni al 50% della capienza.

Vita notturna

Arriva anche la stretta annunciata sui luoghi di divertimento, per evitare assembramenti di giovani. Alle 21 scatterà dunque il “divieto di sosta” davanti a quei locali che non offrono posti a sedere mentre ristoranti, pub e locali che offrono servizio al tavolo dovranno chiudere a mezzanotte. Su questo punto alcuni governatori hanno puntato i piedi e lo stesso presidente dell’Anci Antonio Decaro ha chiesto di «lasciare i locali aperti» anche oltre la mezzanotte, «perché se uno sta seduto mantiene il distanziamento». In ogni caso aumenteranno i controlli con la circolare del Viminale che ha ribadito l’invito a sanzionare quei bar, pub e ristoranti che offrono le proprie sale per “attività danzanti”.

In mille nei palazzetti

Il Dpcm interviene poi sulle regole per gli eventi sportivi. Non cambia nulla per gli stadi - dunque alle partite potranno continuare ad assistere non più di mille persone, anche per i campi di serie A - mentre la capienza dei palazzetti viene portata al 15%, anche se non si potrà andare oltre i mille spettatori. Salta dunque il limite delle 200 persone al chiuso.

Cinema e teatri

Limite che invece resta per cinema, teatri e sale da concerto, come restano i mille spettatori all’aperto. In un primo momento si era parlato di un taglio per questi settori, ma è stato il ministro della Cultura Dario Franceschini dopo i numerosi appelli del mondo dello spettacolo, a fugare i dubbi. «Non esiste il rischio. Saranno confermati questi limiti con la conferma della possibilità delle regioni di derogare. E le deroghe concesse con ordinanze regionali verranno fatte salve proprio con il Dpcm».

Smart working

Il Governo dovrebbe anche intervenire sullo smart working, per potenziarlo e portarlo nella Pa dall’attuale 50% al 60-70%, con un invito ad un rafforzamento anche nelle aziende private. Incentivo, quest’ultimo chiesto anche dall’Anci per decongestionare i trasporti.

Dad e trasporto locale

E proprio il trasporto pubblico locale è alla base della richiesta arrivata da alcuni governatori, a partire da Luca Zaia. Se ci sarà un intervento per ridurre la capienza di bus e metropolitane deve essere attivata la didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori. È probabile che la questione non finisca nel Dpcm ma il nodo dei trasporti «esiste» come ammette un ministro, mentre i tecnici ribadiscono la loro richiesta, si torni al 50% della capienza.

Musumeci: Regioni condividono schema Dpcm

«Assieme ai colleghi Bonaccini e Fontana abbiamo rappresentato le Regioni italiane e condiviso lo schema generale proposto. Ma abbiamo chiesto interventi ragionati e coerenti con il contesto epidemiologico. In modo particolare servono regole chiare e controlli costanti da parte delle forze dell’ordine. Vogliamo che si mantenga il giusto equilibrio tra diritto alla salute e diritto ad una quasi normale vita sociale», commenta il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci in un post su Facebook. «Ci sono, poi, differenze per le esigenze economiche tra Nord e Sud dell’Italia. Anche di questo si deve tenere conto, ritenendo comunque importante il diritto delle Regioni a muovere con misure autonome». Secondo il presidente della Lombardia Attilio Fontana «per un giudizio definitivo» bisogna attendere la versione in bozza del Dpcm. Quanto ipotizzato, comunque, non può essere applicato «senza che l’esecutivo preveda una copertura economica per tutte quelle attività che, penalizzate dal nuovo pacchetto di limitazioni, rischierebbero di chiudere per sempre. Se ciò non accadesse, questi comparti produttivi e i lavoratori degli stessi si troverebbero in ginocchio».

Casi in calo a 4.619 ma aumentano ricoveri (+302) e decessi (39)

Sono 4.619 nelle ultime 24 ore (-837) i nuovi casi di coronavirus, a fronte però di quasi 20mila tamponi in meno, per un totale di 85.442 test fatti. Contestualmente crescono di 3.689 unità gli attualmente positivi, ripartiti tra 4.821 ricoveri nei reparti (+302), 452 persone nelle terapie intensive (+32) e 7.491 persone in isolamento a casa. È quanto riporta il ministero della Salute, che dà conto anche di 39 decessi (+13), per un totale di 36.205 da inizio epidemia. I guariti oggi sono 891 per complessivi 240.600.

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