Aumentano i casi

Covid sempre più malattia pediatrica: l’allarme degli ospedali

Negli ospedali sentinella Fiaso in una settimana sono cresciuti del 46% i ricoveri di minori

Coronavirus: bollettino del 28 dicembre 2021

3' di lettura

La variante Omicron del Covid moltiplica i contagi e la categoria più esposta alle infezioni è quella con la minore copertura vaccinale o del tutto priva di immunizzazione: i bambini. «I più piccoli hanno bisogno di essere protetti perché il Covid-19 sta diventando una malattia pediatrica» è l’allarme lanciato da Andrea Campana responsabile del Centro Covid dell’ospedale Bambino Gesù di Palidoro (Roma) che, parlando della situazione dei posti letto del suo centro, sottolinea come «la metà sono bambini sotto i tre mesi».

I DATI DEL CONTAGIO
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Ospedali sentinella: in una settimana +46% ricoveri under 18

Una tendenza che si ritrova report degli ospedali sentinella di Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere): nella settimana dal 21 al 28 dicembre sono cresciuti del 46% i pazienti Covid sotto i 18 anni e nei 4 ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria dei 21 ospedali sentinella il numero dei bambini ricoverati è passato da 45 a 66 (di cui 3 in terapia intensiva), con un incremento pari al 46,7%. Tra i piccoli degenti il 56% ha tra 0 e 4 anni, mentre la restante parte del 44% ha tra 5 e 18 anni. Nessuno dei minori sopra i 5 anni era stato vaccinato con ciclo completo.

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Tra i 5 e gli 11 anni solo il 5,3% ha ricevuto una dose

La vaccinazione per la fascia d’età 5-11 anni (Pfizer-BioNTech con dose di circa un terzo rispetto agli altri, previste 2 dosi a tre settimane) è partita lo scorso 16 dicembre. Secondo l’elaborazione di Lab24, in questa categoria le persone che hanno ricevuto la prima dose sono poco meno di 200mila, pari al 5,3% del totale (tra i 12 e 19 anni i completamente vaccinati sono invece il 72,7%).

Iss: impennata dei contagi nelle ultime settimane

Uno scudo vaccinale ancora poco diffuso che espone i bambini al rischio contagio: «Nella classe di età 6-11 anni si evidenzia, a partire dalla seconda settimana di ottobre, una maggiore crescita dell’incidenza rispetto al resto della popolazione in età scolare, con un’impennata nelle ultime settimane» si legge nell’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità con i dati della sorveglianza integrata. Tradotto in numeri: nella fascia di età 6-11 si registra circa il 50% dei casi diagnosticati nella popolazione 0-19 anni. Dall’inizio dell’epidemia un terzo delle infezioni nella popolazione con meno di 20 anni (circa un milione) è concentrata tra i 6 e gli 11 anni.

Campana: metà dei ricoverati sotto i tre mesi

Ma il virus non risparmia neanche i neonati. «Nelle ultime settimane» sottolinea l’Iss si è evidenziato «un aumento del tasso di ospedalizzazione nella fascia sotto i tre anni». Pur rassicurando sul fatto che la malattia non presenta «maggiore gravità» rispetto ai mesi scorsi e che la «maggior parte dei contagiati non ha bisogno di essere ricoverato», Campana evidenzia che ormai tra la popolazione contagiata dal Covid «un quarto è in età pediatrica». Nella struttura di Palidoro, spiega, la maggior parte dei bambini ricoverati «ha meno di 12 anni, molti sono sotto i cinque perché non vaccinati. Leggendo i miei posti letto occupati in questo momento, il più grande ha 16 anni, ci sono due bambini di sei giorni e altri di mesi, la metà sono bambini sotto i tre mesi».

La copertura vaccinale a rilento

L’unica soluzione resta il ricorso alla vaccinazione: secondo l’Iss l’efficacia dei vaccini riduce nei bambini del 91% il rischio di infezione. La media degli ultimi sette giorni di vaccini a bambini tra i 5 e gli 11 anni è 13.385 iniezioni, la più bassa tra tutte le categorie di età (se si eccettua quella degli ultra 90enni).

Il caso dei neonati contagiati

I vaccini possono proteggere indirettamente anche i neonati, al momento esclusi dall’immunizzazione «I bambini di pochi mesi positivi al Covid sono principalmente figli di mamme non vaccinate, perché la vaccinazione in gravidanza non è partita come ci aspettavamo» osserva ancora il responsabile del Centro Covid dell’ospedale Bambino Gesù di Palidoro. «Eppure - aggiunge - ora sono tanti mesi che le indicazioni raccomandano il vaccino in gravidanza, più recente è quella che le raccomanda anche nei primi tre mesi. Sarà importante capire le diverse varianti, i dati ce li daranno i nostri laboratoristi a stretto giro, mi aspetto che nel giro di un paio di settimane la Omicron prenderà il sopravvento sulla Delta e capiremo se sui bambini continuerà a essere una forma lieve o moderata di malattia».

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Le mappe: Coronavirus - Vaccini - Vaccini nel mondo

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