L’emergenza

Coronavirus, allarme varianti: la Ue cerca un coordinamento tra governi

La cancelliera Merkel non esclude di blindare le frontiere qualora non vengano adottate misure più restrittive. I timori di von der Leyen

di Redazone Esteri

Coronavirus, i vaccinati alla data del 20 gennaio 2021

La cancelliera Merkel non esclude di blindare le frontiere qualora non vengano adottate misure più restrittive. I timori di von der Leyen


2' di lettura

Il coordinamento delle misure di lockdown a livello Ue è uno degli argomenti al centro della discussione dei leader alla videoconferenza di oggi a Bruxelles. Il tentativo di allineamento tra i Paesi viene ritenuto necessario per evitare una sorta di effetto ping pong tra Stati confinanti; il problema delle varianti del Covid desta grandi preoccupazioni.
La discussione viene ritenuta molto sensibile, soprattutto perché le misure adottate finora hanno carattere nazionale, se non regionale.

La minaccia di Merkel

La cancelliera Merkel si dice pronta a blindare le frontiere qualora gli Stati vicini non impongano misure restrittive contro il Covid. L'annuncio è arrivato dopo la riunione con i primi ministri dei Laender in cui ha annunciato che il lockdown sarà prorogato fino al 14 febbraio: più lavoro da remoto, scuole chiuse e possibile coprifuoco serale tra le misure in vigore in Germania nelle prossime settimane.La variante inglese del Covid si è già diffusa in almeno 60 Paesi mentre Oltremanica ha provocato oltre 1.800 morti in 24 ore. In Ue l'incremento dei contagi e delle vittime è talmente significativo che non si esclude il ripristino dei controlli alle frontiere interne.

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Germania e Francia spingono in questa direzione, ma la Commissione frena, rilevando che una “chiusura” sarebbe “senza senso”. I governi europei, per difendersi dalle varianti, hanno già ripristinato dure restrizioni. La Germania, ad esempio, ha ulteriormente prorogato il lockdown fino a metà febbraio, in Olanda scatterà il coprifuoco per la prima volta dal dopoguerra. In Francia la stagione sciistica è destinata a saltare del tutto, perché il governo ritiene la riapertura degli impianti a febbraio “altamente improbabile”. Eppure la gravità della situazione potrebbe richiedere qualcosa di più, come la reintroduzione dei controlli sanitari alle frontiere interne. La cancelliera Merkel non lo ha escluso e la Francia si è detta chiaramente favorevole a questa opzione.

I timori di von der Leyen

Al di là delle necessità di un maggiore coordinamento tra Paesi Ue, la Commissione teme brusche fughe in avanti. «La chiusura a tappeto delle frontiere in questa situazione non ha senso, ostacola il funzionamento del mercato interno e non è così efficace come le misure mirate», ha detto Ursula von der Leyen al Parlamento europeo.

La buona notizia è che il vaccino Pzifer potrebbe essere efficace contro la variante inglese, secondo i risultati di due studi preliminari. Il problema è che invece non si ha certezza degli effetti del vaccino sulle altre varianti, come quella sudafricana, che si diffonde più lentamente rispetto a quella inglese ma è già presente in 23 Paesi. In attesa di avere dati sufficienti per comprendere la pericolosità delle nuove mutazioni, l'unica certezza è accelerare le campagne di immunizzazione. Oltre 40 milioni di persone in tutto il mondo hanno ricevuto le prime dosi, ma il 90% vivono in appena una decina di paesi.

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