la pandemia in sudamerica

Covid, in Argentina è dramma: superato il milione di casi

Il governo di Buenos Aires ha approvato una legge che permette ai malati terminali di ricevere la visita di un congiunto

di Redazione Esteri

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(REUTERS)

Il governo di Buenos Aires ha approvato una legge che permette ai malati terminali di ricevere la visita di un congiunto


3' di lettura

Da un'emergenza all'altra. Il governo peronista di Alberto Fernandez, alcune settimane fa, ha superato l'ennesima impasse finanziaria dell'Argentina e trovato un accordo con i creditori. Evitato il default. Ora però l'Esecutivo della Casa Rosada vive un altro dramma, stavolta sanitario. Con i 12.982 contagi delle ultime 24 ore, l'Argentina ha superato il milione di casi di coronavirus. Lo ha reso noto il ministero della Salute a Buenos Aires. È il quinto Paese al mondo ad aver raggiunto quella cifra.

L'ultimo rapporto delle autorità sanitarie ha indicato che i contagi da Covid-19 da marzo sono ora 1.002.662, e che i 451 decessi dell'ultimo giorno hanno fatto salire il bilancio totale dei morti a 26.716.

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Le persone ricoverate in terapia intensiva, sono circa 4.400, con una percentuale di occupazione dei letti del 64% sul territorio nazionale e del 63,2% nell'area metropolitana di Buenos Aires. Il bilancio dell'inverno australe, terminato da poco, è davvero allarmante; l'Assemblea legislativa della Città di Buenos Aires ha approvato una legge che permette ai malati terminali di Covid degli ospedali della capitale di ricevere la visita di un congiunto. La legge è già entrata in vigore. Fino a poche settimane fa l'epicentro era proprio la città di Buenos Aires, che per circa 50 giorni ha visto la curva delle infezioni giornaliere ferma tra quota 1.000 e 1.200, mentre ora il virus corre veloce anche nelle città dell'interno.

La scelta politica è stata quella di garantire una morte dignitosa, non in solitudine: «Da giorni ormai viene garantita a un componente della famiglia di età compresa tra i 18 e i 60 anni, che sia in buone condizioni di salute e non in gravidanza, la possibilità di essere presente negli ultimi momenti di vita di un congiunto», spiega il primo promotore del provvedimento, Juan Facundo Del Gaiso, deputato dell'Assemblea legislativa di Buenos Aires e dirigente del partito della Coalición Cívica.«So che il provvedimento è già attivo dai messaggi che ricevo dai familiari dei malati. Il disegno di legge ha preso forma proprio ascoltando i racconti delle famiglie di persone morte in assoluta solitudine. Oggi, per avere accesso alle camere, si riceve una specifica formazione e debbono esseri garantiti i medesimi dispositivi di protezione che hanno medici e infermieri».

Al momento il protocollo che autorizza le visite è in vigore solo negli ospedali pubblici di Buenos Aires: «È nel sistema sanitario privato che riscontriamo i problemi», aggiunge Del Gaiso. «Le cliniche private, che ugualmente sono state invitate ad aderire all'iniziativa, non essendo obbligate ad attuare le misure, non lasciano passare i familiari e questo genera tensioni, anche se credo che si riuscirà a risolverle». L'obiettivo «è che si possano fare passi avanti per garantire un diritto umano fondamentale, quello di dirsi addio».

L'Argentina vive una recessione economica piuttosto grave, con un'inflazione che viaggia attorno al 50% annuo e un'instabilità sociale diffusa. Il Paese non ha nemmeno potuto garantire i collegamenti aerei interni. La compagnia aerea di bandiera, Aerolíneas Argentinas, dovrebbe riaprire le tratte. Fonti della compagnia hanno specificato che le operazioni regolari inizieranno tra pochi giorni, quando il primo volo regolare previsto per quel giorno partirà da Ezeiza verso Jujuy. Più tardi, sarà la volta delle partenze per Corrientes, Iguazú, Mendoza, San Luis e Ushuaia. Venerdì ci saranno voli da e per Córdoba, La Rioja, Salta, Resistencia, Posadas, Bariloche, Comodoro Rivadavia e Neuquén.

Il resto delle destinazioni verrà attivato in maniera scaglionata nei giorni successivi, così come il numero delle frequenze giornaliere, che verrà incrementato progressivamente e in base alla richiesta. Aerolineas Argentinas ha ricordato di non aver azzerato i voli per l'emergenza Covid, e di aver operato un gran numero di voli in modalità «speciale», con un rigido protocollo di biosicurezza adeguato alle normative sanitarie e alle raccomandazioni degli organismi di controllo nazionali e internazionali.


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