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Covid: anche in Francia, Spagna e Gb obbligo di tampone per i voli dalla Cina

Dopo le misure negli aeroporti è la volta delle mascherine obbligatorie prorogate fino al 30 aprile in tutte le strutture sanitarie, Rsa e studi medici compresi

di Marzio Bartoloni, Flavia Landolfi

Covid: tampone obbligatorio per chi arriva dalla Cina

3' di lettura

Dopo le misure negli aeroporti – la norma sui tamponi è andata in Gazzetta Ufficiale – è la volta delle mascherine obbligatorie prorogate fino al 30 aprile in tutte le strutture sanitarie, Rsa e studi medici compresi. Ma non solo: è alla firma una circolare della Salute con le raccomandazioni in caso di escalation di contagi e ricoveri: tra le azioni sarà fortemente raccomandato l’uso diffuso della mascherina. E non finisce qui, perché ora che è entrato in vigore il decreto Rave - quello cioé che ha abolito l’obbligo di isolamento domiciliare per i positivi - sarà firmata una nuova circolare con l’obbligo di indossare la mascherina Ffp2 per i positivi, anche asintomatici. Intanto in Europa altri Paesi seguono l’Italia sui test obbligatori per i viaggiatori provenienti dalla Cina.

Istituto Gb: «in Cina 9 mila morti al giorno per Covid»

Le informazioni che arrivano sulla Cina sono sempre più preoccupanti. In Cina è probabile che stiano morendo circa novemila persone al giorno a causa del Covid. Lo stima la società di ricerca britannica Airfinity, che appena pochi giorni fa aveva parlato di cinquemila morti al giorno. I decessi in Cina dal primo dicembre potrebbero aver raggiunto quota 100 mila per un totale di oltre 18 milioni di contagi, ha aggiunto la società. Prevedendo un picco di nuovi casi il 13 gennaio: 3,7 milioni al giorno.

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Stretta sui viaggiatori e proroga dispositivi protezione

Il 29 dicembre il ministro della Salute Orazio Schillaci si presenta prima al Senato e poi alla Camera con due atti già firmati: quello di mercoledì scorso con la stretta per i viaggiatori provenienti dalla Cina e ora anche la proroga delle misure sui dispositivi di protezione. Il messaggio è quello della prudenza anche se domina la consapevolezza che l’Italia da sola potrà ben poco contro il pericolo di un nuovo contagio che soffia dall’est del pianeta.

Il ministro non potrebbe essere più chiaro quando dice che «l’attività di sorveglianza attraverso l’effettuazione di tamponi molecolari all’arrivo dei voli diretti provenienti dalla Cina non arresterebbe del tutto l'ingresso sul territorio nazionale a causa dell'arrivo in Italia di passeggeri anche attraverso voli indiretti - il cui tracciamento è pressoché impossibile». E invoca un’azione congiunta con la Ue «per prendere una decisione comune che possa servire o limitare l’afflusso di persone positive dal Paese asiatico».

Dall’Ecdc alla Cina, le docce fredde della giornata

A stretto giro arriva la prima doccia gelata: l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, boccia perché «ingiustificata» l’introduzione nella Ue di screening obbligatori per i viaggiatori in arrivo dalla Cina. L’agenzia ha ricordato che i Paesi Ue hanno «livelli relativamente alti di immunizzazione e vaccinazione» e «le varianti che circolano in Cina stanno già circolando nell'Ue».

Ma non è la sola reazione della giornata: il portavoce del ministro degli esteri cinese Wang Wenbin, ha infatti sottolineato, che serve «trattare i cittadini di tutti i paesi in modo equo». Una posizione analoga a quella sostenuta ieri dall’Oms Europa che da un lato invita a «non discriminare alcuna particolare popolazione o gruppo» e dall’altra denuncia l’esaurimento delle scorte di farmaci essenziali anche per contrastare il Covid.

La lettera di Kyriakides ai 27

Dall’Europa arriva l’invito ai 27 della commissaria alla Salute, Stella Kyriakides: «Vorrei invitarvi a valutare le vostre attuali pratiche di sorveglianza genomica del virus CoV2 della SARS: se è stata ridimensionata a causa della nuova fase domestica, potreste prendere in considerazione l’idea di aumentarla nuovamente. Sarebbe poi importante continuare o avviare una sorveglianza delle acque reflue, che includa le acque di scarico degli aeroporti principali», scrive Stella Kyriakides, che prosegue: «Se compare una nuova variante del virus SARS-CoV2 - in Cina o nell’Ue - dobbiamo individuarla tempestivamente per essere pronti a reagire rapidamente».

Spagna e Francia sposano linea Italia, test a chi arriva da Cina

La Spagna ha deciso di adottare la stessa linea dell’Italia rispetto ai viaggiatori provenienti dalla Cina, chiedendo loro un test negativo al coronavirus per poter entrare nel Paese. La Spagna diventa così il secondo Paese europeo ad aver applicato restrizioni nei confronti degli arrivi dalla Cina dopo che il presidente Xi Jinping ha deciso di rimuovere la politica del Covid-zero, con un conseguente aumento dei contagi e dei morti legati all’infezione. Stessa decisione è stata annunciata nel pomeriggio di venerdì dalla Francia e con ogni probabilità dalla Gran Bretagna. A questo si è aggiunto il permesso concesso ai cittadini cinesi di tornare a compiere viaggi internazionali. Al di fuori dell’Unione europea, restrizioni ai viaggiatori provenienti dalla Cina sono state imposte da Stati Uniti, Giappone, India, Taiwan e Corea del Sud.

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