La bozza

Covid, in arrivo regole più snelle dai ristoranti alle spiagge

Le linee guida aggiornate predisposte dalla conferenza delle Regioni per le varie attività economiche e sociali (dai ristoranti alle discoteche) entreranno in vigore dopo il via libera del Cts

di Andrea Gagliardi

Green pass, come cambiano le regole dal 1° aprile

4' di lettura

Regole più snelle. Rese più coerenti con l’attuale scenario epidemiologico, caratterizzato da una «graduale riduzione complessiva dell'impatto sui sistemi ospedalieri» e dalla «verosimile evoluzione verso una fase di transizione rispetto all'attuale emergenza pandemica, in considerazione dell'immunizzazione conseguente alla campagna vaccinale e a quella determinata dalla guarigione». Sono le linee guida aggiornate predisposte dalla conferenza delle Regioni per le varie attività economiche e sociali, dai ristoranti alle discoteche. La versione definitiva non è ancora stata pubblicata. Dopo il via libera del Cts (uno degli ultimi atti prima della fine dei lavori, con la cessione dello stato di emergenza il 31 marzo) alla bozza inoltrata, il testo finale andrà approvato la prossima settimana. E sarà poi recepito in un’ordinanza dal ministero della Salute.

Resta la distanza di un metro in ristoranti al chiuso e negozi

Nella bozza attuale, rispetto all’ultima versione ufficiale datata dicembre 2021, resta in linea di massima la distanza obbligatoria di un metro per le attività al chiuso (ad eccezione di cinema, teatri, congressi e convegni, musei), dove era già prevista. Quindi nei ristoranti al chiuso rimane la distanza di un metro tra i tavoli. E sempre distanza di un metro tra i clienti nei negozi e supermercati. Così come in sale gioco, piscine termali e centri benessere, corsi di formazione e discoteche (qui due metri in pista).

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Niente più distanze fisse tra gli ombrelloni

Cambiano le cose invece all’aperto. Negli stabilimenti balneari, ad esempio, scompare la vecchia norma del distanziamento tra gli ombrelloni in modo da garantire una superficie di almeno 10 metri quadrati per ogni ombrellone. Addio anche alla regola per cui tra le attrezzature di spiaggia (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1 metro. Resta l'accesso privilegiato agli stabilimenti tramite prenotazione, con opzione preferenziale per il pagamento in modalità elettronica (bancomat o carta di credito). Nonché la raccomandazione a riorganizzare gli spazi «al fine di evitare code e assembramenti di persone». Se possibile con «percorsi separati per l'entrata e per l'uscita».

Le regole valide per tutte le attività

Questi poi alcuni punti fermi validi per tutte le attività economiche e sociali disciplinate dalla linee guida (ristorazione e cerimonie; attività turistiche e ricettive; cinema e spettacoli dal vivo; piscine termali e centri benessere; servizi alla persona; commercio; musei, archivi, biblioteche e mostre; parchi tematici e di divertimento; convegni e congressi; sale giochi e scommesse; sagre e fiere locali; corsi di formazione; sale da ballo e discoteche)

- Informazioni: va predisposta da parte degli esercenti un'adeguata informazione sulle misure di prevenzione da rispettare, comprensiva di indicazioni sulla capienza massima dei locali e comprensibile anche a utenti di altra nazionalità.

- Green pass: resta l’obbligo di possesso e di presentazione della certificazione verde COVID-19 in tutti i contesti in cui è prevista dalla normativa statale vigente.

- Mascherine: è raccomandato l’uso corretto della mascherina a protezione delle vie respiratorie (mascherina chirurgica o FFP2)

- Igiene delle mani: va garantita la messa a disposizione, all'ingresso e in più punti dei locali, di soluzioni per le mani, al fine di favorirne l'igienizzazione frequente da parte degli utenti.

- Igiene delle superfici: è raccomandata la frequente igienizzazione di tutti gli ambienti, con particolare attenzione alle aree comuni e alle superfici toccate con maggiore frequenza.

- Aerazione: va rinforzato il ricambio d'aria naturale o attraverso impianti meccanizzati negli ambienti chiusi (es.mantenendo aperte, a meno che le condizioni meteorologiche o altre situazioni di necessità non lo consentano, porte, finestre e vetrate). Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio escludere totalmente la funzione di ricircolo dell'aria, ad eccezione dei casi di assoluta e immodificabile impossibilità di adeguamento degli impianti, per i quali devono essere previste misure alternative di contenimento del contagio. Se tecnicamente possibile, va aumentata la capacità filtrante, sostituendo i filtri esistenti con filtri di classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate.

Mascherine obbligatorie al lavoro

Linee guida più snelle dunque. Che non entrano però nel merito delle specifiche misure di prevenzione per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, per le quali si rimanda a normativa e protocolli. Su questo fronte, nella versione iniziale dell’ultimo decreto anti-Covid l'utilizzo delle mascherine chirurgiche era condizionato alle situazioni in cui non si potesse mantenere la distanza di un metro nel luogo di lavoro, mentre nel testo finale, a prescindere dalla distanza, la mascherina chirurgica è obbligatoria fino al 30 aprile. In linea di massima resta l’obbligo di un metro di distanza al lavoro.

Le misure di sicurezza a scuola e all’Università

Per quanto riguarda il capitolo istruzione, è il ministero dell’Università a ricordare in una nota che, fino al 30 aprile, oltre all’obbligo di green pass base, sia per gli studenti sia per tutti gli altri soggetti che accedono alle strutture universitarie, restano le misure di sicurezza impiegate finora: obbligo di mascherina, divieto di accedere o permanere nei locali universitari ai soggetti con temperatura corporea superiore a 37,5° e raccomandazione del rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Nella scuola tali misure di sicurezza sono prorogate fino a inizio giugno. Nel decreto anti-Covid n.24 del 24 marzo, infatti, si legge che fino alla conclusione dell’anno scolastico 2021-2022 «è fatto obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo chirurgico» ed «è raccomandato il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro salvo che le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano».

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