ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI dati del monitoraggio

Covid cala tra i giovani ma circolazione ancora alta. Iss: «Serve prudenza»

Omicron al 100 per cento in Italia. «Alta protezione da malattia grave con terza dose»

di Nicola Barone

3' di lettura

L’incidenza dei casi di Covid-19 in Italia, così come in quasi tutti i Paesi europei, è in lento ma costante calo e anche l’Rt è in miglioramento. «C’è una tendenza alla diminuzione dei casi in quasi tutte le Regioni italiane», e questo soprattutto tra 5 e 11 anni mentre più contenuto risulta l’abbassamento nelle fasce d’età più avanzate. I dati del monitoraggio settimanale sintetizzati da Anna Teresa Palamara, direttore Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità, indicano una direzione positiva ma con luce e ombre.

Rezza: ancora elevata circolazione del virus

Secondo il bollettino aggiornato sono 419 i pazienti in terapia intensiva, uno in meno, e 9.980 (- 95) i ricoverati con sintomi. La «leggera» flessione nella congestione delle rianimazioni è una «buona notizia», per il direttore Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza. «Data però l’elevata circolazione del virus in questo periodo, è sempre bene continuare a mantenere comportamenti ispirati alla precauzione e completare la vaccinazione in base alle indicazioni date a seconda della fascia di età».

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Oms sollecita misure di protezione per Pasqua

«La Pasqua può essere un momento di ritrovo per riunirsi tra familiari e amici. Con Covid-19 che ancora circola, resta importante adottare misure» di prudenza «per proteggere se stessi e gli altri». È la raccomandazione via Twitter dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa nel riepilogare le misure più efficaci di protezione. Incontrarsi all’aperto, quando possibile; ventilare i luoghi chiusi; riunirsi in piccoli gruppi; mantenere la distanza di sicurezza; indossare correttamente la mascherina quando il distanziamento non è possibile; vaccinarsi contro Covid e incoraggiare i propri cari a farlo.

In Italia Omicron al 100%, sottovariante Ba.2 dominante

Il virus fatica ad allentare la sua presa sul Paese complice la maggior contagiosità della variante Omicron ormai dominante al 100% e che, secondo la flash survey realizzata dall’Iss e dal ministero della Salute, vede la sottovariante Omicron 2 all’86,6%, con le nuove Xj e Xl, le due ricombinazioni di Omicron e Omicron 2, allo 0,5% e allo 0,9% ma con punte fino al 20,9% in alcune Regioni. L’indagine rapida è stata condotta dall’Istituto superiore di sanità e dal ministero della Salute, insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, su campioni del 4 aprile scorso. Nel dettaglio, le prevalenze stimate sono Ba.1 all’11,8% (range 0-34,5%); Ba.2 all’86,6% (range 46,5-100%); Ba.3 allo 0,2% (range 0-1,2%); Xj allo 0,5% (range 0-11,6%); Xl allo 0,9% (range: 0-20,9%).

Alta protezione da malattia grave con terza dose

Per i ricercatori dell’Iss le sequenze identificate riconducibili a possibili ricombinanti Ba.1/Ba.2 (Omicron 1 e 2, ndr) sono da seguire con attenzione, come indicato del resto anche dall’Oms. Di positivo si può far conto sul fatto che la vaccinazione vede confermata la sua efficacia. «Anche in epoca di circolazione Omicron, la terza dose booster protegge sia dalla diagnosi che dalla malattia severa Covid e la protezione da malattia severa è particolarmente elevata negli over 80 e over 70, dove la protezione supera il 90%, ma la protezione è attiva anche contro l’infezione e notiamo una percentuale di protezione del 66% o più nelle varie fasce d’età», torna a rassicurare Palamara.

Galli: ricombinanti potrebbero farsi largo in un mese

Il quadro appare dunque in rapidissima evoluzione. «Non ci vuole la sfera di cristallo: se davvero i virus ricombinanti di Omicron 1 e 2 sono più diffusivi della stessa Omicron 2, tra quindici giorni saremmo qui a parlare di una crescita elevata di questi contagi. E tra un mese le ricombinanti saranno prevalenti». In questo senso si esprime Massimo Galli, ex direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano, quanto al “mix” di Ba.1 e Ba.2 rilevati anche in Italia dall’ultima flash survey dell’Istituto superiore di sanità. «Non abbiamo ancora dati precisi - evidenzia l’esperto - ma sembrerebbe che, ancora una volta, ci troviamo di fronte a una maggiore contagiosità. Sembra che i coronavirus, sul filone Omicron, abbiano messo la freccia e premuto l’acceleratore in termini di diffusibilità. E se questo schema si ripete, come Omicron 2 si è “mangiata” Omicron 1, le ricombinati mangeranno Omicron 2».

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