Report Iss-Ministero della Salute

Covid, in calo a 1,31 l’Rt nazionale, sale il tasso di occupazione delle aree mediche al 31,6%

In lieve aumento l’incidenza dei casi a 2.011 ogni 100mila abitanti, stabili le terapie intensive al 17,3%

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, terapie intensive al 17,3%, aree mediche al 31,6%, 2.011 casi ogni 100mila abitanti

3' di lettura

In lieve aumento l’incidenza settimanale del nuovo coronavirus ogni 100mila abitanti, in calo l’Rt nazionale. Stabili i dati sull’occupazione delle terapie intensive, mentre è in crescita il dato di occupazione delle aree mediche. Sono le indicazioni sulla corsa del Covid in Italia contenute nel report Iss-Ministero della Salute all’esame della cabina di regia.

Puglia e Sardegna gialle, in arancione 4 regioni

Il ministro della Salute Roberto Speranza, alla luce dei dati del monitoraggio settimanale, ha firmato una nuova ordinanza che prevede il passaggio di Puglia e Sardegna in giallo e di Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Sicilia in arancione.

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Incidenza in lieve aumento a 2.011 casi ogni 100mila abitanti

L'incidenza settimanale a livello nazionale è pari a 2.011 casi ogni 100mila abitanti nella settimana dal 14 al 20 gennaio 2022, contro i 1.988 ogni 100mila abitanti rilevata dal 7 al 13 gennaio 2022. Sostanzialmente il dato si è stabilizzato rispetto alla corsa delle settimane precedenti.

Rt in calo a 1,31

Nel periodo 22 dicembre 2021 – 4 gennaio 2022, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,31 (range 1,00 – 1,83), in diminuzione rispetto alla settimana precedente. Il dato resta comunque ancora al di sopra della soglia epidemica. Lo stesso andamento si registra per l'indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt=1,01 (0,99-1,02) all'11 gennaio 2022 contro Rt = 1,2 (1,18-1,22) al 4 gennaio 2022. Il report segnala però che diverse fra regioni e province autonome hanno segnalato problemi nell'invio dei dati del flusso individuale e non si può escludere che questi valori possano essere sottostimati.

Stabili le terapie intensive al 17,3%

Stabile il tasso di occupazione delle terapie intensive al 17,3% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 20 gennaio) contro il 17,5% della rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 13 gennaio. Il dato più elevato si registra nelle Marche con il 23,9%, seguito dal 22,9% del Friuli Veneizia Giulia e dal 22,8% del Piemonte. Il dato più basso in Basilicata con il 6,5 per cento.

Sale il tasso di occupazione delle aree mediche

Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 31,6% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 13 gennaio) contro il 27,1% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 13 gennaio). Il dato più elevato in Valle d’Aosta con il 54,5%, seguito dal 40,1% della Calabria. Il dato più basso in Molise con il 10,2 per cento.

Sette regioni al alto rischio, 11 a rischio moderato

Sette fra regioni e province autonome sono classificate a rischio Alto secondo il Dm del 30 aprile 2020, di cui tre a causa dell'impossibilità di valutazione per incompletezza dei dati inviati. Undici fra regioni e province autonome risultano classificate a rischio Moderato. Tra queste, cinque fra regioni e province autonome sono ad alta probabilità di progressione a rischio Alto secondo il Dm del 30 aprile 2020. Tre fra regioni e province autonome sono classificate a rischio basso. Quindici fra regioni e province autonome riportano almeno una singola allerta di resilienza. Tre fra regioni e province autonome riportano molteplici allerte di resilienza.

In aumento il tracciamento

Rimane stabile il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione: 658.168 contro 649.489 della settimana precedente. La percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti è in leggero aumento: 15% contro il 13% della scorsa settimana. È in diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (41% contro 48%), mentre aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (44% contro 39 per cento).


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