emergenza coronavirus

Covid in classe, l’allarme dei presidi: manca nelle Asl un referente ad hoc. Oltre mille le scuole colpite

L’Associazione nazionale presidi ha evidenziato «prassi difformi, talvolta non allineate alle disposizioni nazionali e poco rispettose delle competenze dei dirigenti scolastici». Data la carenza di personale dei singoli dipartimenti di prevenzione delle Asl, ad esempio, «viene richiesto ai dirigenti scolastici di comunicare anche la collocazione in quarantena degli alunni alle rispettive famiglie»

di Andrea Gagliardi

Igiene a scuola per evitare contagi: preoccupato 1 italiano su 2

L’Associazione nazionale presidi ha evidenziato «prassi difformi, talvolta non allineate alle disposizioni nazionali e poco rispettose delle competenze dei dirigenti scolastici». Data la carenza di personale dei singoli dipartimenti di prevenzione delle Asl, ad esempio, «viene richiesto ai dirigenti scolastici di comunicare anche la collocazione in quarantena degli alunni alle rispettive famiglie»


3' di lettura

Si moltiplicano i casi di Covid nelle scuole italiane. Finora sono oltre mille i plessi che hanno avuto almeno un alunno contagiato con classi quasi sempre in quarantena. Un quadro più chiaro delle criticità si avrà tra qualche settimana quando sarà evidente l'impatto della riapertura delle scuole sulla curva epidemica e quanto tempo ci vorrà per mettere a regime il via libera ai tamponi rapidi previsti dalla circolare del ministro Speranza. Ma i problemi non mancano sin da ora.

Presidi: difficile gestire didattica in sicurezza

E dai presidi è arrivato già un allarme: «La gestione delle misure necessarie a garantire la prosecuzione delle attività didattiche in sicurezza è estremamente difficoltosa». Il presidente dell'Associazione nazionale dei presidi, Antonello Giannelli, ha scritto alla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina elencando i vari problemi che i dirigenti scolastici si trovano a dover affrontare: tra questi le diverse prassi adottate dalle singole Asl nella gestione dei casi sintomatici, come gestire i docenti che sono in quarantena in rapporto alla didattica a distanza, i tempi di consegna dei banchi monoposto e quelli del conferimento degli incarichi di supplenza, l’utilizzo dell'organico aggiuntivo da emergenza Covid e la sua eventuale sostituzione.

I DATI DEL CONTAGIO
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Le diverse prassi adottate dalle Asl

I presidi, in applicazione del Protocollo di intesa per garantire l'avvio dell'anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione del COVID 19, firmato il 6 agosto 2020 con il ministero dell’Istruzione, chiedono la convocazione “con urgenza” del Tavolo nazionale permanente, in modo da affrontare le criticità. Tra queste al primo posto ci sono appunto le diverse prassi adottate dalle singole Asl nella gestione dei contagi in classe.

L’assenza di un referente per la scuola all’interno delle Asl

In particolare l’Associazione nazionale dei presidi, in relazione alla gestione dei casi sintomatici a scuola e al suo esterno, fa notare che nelle varie regioni «si registrano prassi difformi, talvolta non allineate alle disposizioni nazionali e poco rispettose delle competenze dei dirigenti scolastici». Al punto 7 del protocollo si indica infatti «l'opportunità di prevedere, nell'ambito dei Dipartimenti di prevenzione territoriali delle Asl, un referente per l’ambito scolastico che possa raccordarsi con i dirigenti scolastici al fine di un efficace “contact tracing” e di una risposta immediata in caso di criticità». Il tutto al fine di «supportare le Istituzioni scolastiche nella realizzazione dei compiti assegnati per l'effettuazione di un anno scolastico in piena sicurezza». Ma l’Anp mette in evidenza che «non solo dette nomine di individuazione non sono intervenute ma, data la carenza di personale dei singoli dipartimenti di prevenzione, viene addirittura richiesto ai dirigenti scolastici di comunicare anche la collocazione in quarantena degli alunni alle rispettive famiglie». In altre situazioni, inoltre «viene anche chiesto al dirigente scolastico di rapportarsi direttamente all'Asl competente per la comunicazione dei casi sospetti verificatisi a scuola, bypassando il pediatra».

Lombardia al top per contagi

La mappa delle scuole “colpite” dal Ciovid è contenuta in un database messo a punto da un giovane ricercatore e uno studente universitario -Vittorio Nicoletta e Lorenzo Ruffino - che hanno raccolto dalla riapertura della scuola tutte le notizie e le ordinanze dei sindaci. In base al database, in continuo aggiornamento, sono 1056 le scuole (in tutta Italia ci sono 8mila istituti per 30mila plessi), dove finora si è registrato almeno un caso di positività al Coronavirus, che in moltissimi casi ha portato alla quarantena di una o più classi, con scuole che finora sono state costrette a chiudere almeno per qualche giorno in modo da provvedere alla sanificazione dei locali. Sono 89 i focolai registrati. Dalla mappa, inoltre, emerge che i casi positivi nel 77,8% dei casi sono studenti, nell’10,6% docenti. A livello regionale, in cima per scuole colpite c’è la Lombardia (222), seguita da Veneto (169), Toscana (113) e Emilia Romagna (109).

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