EMERGENZA COVID

Come cambiano i colori, dalla Lombardia al Lazio: 11 regioni in rosso da lunedì

In lockdown anche Piemonte, Veneto, Marche, Lazio, Trentino, Emilia-Romagna e Puglia. Valle d’Aosta, Liguria, Calabria e Sicilia, passano in fascia arancione insieme a Toscana, Umbria e Abruzzo. Sardegna bianca

di Andrea Gagliardi

Coronavirus, Cts: zone gialle e rosse rafforzate, weekend come a Natale

4' di lettura

Dopo la strada tracciata dal Cts arriva l’attesa stretta anti-Covid. E la mappa dell’Italia si avvia a colorarsi tutta di rosso e arancione a partire da lunedì. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 15 marzo. Passano in area rossa Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento che si aggiungono a Campania e Molise. Dopo alcune verifiche è stato deciso che la Basilicata sarà arancione dalla prossima settimana. Secondo quanto si apprende, dopo avere esaminato i dati inviati stamani dalla Regione stessa, il Ministero della Salute ha deciso che dopo la scadenza della vigente ordinanza che aveva portato la regione in zona rossa, la Basilicata diventerà arancione da martedì. Arancione anche la provincia di Bolzano (già in lockdown però per iniziativa delle autorità locali).

Le novità del decreto legge

In base al decreto legge approvato dall’esecutivo, non solo l’intera Italia sarà in zona rossa a Pasqua e Pasquetta (3,4 e 5 aprile). Ma dal 15 marzo al 6 aprile le misure della zona rossa (negozi, bar, ristoranti e scuole chiuse) si applicheranno automaticamente anche nelle regioni dove l'incidenza cumulativa settimanale dei contagi è superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti. Mentre nelle regioni gialle saranno in vigore le restrizioni stabilite per le zone arancioni (divieto di spostamento dal comune di residenza, bar e ristoranti chiusi). Di fatto a partire da lunedì tutta l’Italia sarà rossa o arancione. A parte la Sardegna che resta bianca. A Campania, Molise e Basilicata (che però diventerà arancione da martedì) si affiancano Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio e Veneto che già con i normali parametri basati sull’Rt (l’indice di contagio è sopra 1,25 nel limite inferiore) sono in zona rossa. Ma anche Trentino e Marche, dove la soglia di incidenza dei 250 casi ogni 100mila abitanti è stata superata. In rosso dopo verifiche ulteriori anche la Puglia. Invece Sicilia, Valle d’Aosta, Calabria e Liguria attualmente in giallo, passeranno in fascia arancione, affiancandosi a Abruzzo, Umbria, Toscana e provincia autonoma di Bolzano (quest’ultima in auto-lockdown fino al 21 marzo).

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Lombardia in zona rossa

In Lombardia sono molti gli elementi che hanno portato la regione in zona rossa da lunedì prossimo. A partire dai numeri dell'incidenza dei casi. Siamo a 306 contagi settimanali ogni 100mila abitanti, rispetto ai 252 di venerdì scorso. Un indice trainato dal trend nel Bresciano dove l'incidenza è arrivata a 580. Mentre l’Rt è salito a 1,3. C'è poi da considerare la tenuta del sistema sanitario. Sotto stress. La percentuale di letti occupati in terapia intensiva da malati Covid, infatti, è salita al 46% (la soglia critica è il 30%) e quella in area non critica al 48% (la soglia d’allarme è il 40%).

In Piemonte Rt a 1,41. Sospesi ricoveri no Covid

In zona rossa anche il Piemonte. In base al report dell’Iss i nuovi contagi settimanali sono 280 su 100mila abitanti. E l’Rt è arrivato a 1,41. I 12mila nuovi casi della settimana tra il 1 e il 7 marzo segnano un + 47 per cento rispetto ai sette giorni precedenti. I posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti di medicina hanno sfondato la soglia d'allarme del 40 per cento (siamo al 45%). L’Unità di crisi della Regione ha sospeso temporaneamente i ricoveri no Covid, escluse le urgenze e i ricoveri oncologici a causa dell’aggravarsi della pandemia. E la Regione ha deciso, con apposita ordinanza, di anticipare a domenica 14 marzo la chiusura dei mercati già prevista in zona rossa da lunedì, ad eccezione dei banchi di generi alimentari, fiori e prodotti agricoli.

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Boom di contagi in Emilia-Romagna e Marche, Lazio rosso

L’Emilia-Romagna si colora da lunedì tutta di rosso. Ma di fatto già lo era. Basti pensare che erano rimaste finora in arancione solo le province di Parma, Piacenza e Ferrara. Infatti, in base alle ordinanze regionali, erano già diventate rosse le province di Bologna, Modena, Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna. Con Reggio-Emilia in arancione scuro. La regione ha i numeri peggiori, con 434 nuovi positivi ogni 100mila abitanti (contro i 342 dell’ultimo monitoraggio Iss). L’Rt è a 1,34. Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva è salito al 45%.

Nelle Marche siamo a 310 settimanali ogni 100mila abitanti (rispetto ai 265 dell’ultimo monitoraggio). Di qui il passaggio in rosso. Anche se l’Rt è a 1,08. Da registrare però una situazione allarmante sul fronte dei ricoveri, con il 46% dei posti occupati in terapia intensiva e il 56% nei reparti di medicina generale. In regione del resto sono già in zona rossa le province di Ancona, Macerata, Pesaro Urbino e Fermo. Solo Ascoli Piceno restava di fatto arancione. Si va verso un colore rosso uniforme. Per la prima volta rosso anche il Lazio, direttamente dalla fascia gialla. Il destino della regione è segnato da un Rt a 1,3. Non basta a evitare il lockdown l’incidenza dei contagi sotto soglia la critica (siamo a 172 ogni 100mila abitanti). Né il fatto che i tassi di occupazione dei posti letto siano sotto la soglia di allerta.

Friuli e Veneto in lockdown, Toscana resta arancione

Anche il Friuli Venezia Giulia passa in zona rossa. Lo “condannano” un indice Rt a 1,39, oltre ai 266 contagi ogni 100mila abitanti. Da segnalare che i posti letto in terapia intensiva occupati dai malati Covid sono arrivati al 35%. In lockdown pure il Veneto. «Siamo sul filo del rasoio tra arancione e rosso» aveva detto nei giorni scorsi il governatore Luca Zaia. Fatale il dato Rt, per un soffio (1,26 nel limite inferiore) oltre la soglia critica di 1,25. Al contrario la Toscana resta per un soffio in zona arancione, grazie a un Rt a 1,2. Malgrado i posti letti occupati in terapia intensiva siano al 35%. Ma il governatore Eugenio Giani ha proposto la zona rossa per le province di Prato, Pistoia e Siena.


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