Il confronto

Covid, come funziona la quarantena negli altri Paesi europei: i casi di Germania, Francia e Regno Unito

Il boom di contagi ha riacceso il dibattito sulla lunghezza del periodo di isolamento. Quali sono le regole in altri paesi Ue e a Londra

Cosa fare per uscire da quarantena e auto isolamento

4' di lettura

L’impennata di casi di Covid in Italia, balzati anche sopra le 200mila unità al giorno, ha riacceso il dibattito sui tempi di isolamento imposti prima del «rientro in collettività»: la condizione di guarigione, certificata da un tampone in uscita o il termine naturale dei 21 giorni di confinamento domestico.

C’è chi sostiene che le misure stiano diventando insostenibili con la crescita di contagi spinta da Omicron, evocando il modello di misure più flessibili o blande attuate in altri Paesi. Ma come funziona fuori dall’Italia? Le restrizioni sono davvero più morbide di quelle previste dal nostro governo? Vediamo i casi di Germania, Francia e Regno Unito.

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Germania, isolamento ridotto e niente restrizioni agli asintomatici

In Germania il governo di Olaf Scholz ha raggiunto a inizio gennaio 2021 un’intesa con i 16 presidenti dei Länder per rivedere le regole di sicurezza sulla pandemia. Accanto a una stretta su bar e ristoranti, governo e leader locali hanno concordato di ridurre un periodo di isolamento che poteva prolungarsi fino a 14 giorni per i casi accertati di Omicron. L’intento è quello di evitare che troppi cittadini siano costretti in casa, con ricadute sull’attività economica ei tempi di ripresa dalla crisi pandemica.

Secondo le nuove regole, in generale, i cittadini positivi o entrati in contatto con un contagiato potranno uscire dai rispettivi stati di isolamento (per i positivi) e quarantena (per i contatti stretti) dopo 7 giorni, a seguito di un test antigenico o molecolare con esito negativo. Ma ci sono dei casi specifici.

Per i lavoratori di ospedali e istituti di cura vale sempre la scadenza dei sette giorni, anche se la rigidità dei controlli differisce fra positivi e casi di contatto stretto: i primi possono sottoporsi esclusivamente al molecolare e devono risultare asintomatici da 48 ore al momento del test, ai secondi può bastare un antigenico.

Nel caso di bambini e studenti fino alle scuole secondarie, invece, l’isolamento dei positivi termina a sette giorni con test molecolare o antigenico di uscita, mentre la quarantena delle Kontakpersonen scade in cinque giorni con test d’uscita antigenico o molecolare. In assenza di tampone, isolamento o quarantena si esauriscono per tutti dopo 10 giorni, mentre non è previsto alcun obbligo di quarantena per i contatti di positivi che abbiano ricevuto booster, siano sia guariti che vaccinati o risultino «freschi» di guarigione o doppia dose di vaccino da meno di tre mesi.

Francia, per vaccinati e under 12 isolamento ridotto a 5 giorni

Anche il governo francese ha rimesso mano alle regole sul confinamento per tenere testa alla crescita di contagi innescata da Omicron. Le misure, al via dal 3 gennaio 2022, valgono senza distinzioni sulla variante contratta. La differenza più netta, semmai, è fra il blocco formato da vaccinati a ciclo completo e under 12 e quello composto da non vaccinati o cittadini che devono ancora completare il proprio ciclo di somministrazioni.

In caso di positività, vaccinati completi e bambini sotto i 12 anni devono sottoporsi a isolamento di sette giorni, ma possono uscire già al quinto se soddisfano due condizioni: un tampone molecolare con esito negativo e l’assenza di sintomi da almeno 48 ore. Chi non è vaccinato del tutto o solo parzialmente deve prolungare l’isolamento a 10 giorni, con la possibilità di accorciarla a sette giorni in caso di test molecolare negativo e assenza di sintomi per almeno due giorni.

In caso di contatto con persone positive, i cittadini vaccinati a ciclo completo non sono tenuti a osservare periodi di quarantena. È d’obbligo, però, il rispetto di tutte le cautele possibili, come l’uso della mascherina, la riduzione al minimo dei contatti e il ricorso completo al lavoro da remoto. In aggiunta, si legge sul sito del governo francese, bisogna sottoporsi per precauzione a un test rapido o molecolare a ridosso dell’incontro con la persona contagiata, con l’aggiunta di un auto-test a due e quattro giorni di distanza dall’incontro. Se il tampone domestico è positivo, dovrà essere confermato o smentito da un test antigenico o molecolare.

Nel caso dei cittadini non vaccinati o non vaccinati a ciclo completo, scatta invece una quarantena di sette giorni che può concludersi solo con un tampone di guarigione: se l’esito è positivo, subentra la quarantena ordinaria.

Nel Regno Unito massimo 10 giorni di isolamento (e diverse eccezioni)

Nel Regno Unito vige un approccio più «individuale» su controllo e auto-controllo dei casi di Covid, affidato in prevalenza ai test svolti domesticamente dai cittadini. In aggiunta ai centri tamponi e agli appuntamenti individuali, infatti, i residenti possono ordinare kit di test a domicilio, sia antigenici (in confezioni da sette, al massimo una al giorno), sia molecolare. Nel secondo caso, però, si può procedere alla richiesta solo in presenza di sintomi o a seguito di un test rapido che ha fatto emergere una possibile positività.

L’esito dei tampone antigenico viene rilevato privatamente, comunicando l’eventuale positività sul sito del National Health Service o via telefono. Il risultato di quello molecolare sarà “estratto” il laboratorio, dopo l’invio del test per posta da parte del cittadino. In caso di positività scatta un periodo di «auto-isolamento« di 10 giorni, che può essere accorciato a una settimana se il paziente esegue due test rapidi il giorno sesto e settimo del lockdown. Il requisito è che siano svolti a 24 ore di distanza e risultino, ovviamente, entrambi negativi.

In assenza di un tampone, l’isolamento scade comunque al decimo giorno, purché i sintomi sia scomparsi oppure il paziente manifesti solo tosse o «la perdita di gusto e olfatto, che può durare per settimane anche se l’infezione è scomparsa». In caso di contatto con un caso positivo, anche se convivente, la quarantena non è obbligatorio se si è pienamente vaccinati da almeno 14 giorni, di età inferiore a 18 anni e 6 mesi, si ha o si sta prendendo parte alla sperimentazione per l’approvazione di un vaccino anti-Covid o si è esentati per ragioni mediche dalle vaccinazioni in generale. In ogni caso, con o senza sintomi, l’Nhs «consiglia fortemente» di sottoporsi a un test domestico ogni giorno, per una settimana, riducendo o evitando del tutto i contatti.

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