il libro blu delle dogane

Covid: Conte, più avanti di altri in ripartenza paese. Gualtieri: mobilitato 6% del Pil, ora in grado di ripartire

Il Presidente del Consiglio e il responsabile dell’Economia sono intervenuti alla presentazione del rapporto annuale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Gualtieri: agiremo su nodi strutturali per spingere la crescita

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (foto Ansa)

Il Presidente del Consiglio e il responsabile dell’Economia sono intervenuti alla presentazione del rapporto annuale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Gualtieri: agiremo su nodi strutturali per spingere la crescita


3' di lettura

«Il lockdown é stato un momento per molti versi arduo ma oggi, continuando a vigilare possiamo con fiducia attendere all'opera di ricostruzione più di altri paesi. Noi ora possiamo dedicarci alla ripartenza del paese» .Così il premier Giuseppe Conte alla presentazione del libro blu delle Dogane (in platea anche Beppe Grillo). «Continuando a vigilare e tenere alta la guardia - ha proseguito -, possiamo con fiducia attendere all'opera di ricostruzione e di rilancio del Paese: altri Paesi sono ancora alle prese con la parte più acuta della pandemia, noi ci stiamo predisponendo alla fase di rilancio». Un messaggio positivo, che è stato ribadito anche dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Intervenuto alla presentazione in videocollegamento, Gualtieri ha detto che «l’Italia ha saputo reagire bene alla crisi, per primi lo hanno fatto i cittadini, gli operatori sanitari, le imprese, i lavoratori. Le misure prese dal governo - ha aggiunto il responsabile dell’Economia - sia sul versante del constato alla pandemia sia sul versante economico, che ci ha visto mobilitare il 6% del Pil per interventi a sostegno dell'economia, hanno garantito risultati importanti sia sul fronte sanitario che della tenuta economica e sociale del Paese, che adesso è in nella condizione per ripartire».

Gualtieri, agiremo su nodi strutturali per spingere crescita

«Siamo in una fase nuova del percorso di rilancio del Paese - ha sottolineato Gualtieri -, c'è la consapevolezza del peso della crisi ma c'è anche fiducia nelle nostre possibilità. Una fiducia confortata dai dati più recenti che ci dicono che la ripresa è in corso. La sfida è difficilissima ma è anche un'opportunità da cogliere. E' con questo spirito che stiamo lavorando al Recovery and Resilience Plan dell'Italia». «Non ci limiteremo a constatare le conseguenze della pandemia ma - ha concluso il ministro del Pd - interverremo su molti nodi strutturali per rimettere l'Italia su un sentiero di crescita più elevata, equa e sostenibile», guardando «alla transizione digitale ed ecologiche».

Recovery Fund: Conte, coinvolgeremo tutte le forze politiche

Il presidente del Consiglio è intervenuto anche sul tema del Recovery Plan: «È necessario coraggio, è il momento di reinventare l'Italia - ha sottolineato -: non vogliamo ripristinare la normalità, siamo più ambiziosi». Sul Piano Nazionale di Ripresa, ha sottolineato, «dobbiamo avviare un dialogo con il Parlamento. Dobbiamo trovare il metodo per approntare questo Piano Nazionale coinvolgendo Parlamento e tutte le forze politiche, compresa l'opposizione».

Giochi: nel 2019 gli italiani hanno speso 19,45 miliardi

Dal Libro blu viene fuori che nel 2019 gli italiani hanno speso complessivamente 19,45 miliardi di euro nei giochi, con oltre la metà (11,40 miliardi) finiti nelle casse erariali dello Stato. Il documento traccia il bilancio annuale dell'attività di Adm. Secondo i dati, la spesa degli italiani è aumentata del 2,42% rispetto ai 19 miliardi dello scorso anno. In salita anche il volume totale della raccolta (+3,44% a 110,54 miliardi) e delle vincite (+3,66% a 91,10 miliardi). “Nel periodo di riferimento 2017-2019 - si legge nel Libro Blu - tutte le dimensioni del settore del gioco hanno registrato un trend crescente in termini di valore: +8,64% per la raccolta, +10,08% per le vincite, +2,42% per la spesa e +10,68% per l'Erario. Il consistente incremento delle entrate erariali è trainato dal prelievo sugli apparecchi da intrattenimento che hanno portato, nel 2019, ad un aumento complessivo delle entrate erariali del 9,62 per cento”. Così come negli anni passati, anche nel 2019 oltre la metà (63,46%) delle entrate erariali arriva dalle slot machine (Awp e Vlt), il resto dalla Lotteria (12,89%), Lotto (10,53%) e altri giochi (13,12%). Il nuovo documento esamina anche la situazione della distribuzione delle slot in Italia che hanno registrato una considerevole diminuzione passando dai 579.228 apparecchi del 2015 ai 418.491 del 2019.

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