ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùSuper green pass in azienda

Covid, conto alla rovescia per 1 milione di over 50: prima dose del vaccino entro il 31 gennaio per poter lavorare

Per gli over 50 prima prima dose entro gennaio. Sostituzioni nelle imprese oltre 15 addetti: dopo il 5° giorno di assenza sospensione di 10 giorni, rinnovabili fino a marzo

di Claudio Tucci

Covid, il calendario delle nuove misure

3' di lettura

Per 1 milione di lavoratori over 50, oggi non vaccinati, sta per scattare il conto alla rovescia. Per entrare in aziende e uffici dovranno ricevere la prima dose entro il 31 gennaio, visto che il super green pass, introdotto dal governo a partire dal 15 febbraio, verrà rilasciato dopo 15 giorni. La certificazione verde rafforzata, infatti, si ottiene soltanto con la vaccinazione o con la guarigione dal Covid , non sarà più quindi sufficiente il tampone molecolare o antigenico, rispettivamente ogni 72 o 48 ore.

Sostituzioni anche nelle imprese oltre 15 addetti

La bozza del nuovo decreto del Governo per frenare l’impennata dei contagi contiene anche un’altra novità: per tutte le imprese, non solo più pertanto quelle sotto i 15 addetti, dopo il 5° giorno di assenza ingiustificata, sarà possibile sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a 10 giorni lavorativi, rinnovabili, di 10 giorni in 10 giorni, fino al 31 marzo 2022, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del posto di lavoro per il lavoratore sospeso.

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Il debutto del super green pass al lavoro

Con queste 2 specifiche dell’ultima ora il super green pass fa il suo debutto ufficiale nel mondo del lavoro, pubblico e privato. La nuova normativa ricalca sostanzialmente quella in vigore, per tutti i lavoratori, dallo scorso 15 ottobre relativa al green pass “semplice”. Pertanto, dal 15 febbraio chi ha più di 50 anni e non possiederà il super green pass o ne risulterà privo al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, verrà considerato «assente ingiustificato», con conseguente sospensione dal lavoro e stop alla retribuzione dal primo giorno di assenza (non ci sono invece conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del posto di lavoro, cioè non si può essere licenziati neppure per giustificato motivo).

Controlli e sanzioni

Anche i controlli sul super green pass (e non dell’adempimento dell’obbligo vaccinale, ndr) dovrebbero ricalcare quelli attualmente vigenti per il green pass “semplice”, quindi, tra l’altro, con verifiche attraverso la piattaforma Inps o con la consegna da parte del dipendente al proprio datore di lavoro della certificazione verde (in quest’ultimo caso si viene esonerati dai controlli per tutta la durata del passaporto sanitario).

È prevista una sanzione da 600 a 1.500 euro nel caso di accesso ai luoghi di lavoro in violazione dell’obbligo «ferme le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti di settore». Per chi ha meno di 50 anni restano in vigore le norme attuali, vale a dire il green pass “semplice”, che si ottiene anche con il tampone.

Un passo importante contro l’epidemia

«La previsione del super green pass per i lavoratori over 50 per accedere ai luoghi di lavoro è un passo avanti importante nel contrasto all’epidemia - ha sottolineato il professor Arturo Maresca, ordinario di diritto del Lavoro alla Sapienza di Roma -. Si tutela la fascia di popolazione che potrebbe avere, dal Covid, le ripercussioni sanitarie maggiori, anche se i contagi stanno colpendo le fasce d’età più basse. La possibilità, più estesa, di sostituzione dei lavoratori non in regola può essere d’aiuto soprattutto per coprire i ruoli più fungibili».
Per gestire al meglio il rialzo dei contagi si raccomanda inoltre il massimo utilizzo, nelle prossime settimane, della flessibilità prevista dagli accordi contrattuali in tema di lavoro agile.

Le esigenze del settore agricoltura

In agricoltura, hanno reso noto il 6 gennaio Confagricoltura e Coldiretti, l’obbligo vaccinale per gli over 50 interessa più di 1 lavoratore su 3 (34%). Nel settore è molto forte la presenza di stranieri provenienti da paesi dove vengono utilizzati sieri non riconosciuti in Italia. Insomma, se non si affronta il tema in ambito Ue e non si prevedono strumenti normativi semplici per le sostituzioni, sostengono le due associazioni agricole, «il rischio concreto è la perdita dei raccolti».

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