ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDopo il via libera di Ema e Aifa

Covid, Speranza: quarta dose per tutti gli over 60

Dopo la raccomandazione di estendere la quarta dose a chi ha più di 60 anni da parte di Ema e Ecdc, nel pomeriggio è arrivato in Italia il via libera dall’Aifa

(Ansa)

5' di lettura

In Italia «si comincia da subito» con la quarta dose del vaccino anti Covid per tutti coloro che hanno più di 60 anni. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Seranza al Tg1, precisando che dopo la raccomandazione di estendere la quarta dose a chi ha più di 60 anni e per i fragili di ogni età da parte di Ema e Ecdc, nel pomeriggio è arrivato in Italia il via libera dall’Aifa ed è stata inviata alle Regioni la relativa circolare del ministero della Salute. Nella circolare si ribadisce che la quarta dose potrà essere somministrata 4 mesi dopo il primo booster. E che la priorità assoluta resta di mettere in massima protezione tutti i soggetti che non hanno ancora ricevuto né il ciclo di vaccinazione primaria, né la prima dose di richiamo (booster) e per i quali la stessa è già stata raccomandata.

Aifa: ok quarta dose a tutti gli over 60

L’ok della Commissione tecnico-scientifica dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) all’estensione della quarta dose a tutte le persone di oltre 60 anni è arrivato in serata. Lo indica la nota congiunta di ministero della Salute, Aifa e Istituto Superiore di Sanità (Iss). La decisione è stata presa «tenuto conto sia dell’attuale condizione di aumentata circolazione virale con ripresa della curva epidemica, associata ad aumento dell’occupazione di posti letto nelle aree mediche e, in minor misura, nelle terapie intensiva, sia delle evidenze disponibili sull’efficacia della seconda dose di richiamo nel prevenire forme gravi di Covid-19»

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Lazio apripista

Il Lazio fa da apripista: da giovedì 14 luglio ci si potrà prenotare per la quarta dose sul portale regionale. La somministrazione potrà esser fatta anche presso il proprio medico e nelle oltre 500 farmacie che hanno aderito alla campagna vaccinale. Saranno inoltre riattivati alcuni Hub vaccinali, come quello alla Stazione Termini.

Immunologi in allarme

Il via libera europeo segue l’allarme di molti immunologi, preoccupati per il crescere dei contagi nella stagione estiva: “Solo 1 su 5, meno del 20%, ha fatto la quarta dose. E questo è un problema soprattutto per anziani e fragili perché per loro la vaccinazione è un salva-vita. Già ora abbiamo circa 100 morti al giorno, non siamo scesi mai al di sotto dei 60-70. Rischiamo di avere in autunno un’ondata di mortalità tra i fragili veramente dura, con numeri molto più alti di quelli attuali”. A mettere in guardia da Omicron 5 e dalla nuova ondata di Covid è Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute e professore ordinario di Igiene all’università Cattolica.

Certo non è facile organizzare il rilancio della campagna vaccinale in piena estate, senza più nemmeno il generale Figliuolo a coordinare l’enorme macchina organizzativa.

I timori di un flop

La seconda dose di richiamo del vaccino anti-Covid “credo vada fatta alle persone con più di 60 anni, ma non ritengo si possa correre ai ripari oggi. Si rischia di fare una campagna vaccinale monca. Si rischia di nuovo di avere una bassa partecipazione, come quella che già abbiamo avuto per quanto riguarda la quarta dose agli over 80 e ai fragili. Credo che, più che” muoversi ora “con una soluzione tampone, sia arrivato il momento di organizzare in maniera molto rigorosa la campagna vaccinale di settembre-ottobre”. A evidenziarlo è Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.

Per Bassetti è giusto che queste categorie facciano il richiamo, ma muovendosi ora un rischio ’flop’ c’è. Lo sguardo dell’esperto è proiettato verso quello che succederà dopo l’estate. Bisogna partire adesso dal risolvere proprio le questioni pratiche in vista di una campagna autunnale: “La vaccinazione si deve fare negli hub vaccinali? La fanno i medici a casa, le farmacie, chi? Come si organizza? Chi gestisce l’acquisto centrale dei vaccini? Li devono fare le Regioni? Diamo già gli appuntamenti?”. Questi i nodi da affrontare per tempo, secondo Bassetti.

“Io credo che sia questo il momento di non esitare ulteriormente. Si deve passare dagli annunci - ogni giorno c’è chi dice ’dobbiamo vaccinare i 50enni, i 60enni’ e così via - ai fatti. L’anno scorso avevamo Figliuolo”, l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid, “che in questo periodo stava facendo un lavoro eccezionale. Oggi non c’è, ma ci vogliono messaggi chiari, perché non possiamo rischiare a settembre-ottobre di avere una partecipazione alla dose di richiamo come quella che abbiamo avuto” con la quarta dose in questi mesi. “Se così fosse, avremo dei grandissimi problemi”, ammonisce.

Il tempo stringe

Lo stesso virologo Fabrizio Pregliasco invita a fare presto, ma prevede anche difficoltà nella gestione della somministrazione estesa del secondo booster: “Credo che non sarà facilissimo organizzare le cose, e che sarà necessario il coinvolgimento della medicina del territorio, delle farmacie e una riattivazione di qualche hub vaccinale”. “Mi sembra assolutamente importante - conferma Pregliasco - immaginare di ampliare oggi la platea della quarta dose, perché ormai molti di noi abbiamo fatto l’ultima ormai da molto tempo e sappiamo che, così come la protezione conferita dalla guarigione, anche quella da vaccinazione si riduce nel tempo, anche alla luce delle nuove varianti” di Sars-CoV-2.

In sostanza la palla passa ora alla politica e al ministero della Salute, con le regioni pronte a riaprire gli hub vaccinali. “A settembre - conferma il ministro Roberto Speranza - seguiremo come sempre le indicazioni delle autorità scientifiche, ma sicuramente” contro Covid “ci sarà una campagna di vaccinazione nuova. Stiamo lavorando ad un nuovo piano, una campagna importante e significativa che ci aiuterà e rafforzerà”.

L’impatto sui non vaccinati

Nel frattempo, il tasso di mortalità per Covid risulta essere 7 volte più alto per i non vaccinati rispetto a chi invece è protetto con la vaccinazione completa di richiamo. E’ quanto emerge dall’ultimo report esteso dell’Istituto superiore di sanità sull’andamento di Covid-19 in Italia. Le persone non vaccinate rispetto a quelle vaccinate, corrono un rischio fino a 7 volte maggiore di morte e fino a 3,5 volte più alto di ricovero in terapia intensiva. Il tasso di mortalità standardizzato per età, relativo alla popolazione di età pari o superiore a 12 anni, su 100mila persone nel periodo 13 maggio-12 giugno 2022, per i non vaccinati risulta nel dettaglio pari a 11 decessi per 100.000 abitanti, “circa sei volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (2 decessi per 100.000 abitanti) e circa 7 più alto (7,1) rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (2 decessi per 100.000 abitanti)”.

Dato che raggiunge le 8 volte e mezzo (8,5) sulla popolazione over 80. Quanto al tasso di ricoveri in terapia intensiva, nel periodo 20 maggio-19 giugno per i non vaccinati è stato di 2 ricoveri per 100.000 abitanti e risulta “doppio rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni e circa tre volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster”. Il tasso di ospedalizzazione, nel periodo 20 maggio-19 giugno per i non vaccinati (56 ricoveri per 100.000 abitanti) risulta all’incirca due volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (22 ricoveri per 100.000 aitanti) e oltre tre volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (16 ricoveri per 100.000 abitanti).


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