ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’andamento dell’epidemia

Covid, dall’isolamento al tampone: cosa cambia per i rientri a lavoro e scuola

L'isolamento domiciliare dovrebbe continuare a durare cinque giorni dalla scoperta della positività, ma si potrà uscire di casa senza bisogno di esibire un tampone negativo.

di Andrea Gagliardi

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2' di lettura

La curva dei contagi continua a essere sotto controllo malgrado una lieve risalita a 0,88 dell’indice di trasmissibilità (Rt) registrato questa settimana dall’Iss. La pandemia sta cambiando forma e si possono quindi prevedere nuove modalità più “leggere” per gestirla. Un trend che incoraggia il ministro della Salute Orazio Schillaci a parlare di «fase endemica» invitando ad usare «le stesse accortezze che avevamo prima per l’influenza» per tornare alla normalità. Ossia, per esempio, al lavoro o a scuola.

Cinque giorni isolamento domiciliare senza test finale

E che la pandemia stia cambiando forma e possa quindi prevedere nuove modalità per essere gestita è confermato dalla decisione del ministro di mettere a punto in tempi brevi un’ordinanza che sancirà un alleggerimento della quarantena per i positivi asintomatici e per i pauci sintomatici. L'isolamento domiciliare dovrebbe continuare a durare cinque giorni dalla scoperta della positività, ma si potrà uscire di casa senza bisogno di esibire un tampone negativo. In pratica per la “quarantena” da Covid ci si comporterà quasi come per una influenza con febbre, ma con qualche cautela in più.

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Le regole per asintomatici e per chi ha sintomi lievi

«Quando si stava male con l’influenza - ha spiegato più nello specifico Schillaci a Porta a Porta in onda questa sera su Rai Uno - appena i sintomi finivano si rientrava a lavoro». In questo solco il ministro ha annunciato che i pazienti asintomatici positivi al Covid dopo 4 o 5 giorni, «potranno far tornare all’attività normale». Anche chi ha una sintomatologia lieve può tornare prima al lavoro, a cinque giorni dalla comparsa dei sintomi, se senza febbre da 24 ore, «magari con qualche precauzione come la mascherina per proteggere i più fragili».

Autosorveglianza e FFp2 per i contatti stretti

Va precisato che in caso di contatto stretto con un “positivo” al virus, sia al lavoro che a scuola restano tuttora vigenti le indicazioni contenute nella Circolare del 30/03/202. Scatta perciò il regime dell'autosorveglianza, consistente nell'obbligo di indossare mascherina FFP2 fino al decimo giorno successivo alla data dell'ultimo contatto stretto. Se durante il periodo di autosorveglianza si manifestano sintomi di possibile infezione da Sars-Cov-2, è raccomandata l'esecuzione immediata di un test antigenico o molecolare, che in caso di risultato negativo va ripetuto, se ancora sono presenti sintomi, al quinto giorno successivo alla data dell'ultimo contatto. Regole però che con il nuovo governo dovrebbero cambiare.

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