ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùStudio italiano

Covid, donne e single più protetti: ecco i fattori che influenzano la risposta immunitaria

Indagine promossa dalla Sapienza e dal Policlinico Umberto I di Roma, pubblicata su Journal of Personalized Medicine

Covid, prosegue l'impennata di casi: incidenza a 1.071

2' di lettura

Non solo le patologie pregresse e l’età, ma anche il sesso, lo stile di vita e lo stato civile influiscono sulla risposta immunitaria che si acquisisce dopo la vaccinazione anti Covid-19. Essere donna e single, ad esempio, è associato a una protezione maggiore. A giungere a questa conclusione è stato uno studio italiano, promosso dalla Sapienza e dal Policlinico Umberto I di Roma, pubblicato su Journal of Personalized Medicine.

Il campione: oltre 2mila operatori sanitari vaccinati

La ricerca ha preso in esame 2.065 operatori sanitari del Policlinico Umberto I a cui era stato somministrato il vaccino anti Covid-19 a mRNA di Pfizer BioNTech.

Loading...

L’analisi

Il campione è stato sottoposto a due prelievi di sangue, dopo 1 mese e dopo 5 mesi dalla seconda vaccinazione. Dai risultati è emerso che a 1 mese dalla vaccinazione i soggetti con una pregressa infezione da Covid-19 e quelli più giovani avevano livelli di anticorpi più alti; al contrario le malattie autoimmuni, le patologie polmonari croniche e il tabagismo erano correlati a livelli più bassi. A 5 mesi dalla vaccinazione c’è stata una diminuzione mediana del 72% del livello anticorpale, tuttavia meno evidente nelle donne e nei soggetti con infezione pregressa. Nei fumatori, negli ipertesi e nei meno giovani riscontrato un crollo di circa l’82% dei livelli di anticorpi anti-Spike.

Vaccini proteggono più single o conviventi

I ricercatori hanno inoltre osservato un mantenimento maggiore della risposta anticorpale nei single o conviventi rispetto ai soggetti sposati, divorziati o vedovi. «Questa associazione - hanno spiegato - potrebbe essere dovuta ad altre variabili cliniche inesplorate, come lo stile alimentare».

Tra gli autori della ricerca anche la rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni. «Lo studio - ha spiegato - mette in rilievo come il perseguimento della salute, anche di fronte a situazioni pandemiche, sottenda a un più generale principio di benessere sociale. I fattori legati agli stili di vita, infatti, hanno un ruolo rilevante nella risposta immunitaria. La prima cura è quindi l’innalzamento della cultura sanitaria e degli standard qualitativi di vita». L’auspicio della coordinatrice dello studio, Stefania Basili, è che «la nostra analisi possa incoraggiare ulteriori ricerche a indagare gli effetti delle variabili legate al genere e allo stile di vita sulla risposta immunitaria, facendo emergere una medicina personalizzata e di precisione».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti