Da palazzo Chigi

Covid, Draghi: «Problemi dipendono da no vax. La dad produce troppa disuguaglianza»

Con il premier ci sono i ministri della Salute Roberto Speranza e dell’Istruzione Patrizio Bianchi e il coordinatore del Cts Franco Locatelli

di Nicoletta Cottone

Draghi: la priorità del governo è la scuola aperta in presenza

5' di lettura

«É un anno da affrontare con realismo, prudenza, ma anche con fiducia e soprattutto con unità». Mario Draghi in diretta da Palazzo Chigi parla degli ultimi provvedimenti anti-Covid adottati dal Governo. Alla conferenza stampa con il premier ci sono i ministri della Salute Roberto Speranza e dell’Istruzione Patrizio Bianchi e il coordinatore del Cts Franco Locatelli. Sotto la lente la corsa della variante omicron, l’estensione dell’obbligo vaccinale, la scuola, il green pass rafforzato, le difficoltà nel sequenziamento dei tamponi, l’uso delle mascherine Ffp2. «Il governo sta affrontando la sfida della pandemia, con un approccio diverso dal passato», ha detto il premier Mario Draghi. «Cauti, ma vogliamo miminizzare effetti su ragazzi», ha spiegato. Conferenza stampa in risposta alle critiche ricevute per non averla fatta nel giorno dell’approvazione del decreto

«Non risponderò a domande sul Quirinale»

Draghi ha subito stoppato le domande sul Quirinale: «Una postilla, non rispondo a domande sui futuri sviluppi, sul Quirinale e altro».

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Presto per fare valutazione su crescita, serie dei rischi molto lunga

«La serie dei rischi» per la crescita «è molto lunga e dobbiamo aspettare ancora un po’ prima di vedere aggiornamenti nelle proiezioni», ha detto Draghi rispondendo con prudenza a chi gli ha chiedeva se il quadro macroeconomico è tale da determinare una revisione delle stime di crescita. «Finora - ha premesso Draghi - continuano a uscire stime, anche in pubblicazioni molto recenti, da parte del settore pubblico e del settore privato, che confermano le stime precedenti, cioè di una crescita intorno al 4%-4,5% per l’anno. Certo - ha ammesso il capo del Governo - c’è un verificarsi di eventi che non è favorevole alla continuazione di una ripresa agli stessi ritmi dello scorso anno. La pandemia è uno di questi. Guardando a quello che succede in altri Paesi europei, si guarda molto in questi casi agli indici di fiducia dei consumatori, degli investitori: il quadro è molto misto, in alcuni Paesi questi indici tendono al bello, in altri invece, anche in Germania, tendono a declinare. Per cui è presto per poter fare una valutazione adeguata». Tra i rischi per la crescita Draghi ha elencato anche i prezzi energetici e i rischi geopolitici.

Bollette, già stanziati 3,5 miliardi, chi ha fatto grandi profitti li condivida

Rispondendo a una domanda sulle bollette il premier ha ricordato che la legge di bilancio ha già stanziato circa 3,5 miliardi per affrontare l’emergenza bollette nel primo trimestre. «É previsto che vengano presi altri provvedimenti per affrontare l’emergenza bollette nei mesi a seguire. Come ho indicato in altre occasioni, la via del sostegno governativo è importante ma non può essere l’unica». E ha ribadito: «Occorre chiedere a chi ha fatto grandissimi profitti dagli aumenti nel prezzo del gas di condividerli con il resto della società».

«Scostamento di bilancio per nuove emergenze? Non ancora riflettuto»

Rispondendo a una domanda sull’ipotesi di scostramento di bilancio per le nuove emergenze, Draghi ha detto che è in corso «una riflessione per cercare di affrontare nella maniera più soddisfacente i bisogni di sostegno che possono essere determinati da questa ripresa della pandemia. Non escludo che si trovino altre risorse, non abbiamo ancora riflettuto sul fatto che sia necessario uno scostamento di bilancio».

Gran parte dei problemi dovuti ai non vax

Obiettivo di Draghi puntato sui non vaccinati: «Non dobbiamo mai perdere di vista una constatazione - ha detto Draghi: gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati. Quindi c’è l’ennesimo invito a tutti gli italiani che non si sono vaccinati a farlo, anche con la terza dose». Draghi ha ricordato che l’Italia è stata tra i primi ad adottare l’obbligo di vaccino «per tutta una serie di categorie», ma «ora la circolazione del virus mette di nuovo sotto pressione i nostri ospedali, soprattutto per l’effetto sulla popolazione non vaccinata». Ed è stato molto chiaro: «Più riduciamo pressione sugli ospedali, più saremo liberi». L’esperienza di questi 11 mesi, ha detto Draghi,«è stata esperienza di una maggioranza molto grande, in cui occorre accettare diversità di vedute, ma non la mediazione a tutti costi. Ma per alcuni provvedimenti molto importanti l’unanimità è importante purché il risultato abbia senso. É chiaro che ci sono divergenze e diversità di opinioni, ma non sono mai state di ostacolo all’azione di governo».

La dad provoca disuguaglianze destinate a restare

La scuola, ha detto Draghi «è fondamentale per la nostra democrazia, va tutelata e protetta, non abbandonata». IL premier ha ringraziato presidi e insegnanti per i loro sforzi. E ha ricordato che la dad «provoca disuguaglianze destinate a restare». Per il capo del governo non ha senso chiudere le scuole e lasciare aperto tutto il resto. «Probabilmente ci sarà un aumento delle classi in Dad, ma quello che va respinto è il ricorso generalizzato alla didattica a distanza», ha detto il premier Mario Dragh. E ha sottolineato che «ci sono anche motivazioni di ordine pratico: ai ragazzi si chiede di stare a casa, poi fanno sport tutto il pomeriggio e vanno in pizzeria? Non ha senso chiudere la scuola prima di tutto il resto, ma se chiudiamo tutto torniamo all’anno scorso e non ci sono i motivi per farlo».

Bianchi: «Assenti perché positivi 6% prof e 4,5% studenti»

«A oggi i docenti assenti perchè positivi o in quarantena sono il 6%, gli studenti il 4,5%. Stiamo controllando la situazione perchè abbiamo operato con attenzione, non siamo stati fermi». ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, aggiungendo che i docenti sospesi perchè non vaccinati sono lo 0,72 per cento. E ha reso noto che «Il numero di docenti sospesi perché non si sono vaccinati sono lo 0,72% quindi quelli che hanno deciso di vaccinarsi sono il 99,28, questo dà il senso di responsabilità dei nostri docenti», ha detto il ministro. «La dad è uno strumento utile se misurato in tempi specifici e integrato nei piani educativi della scuola. I comuni che hanno fatto ordinanza di chiusura delle scuole sono il 3,07% del totale», ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Speranza: «Il Paese riparte se si riduce l’area dei non vaccinati»

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha ricordato che «il Paese riparte se si riduce l’area dei non vaccinati». L’obiettivo essenziale del governo, ha detto, «è provare a ridurre ancora l’area dei non vaccinati , una minoranza, per ridurre la pressione sui nostri ospedali». Speranza ha detto che con l’ultimo decreto c’è un passo avanti del nostro Paese: «la ragione è anche che abbiamo raggiunto una percentuale assolutamente rilevante, alle 6 di questa mattina l’89,41% degli over 12 anni ha avuto la prima dose, restano non vaccinati poco più del 10% delle persone over 12. Queste occupano i due terzi delle terapie intensive e il 50% dei posti in area medica. L’obiettivo del Governo è ridurre l’area dei non vaccinati per ridurre la pressione sugli ospedali».

Locatelli: «Dire che omicron non è grave è un messaggio sbagliato»

«Dire che omicron non è grave è un messaggio sbagliato», ha detto il coordinatore del Cts, Franco Locatelli. «Con la variante Omicron il booster copre per l’88% e per il 65% nel caso di ciclo primario, in base ai dati che ci arrivano dal Regno Unito», ha detto Locatelli, nel corso della conferenza stampa con il premier Draghi. E ha chiarito che «all’interno del Cts non c’è nessuna voce dissonante in merito alle misure adottate dal governo», ricordando che scuola e didattica in presenza sono priorità nel Cts. «Non c’è mai stata una posizione - ha precisato - che non fosse di tutela e di supporto prioritario della scuola e non si è mai posto il problema di avere le nostre posizioni non ascoltate». Rispondendo a una domanda sulle cure, LOcatelli ha detto che «c’è stata grande attenzione anche alle cure per Covid-19 come gli anticorpi monoclonali e i farmaci antivirali. Però è bene mettere in fila tutti i punti: solo un monoclonale è attivo contro Omicron». Per questo «ci siamo attivati per l’acquisto dei 2 antivirali».

Ipotesi obbligo green pass rafforzato per gli atleti di Serie A

Intanto è allo studio una misura che introduce l'obbligo del green pass rafforzato per gli atleti - oppure obbligo vaccinale - e meno impedimenti alla disputa di partite di livello agonistico, come quelle della Serie A. Si punterebbe al superamento della circolare ministeriale del 2020, applicando le nuove norme agli atleti che vengano a contatto con soggetti positivi al Covid: in questi casi solo autosorveglianza per gli atleti con certificato verde rafforzato o copertura vaccinale valida.


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