ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùGli aiuti dei decreti Sostegni

Covid e bollette, 1,3 miliardi di bonus ai professionisti, avvocati in testa

Oltre un miliardo è stato assorbito solo dal reddito di ultima istanza. Più del 30% dei contributi è stato richiesto dai legali

di Valentina Maglione e Valeria Uva

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4' di lettura

La bonus economy dei professionisti ordinistici vale oltre 1,3 miliardi di euro erogati dal 2020 al 2022. È questa la cifra che si ottiene elaborando i dati Adepp a consuntivo dei tre sostegni che i vari Governi hanno riconosciuto ai professionisti attivi a partire dall’emergenza Covid per finire con il caro energia. Per avere una idea del peso e del valore relativo della bonus economy dei professionisti occorre ricordare che il miliardo e 332 milioni di contributi pubblici vale poco più del 10% dei contributi che ogni anno la galassia dei professionisti ordinistici, giunta a quota 1,7 milioni, versa per la propria pensione: nel 2021 infatti le entrate pensionistiche hanno raggiunto gli 11,4 miliardi, come evidenzia l’Adepp.

I benefici

Il XII rapporto Adepp sulla previdenza privata ha un ampio capitolo dedicato al welfare grazie al quale è possibile un primo bilancio dei bonus riconosciuti in via straordinaria anche ai professionisti.

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La parte del leone la fa il Rui, il reddito di ultima istanza legato alla pandemia. Nei mesi drammatici del lockdown con i bonus da 600 euro (per marzo e aprile 2020 ) e quello da mille euro (maggio 2020) i professionisti hanno ottenuto oltre un miliardo di euro, praticamente tre quarti del totale.

Di fatto quasi uno su due dei professionisti attivi (i pensionati erano esclusi) ha ricevuto questo contributo con percentuali - si legge nel Rapporto - leggermente diverse tra uomini e donne (47% delle donne e 43% degli uomini). Un gap che si capovolge tra i giovani under 30:  hanno percepito il reddito di ultima istanza il 75% dei liberi professionisti uomini mentre tra le donne “solo” il 53 per cento.

Solo 163 milioni in totale sono serviti a finanziare l’anno bianco contributivo, ovvero l’esonero parziale dai contributi 2021, mentre non supera i 100 milioni il bilancio (quasi definitivo) dei bonus 200 e 150 euro previsti come una tantum per il caro bollette.

Tutti i bonus si sono rivelati ampiamente coperti dalle risorse appostate. In particolare, decisamente sovrastimati i fondi per l’esonero contributivo che è “costato” in totale 163 milioni di euro a fronte di una dote complessiva di 2,5 miliardi (comprensiva, però, degli iscritti alla gestione separata Inps). A pesare oltre al paletto del reddito, probabilmente, anche l’ulteriore sbarramento del calo di almeno il 33% del reddito 2020 sul 2019. Stesso discorso vale per i bonus 200 e 150 euro previsti da ultimo con i decreti Aiuti per fronteggiare il caro inflazione: oltre 65 i milioni impegnati per l’indennità da 200 euro ottenuta da 327.899 professionisti a fronte di una “riserva” di 95,6 milioni per gli ordinistici, quasi 32 milioni per l’indennità da 150 euro chiesta da 213.171 professionisti (412 i milioni disponibili da spartire con gli iscritti Inps). In entrambi i casi il reddito di riferimento era quello già “post Covid” del 2021. Completano il quadro degli aiuti, i bonus bollette riconosciuti anche ai pensionati, il contributo baby sitter esteso ai professionisti e il Rui per gli invalidi (quattro milioni erogati).

Le categorie

Sono gli avvocati i professionisti che hanno drenato la quota maggiore delle risorse, vale a dire il 31% del totale, pari a oltre 413 milioni di euro. Seguono gli ingegneri e gli architetti iscritti a Inarcassa, che hanno ottenuto quasi 270 milioni, il 20% circa del totale. E poi i geometri (a cui sono arrivati poco meno di 142 milioni) e i medici (circa 121 milioni di euro).

Quote che, in larga parte, dipendono dalla diversa ampiezza delle platee degli iscritti alle Casse. Ma su cui hanno anche inciso le maggiori o minori difficoltà incontrate dalle categorie professionali durante gli anni della pandemia e della crisi successiva.

Così, sulle richieste degli avvocati pesa il numero degli iscritti a Cassa Forense: il bilancio consuntivo 2021 registrava al 31 dicembre di quell’anno 241.830 professionisti, che rappresentano il 21% del totale degli iscritti agli enti previdenziali di categoria. Su di loro, però, come detto, è confluito il 31% dei bonus totali erogati dal 2020 al 2022. Del resto, la professione forense è stata tra le più colpite dalla pandemia. Secondo il rapporto sull’avvocatura 2022 (Censis e Cassa Forense), il reddito medio di un avvocato nel 2020 si è contratto del 6% rispetto al 2019, non arrivando a 38mila euro. Peraltro, la distribuzione del reddito è a piramide, con una larga base di professionisti con redditi bassi e in punta pochi con un ritorno economico elevato: il 58% degli iscritti a Cassa Forense ha un reddito fino a 19.931 euro l’anno, mentre appena il 6,5% supera i 100.700 euro.

Anche su architetti e ingegneri, categoria pur molto numerosa, si è concentrata una quota di bonus superiore al loro peso sulla platea totale degli iscritti alle Casse. Infatti, ai 173.957 iscritti a Inarcassa, che rappresentano il 15% degli iscritti agli enti previdenziali dei professionisti è stato erogato oltre il 20% del totale dei bonus. Rapporto invertito per i medici liberi professionisti di Enpam: sono il 17% del totale degli iscritti alle Casse ma hanno ottenuto il 9% dei bonus totali.

Ma il rapporto Adepp offre anche una mappa dei beneficiari, categoria per categoria, del bonus più corposo, ovvero il reddito di ultima istanza. A livello di numerosità, i  primi sono stati geometri e biologi (quasi due su tre degli iscritti, segnala l’Adepp), seguiti dagli architetti e ingegneri (66%) e dagli psicologi (60%) e, solo in quinta posizione, gli avvocati con il 59% degli iscritti che ha ottenuto l’assegno.

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