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Covid e crack del mattone, è novembre nero per l’economia cinese

Calo del 20% per le nuove costruzioni, vendite al dettaglio a -3.9% sull’anno precedente: l’immobiliare vanifica la tenuta della produzione industriale (+3,8%).

di Rita Fatiguso

3' di lettura

L’economia cinese ha rallentato ancora il passo a novembre, a causa del peggioramento del mercato immobiliare e dell’andamento della pandemia che ha frenato la spesa dei consumatori. Negativi gli indicatori della produzione industriale, del mercato immobiliare, delle infrastrutture e del commercio. Le Borse cinesi accusano il colpo anche dopo l’annuncio che il Tesoro americano ha allungato l’elenco delle aziende cinesi in black list perchè collegate alla Difesa. Serve una ripresa della politica monetaria e di stimolo per ridare slancio all’economia e alla crescita.

Indicatori negativi influenzano i listini

I mercati azionari cinesi hanno chiuso in ribasso con l’indice delle Blue Chip di Shanghai in calo dello 0,38%, a 3.647,63 punti. L’indice di Shenzhen ha perso lo 0,73% a 15.026,21 punti. Il punto è che l’economia cinese ha subìto un duro colpo il mese scorso a causa di un crollo del mercato immobiliare in corso e dei nuovi focolai di Covid, spingendo gli economisti ad avvertire che le recenti misure di allentamento potrebbero non essere sufficienti per stabilizzare la crescita.

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Gli Stati Uniti si avviano inoltre a inserire altre otto società cinesi nella black list degli investimenti, tra cui il colosso mondiale dei droni commerciali DJI per il presunto coinvolgimento nella sorveglianza della minoranza musulmana uigura nello Xinjiang. Un altro duro colpo per le prospettive dell’economia cinese negli equilibri globali.

Il peso dell’immobiliare e del Covid-19

Le vendite di immobili residenziali e l’area destinata a nuove abitazioni sono diminuite di circa il 20% rispetto all’anno precedente, abbassando il ritmo della spesa complessiva per investimenti nell’economia.

La crescita delle vendite al dettaglio si è indebolita al 3,9% a novembre poiché le persone sono rimaste a casa per evitare i contagi. I dati evidenziano la sfida che Pechino deve affrontare mentre cerca di stabilizzare la seconda economia mondiale senza rinunciare alla sua campagna per ridurre i livelli di debito nel vasto settore immobiliare.

L’emergere della variante Omicron del coronavirus è un’ulteriore minaccia per l’economia mentre la Cina inasprisce le restrizioni per affrontare le epidemie. Pechino si è concentrata sulla stabilizzazione della crescita, con la Banca Centrale che ha allentato la politica monetaria mentre la leadership del Partito comunista incentivava la spesa.

La crescita delle vendite al dettaglio si è indebolita del 3,9% a novembre quando i cinesi sono rimasti a casa per evitare i nuovi contagi. I dati evidenziano la sfida che Pechino deve affrontare mentre cerca di stabilizzare la seconda economia mondiale senza rinunciare alla campagna per ridurre i livelli di debito nel vasto settore immobiliare.

Controcorrente rispetto alla Fed

Gli investimenti in infrastrutture, inoltre, sono diminuiti del 4,6% a novembre rispetto all’anno precedente, una contrazione più marcata rispetto a ottobre. L’indebolimento delle vendite al dettaglio ha sorpreso gli analisti che si aspettavano una spinta dallo shopping online annuale “Singles Day” Festival. La spesa nel settore della ristorazione e della ristorazione è diminuita di anno in anno a novembre, mentre le vendite di auto sono diminuite per il quinto mese consecutivo.

La pressione sul lato della domanda è chiara, con la crescita sia degli investimenti in immobilizzazioni che delle vendite al dettaglio che hanno rallentato.

La produzione industriale è aumentata del 3,8% rispetto all’anno precedente, in leggero aumento da ottobre a causa della forte produzione di prodotti elettronici e farmaceutici.

Pechino, nel tentativo di stabilizzare l’economia ha imboccato una strada opposta a quella della Fed alle prese con il primo aumento dei tassi di interesse dal 2018.

I dati congiunturali evidenziano la sfida che Pechino deve affrontare mentre cerca di stabilizzare la seconda economia mondiale senza rinunciare alla sua campagna per ridurre i livelli di debito nel vasto settore immobiliare. Si cerca di tenere sotto controllo l’inflazione alla produzione più rapida da quasi 40 anni, mentre in Cina la ripresa dei prezzi al consumo è stata relativamente contenuta.


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