Sale in zucca

Covid e crisi economica, perchè l’Italia sta pagando più di altri paesi

Un report Mediobanca ha misurato l'impatto della pandemia sui bilanci del 2020 di quasi 200 multinazionali di tutto il mondo

di Giancarlo Mazzuca

(alphaspirit - stock.adobe.com)

2' di lettura

Vi ricordate il terremoto di Messina del 1908? Tempo fa mi capitò di trovare in archivio un vecchio giornale che raccontava gli effetti catastrofici di quel sisma e, lo confesso, quell'articolo mi fece allora grande impressione. Con il senno di poi, a confronto con quanto sta accadendo adesso con la pandemia, persino quelle scosse telluriche sembrano meno drammatiche rispetto a quanto sta accadendo da un anno in tutto il mondo con il Covid. I bollettini quotidiani dei decessi per la pandemia continuano purtroppo ad essere molto preoccupanti ma anche i contraccolpi sul piano economico sono pesantissimi. Proprio su questo fronte, come conferma un recente “report” diffuso dall'ufficio-studi di Mediobanca, il nostro Paese sta anche pagando di più rispetto agli altri dell'area industrializzata: siamo davanti ad un “caso Italia” molto grave.

Ma andiamo con ordine. Per la sua analisi, Mediobanca ha preso in esame l'impatto della pandemia sui bilanci del 2020 di quasi 200 multinazionali di tutto il mondo. Il quadro che emerge è piuttosto variegato: se in Cina la situazione è già tornata ai livelli pre-coronavirus, nelle altre aree geografiche quei timidi segnali di ripresa che si erano intravisti nel terzo trimestre del 2020 non hanno poi trovato conferma nell'ultimo scorcio dell'anno. In particolare, la crisi ha colpito soprattutto il settore petrolifero (-32,9%), quello de i mezzi di trasporto (-12,1%) e tutto il comparto della moda (-17,3%) con consistenti cali di fatturato e con drastiche riduzioni anche sul fronte occupazionale. Così come ci sono state notevoli variazioni da un'area geografica all'altra, si sono registrate molte differenze sul piano merceologico perché ci sono stati settori in controtendenza come quelli del “web soft”, il cui giro d'affari è continuato a crescere (+19,5%), e quelli dell' alimentare (+7,9%): è proprio vero che, quando siamo bloccati in casa, finiamo per mangiare di più. Ma in controtendenza ci sono pure l'elettronica (+5,4%) e - fatto piuttosto scontato considerando l'emergenza - il farmaceutico (+3,0%).

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Come abbiamo visto, tutto poi cambia da zona a zona. Mentre i fatturati delle multinazionali cinesi avanzano (+11,2%) e quelli dei “big” delle Americhe restano stazionari, i giri d'affari delle grandi aziende europee prese in esame hanno fatto un repentino dietro-front (-14,5%). E il vero problema sembra proprio il Belpaese con la caduta in picchiata (-29,0%) delle nostre imprese anche perché non siamo molto forti nella “new economy” e nell'“high tech” che stanno andando controcorrente. L'analisi dell'ufficio-studi di Mediobanca è particolarmente illuminante e il premier Draghi dovrebbe soffermarsi sui dati di via Filodrammatici perché possono indicare la strada giusta per far ripartire l' “Azienda Italia”. Una strada irta di difficoltà, ma “SuperMario” farà di tutto per trovare l'uscita dal tunnel.

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