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Covid e crisi, sarà la green economy a fare da traino alla ripresa

Ne è convinto il 97% delle persone intervistate dalla società di consulenza A Bird’s Eye View in 7 Paesi con differenti caratteristiche economiche e sociali: Regno Unito, Francia, Italia, Cile, Perù, Indonesia e Nigeria

di Daniela Russo

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(Adobe Stock)

Ne è convinto il 97% delle persone intervistate dalla società di consulenza A Bird’s Eye View in 7 Paesi con differenti caratteristiche economiche e sociali: Regno Unito, Francia, Italia, Cile, Perù, Indonesia e Nigeria


3' di lettura

Ambiente, sociale, economia. Queste le linee guida per il new normal. La vera sfida, oggi, è trasformare la pandemia nell’occasione per realizzare un mondo più giusto e sostenibile. È quanto emerge dal sondaggio promosso da A Bird’s Eye View, società di consulenza globale che si occupa di strategie finalizzate a costruire modelli di business differenziati, sostenibili e con impatto ambientale, che ha coinvolto 1.000 persone in 7 Paesi: Regno Unito, Francia, Italia, Cile, Perù, Indonesia e Nigeria. Sistemi economici e culture diverse uniti dalla speranza. Nonostante i timori per le difficoltà economiche, infatti, il 72% degli intervistati si dichiara ottimista per il futuro. Il 71% del campione mondiale crede che la “nuova normalità” cambierà definitivamente la società e l’85% considera la crisi un acceleratore di trasformazioni che sarebbero comunque dovute avvenire. Solo il 25% prevede che la “vecchia normalità” ritorni.

Il 97% delle persone vuole che il piano di ripresa per la ricostruzione dell’economia implichi misure sociali, ambientali ed economiche. «Oltre il 90% delle persone appartenenti ai diversi Paesi e alle diverse culture ritiene che la ripresa debba tenere conto delle questioni ambientali e sociali, oltre che economiche – commenta Helena Wayth, CEO di A Bird’s Eye View –. Le persone sono allineate sui principi fondamentali per la ripresa e il futuro: la tecnologia può trasformare il nostro modo di lavorare e di vivere, maggiore priorità per l’ambiente, un ruolo più importante per il governo nei mezzi di sussistenza e nell’assistenza sanitaria, una società più collettiva e comunitaria».

In Italia priorità green

Condivisi i pilastri su cui costruire il new normal, però, è bene soffermarsi anche sulle differenze che emergono nei diversi Paesi. In Italia, ad esempio, la priorità spetta ai temi ambientali. Il 69% degli intervistati ritiene che queste problematiche siano diventate più importanti dall’inizio della pandemia, il 63% si dice preoccupato per i cambiamenti climatici e il 57% per l'inquinamento. Il 44% degli italiani vuole che il Governo investa in settori come l’energia e in tecnologie a basse emissioni di carbonio (in Francia il dato sale al 61 per cento).

Il 56% - il dato più alto tra tutti i Paesi - è pronto a modificare le proprie abitudini di vita e darà più importanza all’ambiente in prima persona. «L’ambiente – aggiunge Wayth – è un tema molto importante soprattutto in Italia, Francia e Regno Unito. Oltre due terzi degli italiani dichiarano che le tematiche ambientali sono diventate più importanti dall’inizio della pandemia. Sono più preoccupati dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento e dalla scarsità di risorse naturali che influenzano la loro vita quotidiana. Quasi la metà vuole che il Governo incentivi gli investimenti nelle tecnologie trasformative a bassa emissione di carbonio e oltre il 70% si aspetta che le grandi imprese migliorino il loro impatto sociale».

Infrastrutture e tecnologie verdi, ma non solo. In Italia, il 57% degli intervistati desidera un migliore accesso alla tecnologia e lo sviluppo di servizi virtuali nazionali. Preoccupa la resilienza delle piccole e medie imprese: il 47% invita il Governo a sostenere il recupero delle Pmi.

Le persone in Italia prevedono che la ripresa sarà guidata dal Governo nazionale (88%), dalle imprese (76%) e dalle istituzioni finanziarie (75%).

COME SI RIPARTE DOPO IL COVID
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Il cambiamento sociale come driver per lo sviluppo.

Nel complesso, il panel intervistato concorda sulla necessità di rispondere ai temi sociali. Una priorità assoluta: l’82% del campione internazionale afferma che questi problemi sono diventati più importanti dopo la pandemia. In particolare, la disuguaglianza sociale conta per il 43% degli intervistati e il 52% desidera un migliore accesso all’assistenza sanitaria (percentuale che tocca il 69% nei Paesi in via di sviluppo). Nei Paesi sviluppati, il 47% del campione desidera che il Governo fornisca salari più equi e migliori condizioni di lavoro per insegnanti, operatori sanitari e altri ruoli nei settori essenziali. A livello globale, il 48% si rivolge alle grandi aziende per migliorare i salari e le condizioni di lavoro e il 37% chiede di migliorare la distribuzione della ricchezza nella società.

Preoccupano i risvolti economici della pandemia. Oltre la metà (56%) delle persone afferma di essere preoccupata per il rispetto degli impegni finanziari e il 54% teme la disoccupazione. Nel mondo sviluppato, più di due persone su cinque (45%) desiderano che i Governi sostengano la ripresa delle piccole e medie imprese. Nei Paesi in via di sviluppo, il 53% richiede alle aziende la creazione di posti di lavoro più sicuri e inclusivi.


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