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Covid e influenza, l’impatto sul lavoro è di 4,5 miliardi

Sono 6 milioni gli adulti che hanno perso o perderanno in media 5 giorni lavoro per un totale di 30 milioni di giornate di lavoro perse

di Marzio Bartoloni e Francesca Cerati

"Vacciniamoci contro Covid e influenza, soprattutto se fragili". Lo spot del Ministero della Salute

3' di lettura

La tempesta perfetta provocata da una influenza mai così virulenta come quest’anno e il Covid sta provocando uno tsunami che fino a fine anno si traduce in circa 30 milioni di giornate di lavoro perse per un impatto che si aggira sui 4,5 miliardi tra mancata produttività e costi per lo Stato. Senza contare i costi per il Servizio sanitario messo sotto pressione - nei pronto soccorso gli accessi per i due virus sono cresciuti del 50% - e le spese per farmaci pagati di tasca propria dai cittadini.

La curva dei contagi sale rapidamente

Questo insomma il conto salato del mix micidiale tra il Covid, che c’è ancora - come ricordano i 100 morti al giorno - e l’influenza che picchia duro come non si è mai visto da oltre 10 anni a questa parte, con la curva dei contagi salita vertiginosamente nelle ultime settimane e il suo picco atteso a Natale.

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Da inizio autunno fino a inizio dicembre quasi 4 milioni di italiani sono infatti stati messi a letto dall’influenza, complice anche il fatto che per oltre due anni sembrava quasi scomparsa grazie a mascherine e distanziamento. Ma altri 4 milioni si potrebbero aggiungere per tutto il mese di dicembre, visto che il ritmo di crescita è di circa 1 milione di contagiati a settimana.

Trenta milioni di giornate lavorative perse

Se a questi 8 milioni si aggiungono i positivi (con sintomi) del Covid da settembre fino a fine anno il conto totale supera i 10 milioni di italiani a letto. Di questi circa 6 milioni sono gli adulti che hanno perso o perderanno in media 5 giorni lavoro per un totale di 30 milioni di giornate di lavoro perse. Con quale costo? «Secondo gli ultimi dati disponibili dell’Inps 93 euro è la retribuzione giornaliera media lorda, mentre l’indennità media corrisposta dall’Inps per ogni giornata di assenza è circa il 60%, quindi 55 euro. Se li moltiplichiamo per 30 milioni di giornate abbiamo 2,8 miliardi di perdita di produttività per le aziende calcolata in base alla retribuzione, mentre il costo dello Stato è di 1,600 miliardi. Questi 4,4 miliardi sono un dato statistico macro verosimile di questo impatto», avverte Enzo De Fusco, consulente del lavoro fondatore della DeFusco Labour & Legal.

La difesa migliore è sempre il vaccino

Come arginare questa marea? L’arma migliore sono i vaccini: ma se per l’influenza sono partiti (in ritardo) solo a fine ottobre, il Covid paga il flop della nuova campagna. In una settimana le quarte dosi sono calate del 23% e a oggi solo il 28% degli over 60 si è già protetto. Ma ritornano in auge anche le misure adottate per il Covid. La Federazione italiana medici di Medicina generale (Fimmg) invita infatti a proteggersi con mascherine e igiene delle mani, ma anche di prolungare, per l’intero mese di gennaio, la campagna vaccinale antinfluenzale. Obiettivo: evitare che, raggiunto il picco, questa incidenza del virus si mantenga per più delle 1-2 settimane solite prima della discesa, creando seri problemi fino a primavera inoltrata.

Picco previsto tra Natale e Capodanno

Anche Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, e Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, confermano che il picco dell’influenza arriverà durante le vacanze natalizie. «La curva di crescita sta salendo in modo impressionante, quasi a 90 gradi, in verticale - dice Bassetti - Se continua così a Natale, i medici di medicina generale fanno giustamente qualche giorno di vacanza, gli ospedali sono in crisi anche per altre situazioni, se ci mettiamo l’influenza e un po’ di Covid il rischio è di una paralisi completa». Per Pregliasco: «Nel periodo natalizio si arriverà a 150mila casi giornalieri, per un totale stagionale di 10 milioni di casi a Capodanno». Senza dimenticare l’aumento dei ricoveri pediatrici a causa di infezioni da virus respiratorio sinciziale (Rsv).

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