la corsa a fermare la pandemia

Covid, svolta di Sanofi: produrrà il vaccino Pfizer/BioNTech. 125 milioni di dosi al l’Ue dall’estate

BioNTech avrà accesso alle strutture produttive della Sanofi per produrre oltre 125 milioni di dosi del vaccino che saranno destinate ai Paesi della Unione europea

Coronavirus, Sanofi e Gsk annunciano vaccino pronto per fine 2021

3' di lettura

È una svolta nella corsa a vaccinare più persone possibile contro il Covid, anche se gli effetti positivi non si potranno vedere prima dell’estate. Il colosso farmaceutico francese Sanofi ha raggiunto un accordo con l’azienda tedesca BioNTech che assieme all’americana Pfizer ha sviluppato il primo vaccino anti Covid commercializzato nella Ue e il più conteso al mondo, tanto che il ritardo nelle consegne ha fatto infuriare l’Italia che minaccia azioni legali, la Svezia che minaccia di sospendere i pagamenti e l’Unione europea tutta con i moniti della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

Adesso scende in campo Sanofi che offre le sue linee di produzione per produrre il vaccino Pfizer il cui sviluppo è stato possibile solo grazie alla ricerca della tedesca BioNTech.

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Ed è infatti BioNTech che avrà accesso alle strutture produttive della Sanofi per produrre oltre 125 milioni di dosi del vaccino che saranno destinate ai Paesi della Unione europea. Le forniture iniziali arriveranno dal sito produttivo tedesco di Sanofi a Francoforte. Le prime dosi arriveranno in estate.

Alla base di una questione complessa dal punto di vista politico, giuridico e contrattuale e di dimensioni globali, c’è l’allarme lanciato il 2 gennaio 2021 da Ugur Sahin, fondatore e ceo della BioNTech, quando disse che erano necessari altri vaccini in Europa per rispondere al fabbisogno. In quell’occasione i manager della BioNTech avevano annunciato accordi per produrre il loro vaccino con cinque case farmaceutiche, preannunciando che a fine gennaio cioè adesso avrebbero potuto avere chiaro cosa e quanto produrre per rispondere a una domanda sempre più urgente.

Un asse franco-tedesco dei vaccini

Questa decisione sancisce anche in qualche modo una resa di Sanofi stessa che è in forte ritardo con lo sviluppo del suo vaccino - sviluppo iniziato assieme alla Gsk che si basa su un vaccino a vettore virale quindi uguale come tecnologia a quello di AstraZeneca. Al contrario dell’americana Merck, però, che ha abbandonato i lavori sullo sviluppo del vaccino perché i test si sono rivelati fallimentari, Sanofi stringe un’alleanza con BioNTech: e non si può non vedere in questo accordo una strategia politica Ue: le prime dosi sono infatti destinate esclusivamente ai cittadini comunitari. Un asse franco-tedesco dei vaccini, si potrebbe dire.

Solo pochi mesi fa, Sanofi era stata redarguita dal presidente Macron in persona, nonché con la convocazione del ceo da parte del primo ministro francese, perché aveva promesso di anteporre gli Usa alla Francia e quindi alla Ue nel consegnare le dosi del suo vaccino qualora fosse arrivato alla commercializzazione. Le cose sono andate diversamente.

AstraZeneca, pochi vaccini e l’ombra Brexit

È questo il modo in cui l’Unione cerca di superare l’empasse con l’anglo-svedese AstraZeneca che ancor prima di vedere l’approvazione del suo vaccino nell’Unione (l’ok Ema dovrebbe arrivare venerdì 29 gennaio) deve rispondere a Bruxelles del perché del ritardo nelle consegne (le prime dosi non arriveranno prima del 15 febbraio). Una contesa che sta arrivando a tensioni tale che AstraZeneca rimprovera la Ue di ritardi nel lancio del vaccino, e la Ue che da parte sua contesta all’azienda che ha lavorato al candidato vaccino con l’università di Oxford di pubblicare i termini del contratto. in particolare la Ue contesta le dichiarazioni del Ceo di AstraZeneca, Pascal Soriot, e chiede lo svincolo dalla clausola di segretezza per poter pubblicare i contratti, riportano fonti Ue. Le fonti chiariscono che non è previsto che la produzione delle dosi per l'Ue debba essere limitata alla fabbrica in Belgio, ma può avvenire anche nel Regno Unito. Ovviamente tutto è complicato dal ritiro del Regno Unito dall’Ue a 27 ormai definitivo dal primo gennaio.

Nel pomeriggio è prevista una riunione del comitato direttivo Ue sui vaccini con AstraZeneca, in cui si insisterà sulla consegna delle dosi ma a cui i rappresentanti dell’azienda parteciperanno, dopo che sono circolate indiscrezioni sul loro rifiuto a farlo. (An. Man.)

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