Emergenza Coronavirus

Covid, ecco le cinque regioni con le carte in regola per tornare gialle

Alto Adige, Umbria, Lazio, Abruzzo, e Molise hanno un Rt sotto 1 e una classificazione complessiva di rischio non alta. E hanno già da due settimane parametri da zona gialla. Ma senza un intervento ad hoc del governo non possono accedere alla fascia con minori restrizioni. E sulle decisioni del l’esecutivo peseranno anche i dati sulle vaccinazioni

di Andrea Gagliardi

3' di lettura

In un’Italia che in base all’ultimo monitoraggio dell’Iss si colora sempre più di arancione, sono molti i territori che già guardano oltre. E puntano alla riapertura di ristoranti, teatri e cinema. Possono infatti contare su parametri (contagi e tenuta del sistema ospedaliero) potenziali da zona gialla. Si tratta di Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli- Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Lazio, Marche, Abruzzo, Umbria, Molise, Calabria. Tutte con un Rt sotto 1 e con una classificazione complessiva del rischio non alta. Ma solo Alto Adige, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise avrebbero già le carte in regola per tornare gialle la prossima settimana, in base alla norma attuale per cui serve la «permanenza per quattordici giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive». Veneto, Marche e provincia di Trento (passate dal rosso in arancione il 6 aprile) dovrebbero aspettare il 20 aprile, sempre che il prossimo monitoraggio confermi il trend positivo. Tutte le altre ancora di più.

Zone gialle per ora sospese

Come noto, però, l’ultimo decreto legge, anche a causa della circolazione delle più contagiose varianti Covid , ha “sospeso” fino al 30 aprile le zone gialle. Riattivabili solo con un provvedimento ad hoc del Cdm. Possibilità prevista dall’ultimo decreto in caso di un miglioramento della situazione epidemiologica e del trend delle vaccinazioni. Un parametro nuovo, quest’ultimo. Non ancora tradotto in una norma. Tanto che il premier Draghi ha annunciato «una direttiva del generale Figliuolo per inserire il parametro delle vaccinazioni per le categorie a rischio per autorizzare e valutare le riaperture».

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Veneto avanti sul fronte vaccinazioni anziani

Da notare che Trentino Alto Adige, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise , Veneto e Marche, in base agli ultimi dati, sono oltre la media nazionale (68,2%) di over 80 vaccinati con la prima dose. Molto buona in particolare la performance del Veneto (80,1%). La Regione è sopra la media italiana (19,9%) anche per quanto riguarda la prima dose di vaccino somministrata agli anziani nella fascia 70-79 anni (siamo al 37,1% primato nazionale). Più indietro il Lazio (66,5% per gli over 80 e 29,4 per cento per la fascia 70-79 anni).

La cautela di Speranza

Non sono scontate però nuove riaperture prima di fine mese, malgrado il pressing della Lega. Il ministro della Salute Roberto Speranza predica cautela. «La situazione in Europa non è facile - ha dichiarato - La Francia è in lockdown, la Germania invoca un nuovo lockdown. Da noi le chiusure e le aree rosse delle ultime settimane stanno portando i primi risultati. Oggi diverse Regioni andranno in area arancione. Ma dobbiamo essere molto prudenti». E ha aggiunto: «Abbiamo un contesto ancora complicato in cui abbiamo oltre 3.600 posti letto occupati in terapia intensiva. Fino a quando non avremo una tenuta molto larga dell'impatto delle vaccinazioni è chiaro che una parte delle misure restrittive bisognerà immaginare che continuino ad accompagnare questo periodo di transizione»

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La mediazione di Draghi

Il premier Draghi media. E assicura: «Le riaperture dovranno esserci». Ma non ha indicato una data. «Ci stiamo pensando in questi giorni, dipende dall'andamento dei contagi e dei vaccini» ha detto in conferenza stampa a Palazzo Chigi, ribadendo che «per le Regioni che sono molto avanti con le vaccinazioni dei fragili e i più vulnerabili sarà più facile riaprire». E spiegando che «ci sarà una direttiva del generale Figliuolo per inserire il parametro delle vaccinazioni per le categorie a rischio per autorizzare e valutare le riaperture».

Il pressing di Salvini

Chi è in forte pressing per accelerare sulle riaperture è il leader della Lega Matteo Salvini, che tuona: «È un dovere riaprire la seconda metà di aprile, se i dati lo permetteranno. Non si può stare in rosso a vita. In questo momento ci sono almeno 6 Regioni italiane in cui si potrebbe tornare a lavoro e a bere un caffè».

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