LA PARTITA CONTRO LA PANDEMIA

Covid, in Germania prime autorizzazioni ai test rapidi fai da te. A che punto è la sperimentazione del Veneto

Dal primo marzo, ha annunciato il ministro della Salute Jens Spahn, «tutti i cittadini potranno essere testati con test rapidi antigienici da personale qualificato gratuitamente»

di Andrea Carli

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(Ansa)

2' di lettura

Il via libera è arrivato anche dalle autorità sanitarie tedesche. Dal primo marzo, ha annunciato il ministro della Salute Jens Spahn, «tutti i cittadini potranno essere testati con test rapidi antigienici da personale qualificato gratuitamente». Spahn ha spiegato che i comuni si dovranno organizzare con centri specifici per fare i tamponi veloci, o incaricare le farmacie, con fondi garantiti dal governo federale. A questi test rapidi che possono essere eseguiti anche da non esperti guarda anche il Regno Unito di Boris Johnson, che punta a utilizzarli nelle scuole e nelle aziende. Ma ai test rapidi fai-da-te guarda da tempo il Veneto guidato da Luca Zaia.

Nel Veneto apripista sperimentazione avviata a novembre

Già a novembre è stata avviata una sperimentazione (il governatore lo ha testato in diretta davanti ai giornalisti): sono stati valutati circa 5mila kit in quattro-cinque laboratori di microbiologia veneti, con capofila l'unità di microbiologia e virologia di Treviso diretta da Roberto Rigoli.

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A che punto è il via libera alla commercializzazione

Si tratta ora di capire a che punto siamo del processo per il via libera alla commercializzazione di questi test nelle farmacie italiane. A far scattare il semaforo verde deve essere l’Iss, l’Istituto superiore di sanità. Il test viene prodotto da una multinazionale cinese (Hot Gen). La settimana scorsa la ditta distributrice e interessata ad avere il via libera dell'Iss ha ricevuto i dati di riscontro della sperimentazione avvenuta negli ospedali del Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia, dati che fornirebbero un «ottimo risultato» sulla rilevazione del Covid 19 e tracciabilità dei positivi. I dati vengono forniti su carta intestata delle singole microbiologie che hanno effettuato le sperimentazioni. La ditta distributrice del test ha presentato due settimane fa la pratica a una ditta certificazioni di Roma (Quaser).

Tutta la documentazione per la registrazione dei test rapidi è stata redatta da un’altra società (Italian World) per portare i test a essere approvati come auto somministrazione. La pratica è stata presentata al Iss la settimana scorsa. Ma fonti vicine all’Iss spiegano che ad oggi non è giunta alcuna richiesta di questo tipo.

I vantaggi

Questi test hanno il vantaggio di garantire un risparmio in termini di tempi e costi, e di avere in tempo reale uno screening della diffusione dei contagi. Considerata la rapida diffusione della variante inglese (l'Istituto superiore di sanità stima che in Italia ha «una trasmissibilità superiore del 37% rispetto ai ceppi non varianti»), non è escluso che questi strumenti possano fornire un contributo: basta pensare che bastano dieci minuti per avere il risultato del test.

Kit simile a un test di gravidanza

Il kit è simile per funzionamento a un test di gravidanza. Primo elemento presente è ovviamente il cotton fioc per il tampone, da passare all'interno delle narici ma senza dover raggiungere le parti più profonde del setto nasale. Il cotton fioc dovrà poi essere immerso in un reagente contenuto in una provetta in plastica presente nel kit. Dopo qualche minuto, lo stesso liquido verrà versato su una piccola scatola- tester. Massimo 15 minuti e compariranno alcune linee colorate.

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