Emergenza Covid

Il governo studia le misure dopo Pasqua, ipotesi mini-proroga delle restrizioni

Nuovo decreto la prossima settimana. Speranza: nessuna decisione. Vaccini, monitoraggio sulle Regioni

Scuola in dad, il professore scrive e canta canzoni per i suoi studenti

3' di lettura

Una proroga di alcuni giorni per le misure anti-Covid contenute nel decreto legge che scadrà subito dopo Pasqua, il 6 aprile: il prolungamento della stretta anti contagio (forse fino all’11 aprile) è una delle ipotesi prese in considerazione dal governo nella strategia di contenimento alla diffusione del coronavirus. Il lavoro istruttorio è già iniziato e il nuovo decreto legge dovrebbe arrivare la prossima settimana. Nelle prossime ore dovrebbe riunirsi la cabina di regia. Un aggiornamento sulla situazione è stato fatto a Palazzo Chigi martedì 22 marzo nell’incontro tra il presidente del Consiglio Mario Draghi, i vertici del Cts - Silvio Brusaferro e Franco Locatelli - e il ministro della Salute Roberto Speranza. Il quale ha chiarito che «nessuna decisione è stata assunta in questo momento, ci confronteremo nei prossimi giorni e prenderemo le decisioni, oggi abbiamo analizzato la curva ma non abbiamo discusso di mìsure e non c’è alcuna decisione che va in questa direzione».

Il nodo scuola

È probabile che il nuovo decreto legge non si limiterà a prorogare quello oggi in vigore. L'impianto non dovrebbe essere stravolto (restano il sistema dei colori) ma l’intenzione sarebbe quella di allentare le restrizioni qualora l’andamento dei contagi offrisse spiragli. Occhi puntati sulla scuola con la possibile riapertura nelle zone rosse dei centri per l’infanzia e delle primarie. Tra Palazzo Chigi e i ministeri competenti - in particolare quello dell’Istruzione guidato da Patrizio Bianchi e quello della Famiglia di Elena Bonetti - si lavora anche su come riprendere le lezioni in presenza fino alla quinta elementare o alla prima media. «Lavoriamo giorno e notte per poter riaprire», ha assicurato Bianchi

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Vaccini, monitoraggio settimanale sulle Regioni

La prossima settimana dovrebbero arrivare in Italia altri due milioni di dosi dei vaccini anti Covid e il governo è pronto a mettere in campo una valutazione settimanale dell’andamento della campagna di somministrazione nelle regioni, per intervenire in caso di gap tra i diversi territori e qualora non venissero rispettate le priorità indicate dal piano nazionale: dopo le difficoltà registrate nella campagna, legate in parte alla carenza di dosi e in parte all'organizzazione delle somministrazioni, il commissario Paolo Francesco Figliuolo è pronto a intervenire, quando chiesto dalle amministrazioni territoriali, per superare le criticità che cambiano profondamente da un’area all’altra del Paese.

Proprio per rendere più omogenea la marcia del piano vaccini ci saranno verifiche settimanali sui target dei vaccinati dalle Regioni per evitare squilibri nelle somministrazioni in proporzione alla quantità di dosi ricevute. In base ai dati emersi, di volta in volta, sarà la struttura commissariale a intervenire per colmare il gap rispetto all’andamento nazionale dei vaccini in base alle diverse necessità delle Regioni, dalla carenza di personale, alle prenotazioni fino all’allestimento di nuovi punti vaccinali.

I numeri della campagna vaccinale

Ai dati ufficiali le regioni hanno somministrato oltre 8 milioni di dosi che corrispondono all'81,9% del totale ricevuto. Ma nove - Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto - sono sotto la media, con tre che superano di poco il 70%: la Sardegna è al 70,2%, la Liguria al 70,8% e la Calabria al 71,3%. Il monitoraggio riguarderà anche le singole categorie prioritarie: la Toscana, ad esempio, ha somministrato l’81,1% delle dosi ricevute, ma solo il 28% degli over 80 immunizzati almeno con la prima dose.

Coronavirus, per saperne di più

Le mappe in tempo reale

L’andamento della pandemia e la campagna di vaccinazioni sono mostrati in tre mappe a cura di Lab24. Nella mappa del Coronavirus i dati da marzo 2020 provincia per provincia. In quelle dei vaccini l’andamento in tempo reale delle campagne di somministrazione in Italia e nel mondo.
Le mappe: Coronavirus - Vaccini - Vaccini nel mondo

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Piattaforma per le prenotazioni

Per quanto riguarda le prenotazioni, il governo valuta la possibilità di introdurre un’unica piattaforma a livello nazionale, come quella realizzata da Poste italiane e attiva in cinque Regioni (Calabria, Sicilia, Abruzzo, Marche e Basilicata e probabilmente nei prossimi giorni anche in Lombardia). Un’ipotesi sgradita alle amministrazioni che hanno gestito finora con efficienza la propria campagna. Per esempio il Lazio: «Squadra che vince non si cambia - ha detto l'assessore regionale Alessio D'Amato, ospite a RaiNews 24 -. Due mesi fa abbiamo anche fatto una “call” con Poste e verificato che il meccanismo che stavamo adottando è funzionale e i numeri lo dimostrano».

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