seconda generazione

Covid, Gsk e CureVac svilupperanno un vaccino anche contro le varianti

L'accordo, del valore di oltre 150 milioni di euro, è l'ultimo di una serie di mosse in cui i principali produttori di vaccini in concorrenza uniscono le forze per contrastare la pandemia

di Francesca Cerati

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2' di lettura

Scatta una nuova allenza per far fronte a Covid-19. GlaxoSmithKline (Gsk) ha annunciato che sta collaborando con la biotecnologia tedesca CureVac per produrre il vaccino a Rna messaggero di quest'ultima (che ha da poco stipulato un accordo anche con Bayer) e svilupparne congiuntamente un altro per colpire le nuove varianti di Sars-CoV-2. L'accordo, del valore di oltre 150 milioni di euro, è l'ultimo di una serie di mosse in cui i principali produttori di vaccini stanno collaborando con i concorrenti per aiutarli a realizzare vaccini Covid-19.

L’accordo: 100 milioni di dosi e sviluppo di una nuova generazione

Secondo i termini dell'accordo, Gsk produrrà fino a 100 milioni di dosi del vaccino attualmente in fase di sviluppo da parte di CureVac, attualmente in sperimentazione clinica di fase 2b / 3. Ma le due società svilupperanno anche una nuova generazione multivalente, il che significa che proteggerà da diversi ceppi del virus. Se funziona, le aziende sperano di poterlo lanciare nel 2022.

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«Riteniamo che i vaccini di nuova generazione saranno cruciali nella continua lotta contro il Covid-19 -, ha affermato in una nota Emma Walmsley, Ceo di Gsk -. Questa nuova collaborazione si basa sulla nostra relazione esistente con CureVac e significa che insieme, uniremo la nostra esperienza scientifica nello sviluppo di mRna e vaccini per far avanzare e accelerare lo sviluppo di nuovi candidati vaccini Covid-19. Allo stesso tempo, sosterremo anche la produzione dei vaccini di prima generazione di CureVac con la produzione di 100 milioni di dosi nel 2021».

Gsk ha affermato che i vaccini Covid di nuova generazione possono essere utilizzati per proteggere le persone che non sono state vaccinate in precedenza o fungere da stimolatori nel caso in cui l'immunità indotta dai vaccini di prima generazione sia diventata inefficace rispetto all'evoluzione del virus.

CureVac: 35mila persone coinvolte nel’operazione

CureVac prevede di arruolare 35mila persone di età pari o superiore a 18 anni nella sperimentazione, che viene condotta in Europa e America Latina. Sta testando un vaccino a due dosi. La società afferma che prevede di avere i primi dati entro il primo trimestre di quest'anno. Il vantaggio del vaccino candidato di CureVac è che può essere conservato per tre mesi alla temperatura del frigorifero, rispetto ai vaccini sia di Moderna che di Pfizer, che hanno entrambi requisiti più complessi per la catena del freddo.

Nei giorni scorsi Novartis aveva annunciato che avrebbe utilizzato la capacità di «riempimento e finitura» in Svizzera per aiutare Pfizer a immettere sul mercato dosi aggiuntive del suo vaccino. E Sanofi, che ha subito una battuta d'arresto con il vaccino che sta producendo in collaborazione con GSK, aveva annunciato che utilizzerà parte della sua capacità di produzione per realizzare il vaccino Pfizer.


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