Coronavirus

Covid, lavoro: dalle riunioni alle trasferte, le regole aggiornate per la sicurezza

Nel protocollo siglato tra governo e parti sociali ribadita la raccomandazione a fare ricorso allo smart working

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(Imagoeconomica)

3' di lettura

Massimo utilizzo del lavoro agile o da remoto come strumento di prevenzione. Mascherina obbligatoria in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro (al chiuso o all’aperto), rispetto del distanziamento sociale (anche riposizionando le postazioni e sfruttando uffici inutilizzati o sale riunioni), orari differenziati per evitare assembramenti all’entrata e all’uscita. E ancora: riunioni in presenza vietate, attività di formazione in aula sospese, trasferte solo dopo aver valutato la situazione epidemiologica delle sedi di destinazione. Sono le regole del protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro sottoscritte tra governo e parti sociali che ha aggiornato gli accordi precedenti del 14 marzo e 24 aprile 2020, a inizio pandemia da coronavirus. Documento siglato insieme a quello sulle vaccinazioni in azienda.

Lavoro agile e assistenza del datore di lavoro

La raccomandazione preventiva per i datori di lavoro privati è il «massimo utilizzo, ove possibile, della modalità di lavoro agile o da remoto», oltre all’incentivazione di ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti. Quando possibile anche le attività professionali vanno svolte al proprio domicilio o a distanza. Il datore di lavoro deve però garantire «adeguate condizioni di supporto al lavoratore e alla sua attività»: come l’assistenza nell’uso delle apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause.

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Mascherine sempre obbligatorie

Il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro resta la principale misura di contenimento ma le aziende sono tenute ad assicurare che negli spazi condivisi - al chiuso o all'aperto - vengano indossate sempre le mascherine chirurgiche.

Pulizia e sanificazione

L’azienda deve assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, delle aree comuni e delle postazioni di lavoro. Ma anche di tastiere, schermi touch e mouse. Sanificazione periodica e la pulizia giornaliera devono riguarda anche i locali mensa e le tastiere dei distributori di bevande e snack.

Produzione, turni e orari

Per limitare al massimo il rischio contagi le aziende possono disporre la chiusura dei reparti diversi dalla produzione, rimodulare la produzione e rivedere i turni con l’obiettivo di diminuire i contatti. L’articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati, che favoriscano il distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e prevenendo assembramenti all'entrata e all'uscita con flessibilità degli orari.

Gli spazi da ripensare

Il distanziamento sociale è sempre necessario. Per rispettarlo le aziende devono ripensare gli spazi: i lavoratori che non necessitano di particolari strumenti o attrezzature di lavoro e che possono lavorare da soli, per esempio, possono essere posizionati temporaneamente in spazi ricavati «da uffici inutilizzati o sale riunioni». Per gli ambienti dove operano più lavoratori contemporaneamente le postazioni vanno invece adeguatamente distanziate.

Le riunioni

Non sono consentite le riunioni in presenza. Quando sono necessarie e urgenti e se non è possibile un collegamento a distanza vanno seguite quattro regole: partecipazione ridotta al minimo, distanziamento interpersonale, uso della mascherina chirurgica, adeguata pulizia e areazione dei locali.

Restano sospesi tutti gli eventi interni, mentre l’attività di formazione va fatta a distanza se non è riservata ai lavoratori dell’azienda stessa. Con delle eccezioni, come gli esami di qualifica dei percorsi di istruzione e formazione professionale. Consentiti i corsi di formazione in materia di protezione, civile, salute e sicurezza, e quelli che necessitano di attività di laboratorio. Ammessa anche l’attività formativa in presenza nell’ambito di tirocini, stage e attività di laboratorio.

Trasferte

Sulle trasferte (nazionali e internazionali) il protocollo raccomanda che il datore di lavoro (in collaborazione con il medico competenete e il responsabile del servizio prevenzione e protezione) valuti sempre l’andamento epidemiologico delle sedi di destinazione.

Spostamenti

Dal momento che è «essenziale evitare aggregazioni sociali, anche in relazione agli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro e rientrare a casa, con particolare riferimento all'utilizzo del trasporto pubblico», il protocollo chiede alle aziende di favorire «l’uso del mezzo privato o di navette».

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