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Covid, dall’Italia agli Usa tamponi obbligatori per passeggeri dalla Cina. Ue studia misure

Il ministero della Salute introduce l’obbligo di tampone sui voli provenienti dalla Cina. Serviranno a sequenziare eventuali nuove varianti

Covid, Cina abolirà l'obbligo di quarantena per chi arriva dall'estero

6' di lettura

Le notizie in arrivo dalla Cina sull’epidemia di Covid dopo l’allentamento fanno scattare l’allarme anche in Italia. Il ministero della Salute è corso ai ripari imponendo l’obbligo di tampone in partenza e all’arrivo in Italia per i passeggeri provenienti dalla Cina. La norma varrà fino al 31 gennaio 2023.

«Ho disposto, con ordinanza, tamponi antigenici Covid 19 obbligatori, e relativo sequenziamento del virus, per tutti i passeggeri provenienti dalla Cina e in transito in Italia - ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci - La misura si rende indispensabile per garantire la sorveglianza e l’individuazione di eventuali varianti del virus al fine di tutelare la popolazione italiana».

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Allo scalo lombardo di Malpensa è tornato dal 26 dicembre lo screening Covid per chi arriva dalla Repubblica cinese, imponendo un test ai passeggeri sbarcati nell’aeroporto. Tra i passeggeri in arrivo, al momento, uno su due risulta positivo.

Obbligo di test anche all’imbarco. Chi è esentato

In particolare, si legge nel testo dell’ordinanza, scatta l’obbligo «di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco, e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, della certificazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti l’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare, o, nelle 48 ore antecedenti, ad un test antigenico effettuati per mezzo di tampone con risultato negativo». Una volta approdati in Italia, bisognerà sottoporsi «ad un test antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, ovvero, qualora ciò non fosse possibile, entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento».

I viaggiatori che risultano positivi dovranno sottoporsi a un test molecolare e, in caso di confermata positività, entrare in isolamento fiduciario. L’uscita sarà consentita solo in caso di negatività a un test. Sono esentate dall’obbligo alcune categorie: a condizione che non insorgano sintomi, il test è risparmiato a «minori di sei anni, ai membri dell’equipaggio e al personale viaggiante dei mezzi di trasporto di persone e merci, ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare, compreso quello in rientro dalle missioni internazionali, e delle Forze di Polizia, al personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei Vigili del fuoco nell’esercizio delle loro funzioni»..

Ue, il 29 dicembre Comitato di sicurezza sanitaria sul Covid

L’allarme è arrivato anche a Bruxelles. La Commissione europea ha convocato il Comitato per la sicurezza sanitaria, che riunisce i rappresentanti dei 27 ministeri della Salute, per valutare una decisione «coordinata», dopo che il Governo italiano ha annunciato che richiederà un test Covid negativo a tutti i viaggiatori provenienti dalla Cina . «Il coordinamento delle risposte nazionali alle gravi minacce per la salute transfrontaliere è fondamentale», ha sottolineato l’Esecutivo comunitario al termine dell’incontro. «Dobbiamo agire insieme e continueremo le nostre discussioni», spiega la Commissione via social. Gli Stati membri, dal canto loro, «hanno insistito sull’importanza di proseguire con la sorveglianza attiva», secondo fonti diplomatiche che hanno anche evidenziato il sequenziamento del virus come «strumento fondamentale».

Giappone e Usa impongono tampone

E mentre il Giappone imporrà da venerdì 30 dicembre test Covid ai visitatori provenienti dalla Cina continentale, l’Ue per ora resta vigile ma, fonti da Bruxelles, fanno sapere che l’Unione sarebbe pronta a riattivare restrizione se si renderà necessario. Anche gli Stati Uniti si muovono: a partire dal 5 gennaio i viaggiatori provenienti dalla Cina potranno entrare nel territorio americano solo se provvisiti di test negativo.

Test obbligatori anche a Taiwan

Anche Taiwan ha annunciato oggi l’introduzione di test Pcr per chi arriva dalla Cina in risposta all’aumento dei casi di Covid-19. A partire dall’1 gennaio, le persone che arrivano dalla Cina in nave o in aereo dovranno sottoporsi ad un test Pcr all’arrivo a Taiwan e i viaggiatori che risulteranno positivi dovranno auto-isolarsi per 5 giorni. In precedenza ad introdurre severe misure per i viaggiatori provenienti dalla Cina sono stati oltre al Giappone, l’India e la Malesia, mentre le Filippine stanno valutando la possibilità di imporre dei test

Lazio, D’Amato,se necessario protocolli Covid per rischio elevato

Boom di contagi nel Lazio con un aumento di 2250 casi nelle ultime 24 ore. In tutti i casi sono 3132 e il rapporto tra positivi e tamponi è al 17% oltre 5 punti in più rispetto a ieri che era all’11,9%. Sono 5 i decessi ( = ), sono 665 i ricoverati (-12), 25 le terapie intensive ( = ) e +2.237 i guariti. «Se necessario - ha detto l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato che domani, 29 dicembre, si recherà all’aeroporto di Fiumicino per seguire la ripresa delle operazioni di testing sui passeggeri provenienti dalla Cina - metteremo in atto tutte le iniziative previste dall’Unità di Crisi per lo scenario di rischio elevato. È stato un errore sottovalutare le notizie che provenivano da giorni dalla Cina».

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Cina riprenderà a emettere passaporti

Il governo cinese ha annunciato che ricomincerà a rilasciare nuovi passaporti. L’Amministrazione nazionale cinese per l’immigrazione ha dichiarato che dall’8 gennaio inizierà ad accettare le domande per i passaporti ordinari per turismo e che riprenderà a rilasciare l’approvazione per i viaggiatori cinesi che si recano a Hong Kong per turismo e affari.

La Cina aveva bloccato l’emissione di passaporti all’inizio della pandemia di Covid-19 , all’inizio del 2020, nell’ambito delle severe misure contro la diffusione del coronavirus, e ha cercato di impedire a studenti, uomini d’affari e altri viaggiatori di recarsi all’estero. La Cina aveva inoltre bloccato i viaggi per turismo, imponendo la quarantena obbligatoria per gli uomini d’affari e le altre persone ammesse, ma lunedì ha annunciato che dall’8 gennaio non imporrà più la quarantena per gli arrivi dall’estero.

In Cina lunghe file di pazienti Covid davanti agli ospedali

Lunghe code davanti agli ospedali in Cina dove gli operatori sanitari affermano di essere molto sotto pressione per via dei pazienti malati di Covid. Il Guardian riferisce che il personale di Huaxi, un grande ospedale nella città cinese sud-occidentale di Chengdu, ha affermato di essere “estremamente impegnato” nella cura dei pazienti con contagio da coronavirus con Covid da quando le misure sono state allentate. «Faccio questo lavoro da 30 anni e questo è il periodo più impegnativo che abbia mai visto», ha detto un autista di ambulanza fuori dall’ospedale che ha chiesto di restare anonimo.

Ieri sera c’erano lunghe file dentro e fuori il pronto soccorso davanti alla clinica adiacente. Alla maggior parte di coloro che sono arrivati in ambulanza sono state fornite bombole di ossigeno per facilitare la respirazione: «Quasi tutti i pazienti hanno il Covid», ha detto un membro del personale della farmacia del pronto soccorso. L’ospedale non ha scorte di medicinali specifici contro il virus e fornisce semplicemente farmaci per sintomi specifici come la tosse, ha spiegato.

Zhang Yuhua, un funzionario dell’ospedale Chaoyang di Pechino, ha affermato che i pazienti arrivati negli ultimi giorni sono principalmente persone anziane e con malattie pregresse. Ha detto che il numero di pazienti che ricevono cure di emergenza è aumentato a 450-550 al giorno, da circa 100 delle scorse settimane. Le immagini pubblicate dal media statale China Daily mostrano code di pazienti per lo più anziani, alcuni che respirano con l’ossigeno e ricevono cure dal personale medico in tute bianche nell’unità di terapia intensiva dell’ospedale.

Gismondo (Sacco): ingresso virus non evitabile

«La situazione Covid in Cina non è assolutamente chiara, per la continua non trasparenza nella trasmissione dei dati» da parte del Paese asiatico. Per questo «è necessario poter controllare l’ingresso di nuove varianti» di Sars-CoV-2, «anche se non è evitabile» considerando che i virus non conoscono confini. Lo sottolinea Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’Ospedale Sacco di Milano.

«La Regione Lombardia sta già procedendo con la sorveglianza e il sequenziamento, che viene fatto anche nel nostro laboratorio del Sacco», evidenzia l’esperta in riferimento alla ripresa dei tamponi all’aeroporto di Milano Malpensa per le persone (passeggeri e operatori) che arrivano dalla Cina. Uno screening non obbligatorio, come è stato precisato da Palazzo Lombardia, ma pensato come misura di prevenzione utile anche a intercettare eventuali nuovi mutanti provenienti dal gigante asiatico. «In questo momento il controllo delle varianti in arrivo dalla Cina è auspicabile e secondo me - precisa Gismondo - è allargabile anche ad altre aree se dovessero essere interessate da una circolazione virale analoga a quella cinese».



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