ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’impatto della pandemia

Covid: un milione in isolamento, ospedali e trasporti in tilt se non cambia la quarantena

L’ondata estiva, la quinta, del Covid trascinata da Omicron 5 - salita ormai al 60% - sta lasciando il segno

di Marzio Bartoloni

Covid, Rezza: "Cresce numero nuovi casi e anche l'indice Rt"

2' di lettura

Sono già un milione gli italiani in isolamento domiciliare, almeno se si considerano i positivi “ufficiali” che hanno scoperto il contagio con un tampone in farmacia. Era da metà mazro scorso che non si vedevano questi numeri. Ma nelle prossime settimane gli italiani in quarantena potrebbero diventare molti di più se continuerà a salire, come dicono molti virologi, la curva dei contagi almeno fino a metà luglio o anche oltre quando è atteso il picco di questa quinta ondata.

Il rischio concreto che già si osserva ora è che vadano in tilt servizi essenziali come trasporti, ospedali e sicurezza per carenza di personale anche perché in questo periodo le quarantene potrebbe accavallarsi con le ferie. Uno scenario che appunto potrebbe mettere a rischio i servizi a meno che non si comincino ad abolire o quantomeno ad allentare le quarantene almeno per i tanti positivi asintomatici, come si chiede da diverse parti.

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La quinta ondata: crescita di contagi del 50% a settimana

L’ondata estiva, la quinta, del Covid trascinata da Omicron 5 - salita ormai al 60% - sta dunque lasciando il segno. Sono ormai un milione (958mila nel bollettino di sabato) gli italiani positivi in isolamento a casa, anche se quelli reali sono molti di più, almeno il doppio, ma senza il tampone “ufficiale” e solo con il test fai da te comprato in farmacia restano sommersi. La crescita dei positivi è ormai diventato esponenziale, +50% ogni 7 giorni: l’incidenza nel giro di due settimane è passata da 310 casi ogni 100mila abitanti a 504 e poi a 763 nell’ultimo report pubblicato dall’Iss pubblicato che registra un Rt schizzato a 1,30, ben sopra la soglia epidemica.

Servizi essenziali potrebbe ridurre le prestazioni

Numeri che mettono già a rischio i servizi essenziali, a cominciare dalla Sanità dove solo a giugno gli operatori positivi che sono rimasti a casa in quarantena sono stati quasi 20mila. «Nel mese di giugno l'Istituto Superiore di Sanità ne ha registrati 19.571, mentre alla fine dello scorso anno - quindi in piena quarta ondata - risultavano positivi 4.612 operatori sanitari», avverte il presidente della Cimo-Fesmed, Guido Quici. E potrebbe essere solo un assaggio di quello che potrebbe accadere a luglio quando nel giro di due-tre settimane si dovrebbe raggiungere il picco e gli isolamenti domiciliari potrebbero essere molto di più con trasporti, ospedali e altri servizi pubblici, come le forze dell’ordine, che alle prese anche con i giorni di ferie potrebbero essere costretti a ridurre le prestazioni in piena estate.

Rivedere la quarantena almeno per i positivi asintomatici

Da qui le prime richieste anche all’interno del Governo di rivedere l’obbligo di isolamento almeno per chi è asintomatico e lavora nei servizi essenziali o comunque prevedendo mini quarantene come accade negli Usa dove i positivi asintomatici possono uscire di casa dopo 5 giorni e senza obbligo di tampone. Tra i maggiori fautori di questa svolta è in particolare il sottosegretario alla Salute Andrea Costa: «Credo che mantenere la quarantena sia una limitazione eccessiva. Magari mettendosi una semplice mascherina si può andare a lavorare e impedire così di finire in un lockdown senza rendersene conto». Anche per l'epidemiologo, Pier Luigi Lopalco «si dovrà iniziare a ragionare sulla eventualità che i lavoratori dei servizi essenziali, come sicurezza e sanità, in assenza di sintomi possano comunque prestare servizio indossando sempre le Ffp2».

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