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Covid, parte la rete di scuole sentinella per sorvegliare il virus: ecco come funzioneranno

Sarà prioritariamente utilizzato il test salivare. Obiettivo del documento strategico di prevenzione è quello di tutelare lo svolgimento della didattica in presenza

di Nicoletta Cottone

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3' di lettura

Con il rientro in classe arriva una rete di “scuole sentinella” per sorvegliare l’epidemia da Covid-19. La scelta è contenuta nel documento strategico per la prevenzione e il controllo delle infezioni da nuovo coronavirus e dal piano di monitoraggio per controllare la circolazione del virus negli istituti. Obiettivo: tutelare lo svolgimento della didattica in presenza, riducendo la probabilità di diffusione dell’infezione nelle scuole e nelle famiglie, limitando i conseguenti provvedimenti di sanità pubblica che ne potrebbero scaturire. E, quindi, isolamenti, quarantene, didattica a distanza. Sarà prioritariamente utilizzato il test salivare.

La rete di scuole sentinella

Dal Piano di monitoraggio della circolazione del virus per la scuola primaria e secondaria di primo grado, emerge l’intenzione di sorvegliare, attraverso una “rete di scuole sentinella” la diffusione del virus in ambito scolastico, anche in soggetti asintomatici. Dunque test molecolari salivari condotti, su base volontaria, su alunni nella fascia di età 6-14 anni delle scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio.

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Le “scuole sentinella” saranno indicate dalle autorità sanitarie regionali in collaborazione con gli uffici scolastici. «La scelta dei test molecolari su campione salivare - spiega il ministero - è stata effettuata poiché questi offrono un’alta precisione del risultato e garantiscono il vantaggio della facilità della raccolta del campione».

Sotto la lente 110mila alunni al mese

Le “scuole sentinella”, sistema già risultato efficiente in alcune realtà regionali, consentirebbero di monitorare un campione significativo (circa 110mila alunni al mese con cadenza quindicinale) e rappresentativo della popolazione scolastica di riferimento che ammonta a circa 4.200.000 alunni.

La campagna coinvolgerà gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado: fasce presunte di età: 6-11 anni e 12-14 anni. Nella realtà si testeranno almeno 55mila alunni ogni 15 giorni, con il supporto della Struttura commissariale. Dalle precedenti esperienze risulta infatti che partecipano al monitoraggio circa il 60% degli studenti invitati. Quindi invitando 91.121 studenti si ottengono 54.663 alunni testati.

Come funzionano i test

Nella prima fase di avviamento le attività di raccolta dei campioni potranno essere eseguite a scuola con l’ausilio di personale sanitario, individuato dalle Asl competenti o dal personale della struttura commissariale. In seguito diventa centrale la famiglia nella raccolta dei campioni, rispettando le istruzioni che garantiscono la correttezza della sua esecuzione.

Il prelievo potrà essere effettuato in modo autonomo dalla famiglia e il test consegnato in punti di raccolta. Questo permetterà anche la possibilità di processare il campione per l’eventuale sequenziamento genomico virale. In caso di soggetti positivi o di contatti a basso o alto rischio, si seguiranno le indicazioni dei Dipartimenti di prevenzione sulla base delle procedure definite dalla rispettiva regione o provincia autonoma di appartenenza e del ministero della Salute.

Necessario un frequente ricambio d’aria in classe

Nel documento strategico, diretto a tutte le scuole, ci sono le misure di prevenzione per l'imminente avvio dell’anno scolastico: si parte dal distanziamento di almeno un metro fra i banchi e dall'uso delle mascherine chirurgiche, sopra i sei anni, anche da seduti. Fra le raccomandazioni anche la necessità di un frequente ricambio d'aria. Nel rapporto Indicazioni strategiche ad interim per la prevenzione e il controllo delle infezioni da Sars-Cov-2 in ambito scolastico (a.s. 2021-2022), messo a punto da Iss, ministero della Salute, ministero dell’Istruzione, Inail e Fondazione Bruno Kessler, in collaborazione con il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, gli esperti hanno definito le regole da rispettare per limitare le occasioni di contagio anche in base ai futuri scenari epidemiologici che si potrebbero configurare nel corso dell’anno scolastico.

Mascherine e distanziamento anche in area bianca

Anche in zona bianca restano le raccomandazioni su distanziamento, obbligatorietà delle mascherine chirurgiche in caso di impossibilità a mantenere la distanza di almeno un metro tra i banchi e sanificazione. Il documento precisa che le attività extracurriculari sono consentite in zona bianca, mentre sono limitate nelle regioni gialle, arancioni o rosse. Le evidenze scientifiche finora prodotte in Italia dalle istituzioni sanitarie dimostrano come la trasmissione del virus fra i giovani sia legata più alla comunità che alla frequenza e alla scuola. Gli studi scientifici dimostrano anche come il personale scolastico non sia risultato più a rischio di sviluppare, rispetto ad altre professioni, l’infezione.


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