Il ritorno alla mobilità

Covid pass, istruzioni per l’uso in attesa di quelli digitali e Ue

Ora previsti quelli cartacei (vaccino o guarigione o test) per gli spostamenti nel Paese. Dal 15 giugno saranno anche necessari per partecipare ai matrimoni in zona gialla all’aperto o al chiuso

di Antonello Cherchi

Ue, Draghi: "Il green pass pronto il 15 giugno"

4' di lettura

Pass vaccinale avanti. Ci si prepara alla seconda versione della certificazione verde Covid, con il passaggio, entro fine giugno, dall’attuale forma cartacea al documento elettronico scaricabile sulle app Io e Immuni. Dopodiché sarà la volta del terzo atto, quando il pass nostrano si allineerà e sarà interconnesso con quello europeo, il cui debutto è previsto per il 1° luglio. Tutto questo mentre la fase di riaperture da domani conoscerà una nuova puntata, con ristoranti fruibili anche al chiuso, pubblico presente negli eventi sportivi all’aperto e un Paese tutto in zona gialla con alcune regioni pronte da oggi a tingersi di bianco.

L’attuale configurazione del lasciapassare

Uno scenario in cui il green pass diventerà (per fortuna) sempre meno necessario. Almeno per gli spostamenti all’interno dei confini nazionali. L’attuale configurazione del lasciapassare è stata prevista dal decreto legge 52 dello scorso aprile, che all’articolo 9 ha indicato tre modalità: l’essere vaccinati, l’aver superato la malattia, l’aver effettuato un test molecolare o antigenico rapido. Dunque, al momento è sufficiente presentare uno di quei tre documenti - che vanno richiesti dall’interessato - per poter circolare. Il decreto legge 65 di metà maggio ha poi precisato che il certificato vaccinale può essere rilasciato anche dopo la prima dose.

Loading...

I possibili scenari futuri

Se il green già ora vale per spostarsi, in futuro potrebbe allargare il raggio d’azione. Certamente, così come prevede l’articolo 9 del Dl 65, dal 15 giugno sarà necessario per partecipare ai matrimoni in zona gialla, anche al chiuso. Ci sono, poi, una serie di ipotesi, previste dal Dl 52, che possono richiedere l’esibizione del pass Covid - dagli spettacoli agli eventi sportivi, dai congressi alle fiere - ma in questi casi si rimanda a ulteriori linee guida ancora da mettere a punto.

I rilievi del Garante della privacy

Un passaggio che dovrebbe avvenire in concomitanza con la nuova versione del pass, quella elettronica. Sempre che il Garante della privacy non abbia da obiettare. L’Autorità, che aveva già criticato il Governo all’indomani dell’introduzione del pass vaccinale, nei giorni scorsi ha richiamato all’ordine la Campania, che ha previsto un uso allargato del lasciapassare, rendendolo necessario per accedere - tra l’ altro - a servizi turistici, alberghieri, di trasporto. Sulla medesima lunghezza d’onda la Provincia autonoma di Bolzano, la cui ordinanza è stata segnalata al Garante.

Si lavora su una versione digitale del green pass

Dunque, si deve ancora decidere sull’uso del green pass (a prescindere dagli spostamenti e dai matrimoni) e sulla sua nuova forma. I ministeri dell’Innovazione e della Salute stanno lavorando a una versione digitale sotto forma di Qr code scaricabile sull’app Io o su Immuni. Nel primo caso si accederà con Spid o con la carta di identità elettronica e si scaricherà il pass; se si opta per Immuni, dal ministero dell’Innovazione spiegano che per accedere al certificato occorrerà una password generata con il sistema Otp (one time password), cioè una chiave di accesso “usa e getta”.

Il nodo della validità

Uno dei temi da considerare è anche quello della validità del certificato vaccinale, con riferimento a chi l’immunizzazione - come i medici o le categorie più esposte - l’ha ricevuta per primo. Il pass legato al vaccino ha, infatti, validità di nove mesi a partire dalla fine del ciclo di vaccinazione. Dunque, quanti si sono vaccinati a inizio anno rischiano di avere un documento digitale con un orizzonte limitato, che mal potrebbe conciliarsi con il certificato Covid digitale Ue, che sarà disponibile dagli inizi di luglio e avrà una prospettiva di un anno (tanto durerà in vigore il regolamento che lo prevede). Anche per il pass Ue si tratterà di tre documenti, cartacei o elettronici: il certificato vaccinale, quello di avvenuta guarigione e il tampone. Ogni Paese rilascerà i propri che, se risponderanno ai criteri fissati dall’Unione, saranno riconosciuti anche in ambito comunitario. Il via libera definitivo all’impianto europeo arriverà nella prima sessione plenaria del Parlamento, che si svolgerà dal 7 al 10 giugno, per poi essere ratificata dal Consiglio ed entrare in vigore il primo luglio.

Le certificazioni verdi

9 mesi - Il certificato vaccinale

Vale 9 mesi dal completamento del ciclo di immunizzazione. Può essere rilasciato anche dopo la prima dose: in tal caso vale dal 15° giorno dopo il vaccino fino alla data prevista per la seconda dose.

6 mesi - L’avvenuta guarigione

Il certificato ha validità di 6 mesi dal momento dell’attestata avvenuta guarigione dal Covid. Può essere rilasciata dalla struttura dove è avvenuto il ricovero o, in assenza di ricovero, dal medico di famiglia.

48 ore - Il tampone

Il certificato vale 48 ore dal test, che può essere un tampone molecolare o un test antigenico rapido.Può essere rilasciato dalle strutture pubbliche e da quelle private autorizzate o accreditate e dalle farmacie .

1° luglio - Il debutto

È la data in cui dovrebbe partire il pass Covid europeo, la cui validità sarà di 12 mesi. Il pass digitale nazionale potrebbe avere lo stesso calendario e si allineerà agli standard previsti dall’Unione.

LE CERTIFICAZIONI VERDI
Loading...
Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti